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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione dell'amministratore unico di Sicam Srl, Gennaro Cuccaro. L'ingegner Cuccaro ha avanzato alla Commissione la richiesta di essere ascoltato in audizione al fine di illustrare il progetto elaborato da un pool di aziende relativo ad un ciclo di
trattamento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani con produzione di energia da fonti alternative.
Nel rivolgere un saluto e un ringraziamento all'ingegner Gennaro Cuccaro, gli do subito la parola affinché possa fornire alla Commissione utili elementi informativi in ordine al suddetto progetto, riservando eventuali domande dei colleghi della Commissione in esito al suo intervento.
Ricordo che l'ingegner Cuccaro è accompagnato dal dottor Di Paolo, dal dottor Siena, dall'ingegner Fontana, dall'ingegner Bozzano e dall'ingegner Arcangeli.
GENNARO CUCCARO, Amministratore unico di Sicam Srl. La Sicam è una giovane società che si occupa di business development e che, grazie all'esperienza dei propri soci e del proprio management multidisciplinare crea, ricerca, sviluppa e applica nuove iniziative in vari settori, tra cui quello dell'ambiente. Nello specifico, ha messo a punto un ciclo innovativo integrato che riguarda sia il trattamento sia lo smaltimento dei rifiuti. Tale ciclo verrà illustrato dal dottor Di Paolo, responsabile del settore ambiente della Sicam.
UGO DI PAOLO, Esperto ambiente di Sicam Srl. Innanzitutto, grazie per averci ricevuti.
PRESIDENTE. Avete predisposto un video?
UGO DI PAOLO, Esperto ambiente di Sicam Srl. Si tratta di slide molto veloci che abbiamo riprodotto anche in carta e che lasceremo alla Commissione. Non intendiamo presentare tutto il gruppo delle imprese: il tempo è tiranno.
PRESIDENTE. Sì, questo ci interessa poco. Piuttosto a noi interessa capire quale sia la vostra proposta: come, dove e perché funziona, i suoi vantaggi e le sue criticità.
UGO DI PAOLO, Esperto ambiente di Sicam Srl. Farò un riassunto, presidente. Non abbiamo fatto altro che unire delle tecnologie esistenti, non solo in Italia ma nel mondo, per cercare di dare una definizione completa e definitiva al ciclo dei rifiuti, dalla vagliatura fino alla valorizzazione sia della parte organica sia di quella inorganica.
In seguito passeremo alla fase visiva che ci permetterà di vedere il funzionamento vero e proprio di entrambi i cicli combinati.
Con noi lavora la Biotech, azienda leader nel settore che utilizza una tecnologia molto collaudata nel mondo - non so se abbia impianti anche in Italia - per quanto riguarda la valorizzazione della FOS, vale a dire la parte organica e parzialmente organica. Questa azienda, con le tecnologie di cui dispone, riesce ad accelerare il processo per la produzione del biogas e a produrre nel contempo un'ottima vagliatura, quindi un ottimo prodotto. Oltre alla Biotech vi è la Nippostil, società leader nella termovalorizzazione in Giappone, nata dall'esperienza degli altiforni. Da esperti di alte temperature, loro hanno capito che per la termovalorizzazione dei rifiuti il processo degli altiforni funziona. Sono ormai 25 anni che la Nippostil dispone di impianti di termovalorizzazione, anche se noi la chiamiamo gassificazione: parliamo di temperature superiori ai 1.400 gradi, per cui si potrebbe parlare anche di pirolisi o di fusione.
Questo abbinamento permette una maggiore produzione di energia, grazie al biogas che proviene dagli impianti Biotech e all'energia prodotta dalla Nippostil, oggi rappresentata dalla Paul Wurth, fondata nel 1870 e generalmente riconosciuta come azienda leader nel mondo nel settore degli altiforni e della gestione delle alte temperature, l'unica ad essere stata ritenuta in grado di dare una mano alla Nippostil per divulgare questo processo anche in Europa. Questi due cicli combinati non solo sono funzionali al cento per cento, ma gli stessi scarti dell'attività della Biotech vengono trattati negli impianti Nippostil-Paul Wurth.
L'ingegner Fontana illustrerà le slide per mostrare in cosa consiste questa tecnologia.
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. Grazie per il tempo che ci dedicate. Ovviamente i fascicoli che vi consegneremo contengono più informazioni di quante possa fornirne io in pochi minuti. Vorrei sottolineare gli aspetti tecnici chiave di questo ciclo che, secondo noi, possono rappresentare realmente un passo in avanti molto importante nella gestione del trattamento dei rifiuti urbani.
Vediamo i criteri con cui sono state individuate le tecnologie alla base di questo ciclo. Il primo e più importante è che vogliamo tecnologie affidabili e provate industrialmente e commercialmente. Come sapete, molte tecnologie cosiddette «di gassificazione» sulla carta sono superiori per varie ragioni a quelle tradizionali di incenerimento, ma poche - oserei dire solo una - sono industrialmente dimostrate con un numero sufficiente di referenze di impianti funzionanti. Un altro criterio è di puntare su tecnologie intrinsecamente sicure rispetto alla formazione di composti microinquinanti, in particolare di diossine, scartando anche per questa ragione le tecnologie di incenerimento tradizionale. Un ulteriore aspetto è stato mirare alla massimizzazione del rendimento in termini di recupero sia di energia sia di materia, in modo da minimizzare gli scarti e i residui del processo.
Il ciclo che proponiamo è sicuramente il migliore, a mio avviso, tra quelli esistenti per quanto concerne la minimizzazione della quantità di materiale da inviare in discarica. Naturalmente il ciclo è flessibile e i sottoprodotti riciclabili danno una totale garanzia di non tossicità. Come diceva il dottor Di Paolo, fondamentalmente il ciclo si basa su due tecnologie: la produzione di biogas BTA, rappresentata in esclusiva dalla Biotech, e la fusione diretta di rifiuti, rappresentata dalla Paul Wurth Italia. La nostra azienda, per inciso, è di provenienza IRI, neanche tanto remota: è una parte della vecchia Italimpianti, privatizzata e attualmente acquisita dalla Paul Wurth, società lussemburghese leader nel campo dell'impiantistica.
Il ciclo si compone di una sezione di separazione che divide il materiale sopravaglio ad alto potere calorifico, tendenzialmente simile al CDR (combustibile derivato dai rifiuti), rispetto al materiale sottovaglio, contenente la maggior parte della frazione organica. Il materiale sopravaglio viene inviato direttamente all'impianto DMS di fusione diretta, mentre la frazione sottovaglio, a maggior contenuto di materiale organico, viene trattata dall'impianto Biotech in modo da produrre biogas utilizzabile come combustile di alta qualità. La novità di questo ciclo è che tutti i sottoprodotti non riutilizzabili dell'impianto Biotech vengono ritrattati nell'impianto DMS, quindi rifusi e portati a temperature di oltre 1.500 gradi, in modo da consentire la totale distruzione di tutti i componenti tossici e la produzione di una scoria totalmente inerte, simile a quella di altoforno, che può essere utilizzata per produrre cemento o come materiale da costruzione. Poiché il processo DMS è riducente, la frazione metallica contenuta nelle scorie si mantiene tale e il sottoprodotto è rappresentato da una sorta di ghisa granulare che può essere utilizzata come sostituto del rottame in acciaieria.
L'altro punto chiave di questa combinazione è che, grazie al gas prodotto dall'impianto Biotech, possiamo ottenere un vapore dalle caratteristiche particolarmente elevate, con rendimenti di turbina molto alti, simili a quelli di una centrale elettrica alimentata con combustibili diversi dai rifiuti, semplicemente separando il surriscaldatore dalla caldaia di recupero. Il gas viene prodotto per elevare la temperatura del vapore prima dell'invio in turbina; in questo modo si passa da rendimenti tipicamente nell'ordine del 25 per cento, per i cicli gas alimentati da impianti di incenerimento, a rendimenti fino al 34-35 per cento attraverso la separazione delle due fonti di combustibile.
Nell'impianto DMS si produce vapore di caratteristiche basse, come in tutti gli
impianti di trattamenti rifiuti: per la presenza di sali e di altri composti corrosivi non si può salire con la temperatura. Invece nel surriscaldatore, che è alimentato con un gas pulito, quello biologico prodotto dall'impianto Biotech, eleviamo le caratteristiche fino a circa 500 gradi, ottenendo un vapore che permette di produrre energia elettrica con alto rendimento. Abbiamo ipotizzato due tipologie di impianti: uno per 150 mila tonnellate all'anno e l'altro per 225 mila tonnellate l'anno. Quello da 150 mila utilizza due moduli DMS; quello da 225 mila ne utilizza tre, naturalmente.
Vorrei far notare una cosa importante: immagino che ci siano molte proposte per risolvere il problema dei rifiuti con riguardo alla gassificazione, ma il nostro è l'unico processo che può vantare più di 20 referenze industriali in funzione e visitabili in Giappone. Il processo è stato messo a punto dalla Nippostil sulla base del know-how siderurgico, particolarmente nel campo degli altiforni.
PRESIDENTE. Quindi sostanzialmente non ci sono impianti in Europa e nemmeno negli Stati Uniti.
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. Nippostil ha iniziato soltanto da poco a licenziare il processo all'estero. Attualmente il primo impianto è in costruzione in Corea.
PRESIDENTE. Quelli già funzionanti dove si trovano?
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. In Giappone ve ne sono più di venti. È un fatto importante: nessun altro processo ha altrettante referenze in termini di impianti basati sul principio della gassificazione del rifiuto.
UGO DI PAOLO, Esperto ambiente di Sicam Srl. Desidero evidenziare che per gli impianti da 150 mila tonnellate la produzione di energia è veramente importante.
PRESIDENTE. Dottore, se ricordo bene, la sollecitazione dei tecnici su questa metodica è di duplice natura: di eccellenza, per alcuni aspetti, e di criticità, per altri.
La criticità era riferita a due aspetti, uno dei quali è la sicurezza. Se ricordo bene, l'espressione usata era: «tecnologie non mature, per alcuni aspetti di minore maneggevolezza e a più alto rischio». L'altra criticità riguardava il fatto che potesse utilizzarsi per piccole comunità, quindi per centinaia di migliaia di abitanti e non per milioni. Ci può aiutare a capire meglio questi aspetti?
UGO DI PAOLO, Esperto ambiente di Sicam Srl. Sul discorso della sicurezza, lascio la parola all'ingegner Fontana.
Per quanto riguarda le piccole comunità, poiché siamo campani di nascita, di vita e di adozione, riteniamo che soltanto un discorso provincializzato, cioè gestito in ambiti giusti, non piccolissimi ma nemmeno enormi, dia soddisfazione.
PRESIDENTE. Dottore, lei già si occupa di rifiuti?
UGO DI PAOLO, Esperto ambiente di Sicam Srl. Direttamente no, ma ormai sono tre anni che studiamo questa materia.
PRESIDENTE. Che vuol dire indirettamente? È una parola che a questa Commissione non piace mai.
UGO DI PAOLO, Esperto ambiente di Sicam Srl. Che non ho mai lavorato nei rifiuti ma ho solo studiato l'argomento per capire se poteva esserci un processo vincente, e dai dati che abbiamo elaborato mi sembra che ci sia. Non solo abbiamo 22 impianti giapponesi di diverso taglio e che possono anche essere superiori a quanto proposto, ma immaginiamo che accanto alla valorizzazione dei rifiuti per la produzione di energia ci sia il trasporto, lo stoccaggio: un mondo tale che è inutile creare una mega-città del rifiuto. È meglio
avere impianti giusti, gestiti serenamente, che non incidono nella vita collettiva del territorio.
PRESIDENTE. Torniamo alle domande: la prima è sulla sicurezza.
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. Sulla sicurezza si risponde molto velocemente: nessuno dei 22 impianti giapponesi in esercizio ha mai determinato incidenti gravi o riportati come tali. Se poi per sicurezza si intende l'affidabilità, a maggior ragione tutti e 22 gli impianti stanno funzionando con ottimi risultati e senza nessun sistema - questo è importante - di pretrattamento dei rifiuti. La cosa che differenzia questo processo rispetto agli altri, nessuno escluso, è che il rifiuto può essere caricato tal quale, ovviamente anche se pretrattato, e questo giova sicuramente all'uniformità del processo. Tutti, o quasi, gli impianti in Giappone lavorano sul rifiuto tal quale, senza creare problemi alla sicurezza.
PRESIDENTE. E quanto all'aspetto del dimensionamento?
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. Gli impianti in Giappone sono dimensionati a partire da comunità - che per loro sono piccole, magari per noi lo sono meno - di 50 mila abitanti, fino a città come i sobborghi di Tokyo che possono contare 300-400 mila abitanti.
Tenga conto che dal 2001 in Giappone c'è stato un declino nella vendita degli impianti di incenerimento a griglia e un corrispondente aumento della vendita di impianti di questo genere. In Giappone il concetto che prevale è l'impianto di bacino che normalmente, per ragioni logistiche di raccolta, non conta più di 500 mila abitanti. Lo stesso concetto verso il quale stiamo cercando di spingere: non realizzare mega-impianti da 2.000 o 3.000 tonnellate.
TOMMASO SODANO. Se capisco bene, il processo di gassificazione punta soprattutto a bruciare il rifiuto tal quale. In qualche modo, predilige un rifiuto indifferenziato a fronte di elementi e sostanze che riducono il potere calorifico?
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. No, non lo privilegia ma lo accetta anche. È chiaro che, se si ha un sistema di pretrattamento che rende più uniforme il potere calorifico, il risultato e la possibilità di marciare in modo costante migliorano. Però il processo di gassificazione consente anche l'utilizzo di un pretrattamento.
TOMMASO SODANO. Che percentuale di residui ci sono sul processo?
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. Fino al 30 per cento.
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. Mi scusi, ma esattamente cosa intende dire?
TOMMASO SODANO. Mi riferisco alle ceneri.
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. Di residui da smaltire, cioè non riutilizzabili, circa il 3 per cento.
TOMMASO SODANO. Uso il termine «ceneri» impropriamente, in quanto diverse dall'incenerimento.
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. Le cosiddette «ceneri volanti», in cui si concentrano i metalli pesanti e i sali, rappresentano l'unico residuo non utilizzabile, che va inertizzato come in tutti i paesi.
TOMMASO SODANO. In che percentuale?
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. Del 2,5 o 3 per cento circa; dipende.
TOMMASO SODANO. Quindi è notevolmente più basso rispetto all'incenerimento «classico».
PRESIDENTE. E per quanto riguarda le emissioni?
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. Le emissioni garantite per quanto riguarda, ad esempio, le diossine sono di 0,1 nanogrammi...
PRESIDENTE. Rispetto alla normativa nazionale e non a quella giapponese?
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. La normativa giapponese sostanzialmente è identica a quella europea con riguardo alla maggioranza delle fonti di inquinamento.
I dati riportabili e riportati sono anche di dieci o cento volte inferiori per quanto riguarda i microinquinanti. Naturalmente è difficile ottenere una garanzia su questi dati: come sappiamo, la misura delle diossine è estremamente complessa. La Nippostil garantisce per 0,1 nanogrammi, ma i dati riportati sono anche cento volte inferiori a questo valore, in quanto la natura del processo, essendo riducente, è intrinsecamente tale da non determinarne la formazione.
PRESIDENTE. Si è data una spiegazione del perché in Europa non abbiano realizzato alcun impianto?
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. In Europa sono stati fatti molti errori: alcune tecnologie importate o create, come Thermoselect o altre, sono decisamente troppo complesse e hanno costi di gestione insostenibili. Tra le tecnologie di gassificazione la Nippostil è sicuramente quella più semplice e affidabile; riteniamo che con l'attuale situazione di cautela ambientale abbia la possibilità di sfondare. Sicuramente si tratta di un processo più costoso rispetto a quello di incenerimento: il costo di investimento è del 20 per cento maggiore rispetto a quello di una griglia tradizionale, ma grazie alla tecnologia di generazione di gas biologico il costo è ripagato da una maggiore efficienza energetica.
TOMMASO SODANO. C'è una lobby degli inceneritori che blocca, a livello europeo e italiano? Avete avuto modo di parlarne con il Ministero dell'ambiente e con le altre strutture del nostro paese?
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. Da un anno e mezzo abbiamo stipulato l'accordo per la commercializzazione con Nippostil e stiamo effettuando marketing soprattutto presso società municipalizzate o ex municipalizzate. Alla fine del mese di gennaio andremo in Giappone con una di queste società per visitare due impianti: da parte di molti operatori vi è una seria intenzione di adottare questa tecnologia. Ho la sensazione che si è al momento di svolta anche per il mercato italiano; è la stessa valutazione che abbiamo trasmesso anche ai nostri partner nipponici.
Sicuramente abbiamo intenzione di promuovere...
PRESIDENTE. Quindi Ministero, commissariati e assessorati regionali non ne sanno nulla?
UGO DI PAOLO, Esperto ambiente di Sicam Srl. Lo sanno: abbiamo avuto non solo contatti con l'assessore della regione Campania, ma anche un incontro tecnico con il professor Napoli e l'ingegner Cosimo Barbato in cui abbiamo specificato ancor meglio il processo, con notevole gradimento da parte dei tecnici.
PRESIDENTE. Chiedo del Ministero ma non mi risponde nessuno: l'avete informato di queste tecnologie?
UGO DI PAOLO, Esperto ambiente di Sicam Srl. Non ancora; ci ripromettevamo di attivarlo con un primo impianto...
PIERGIORGIO FONTANA, Vicepresidente della Paul Wurth. Forse abbiamo sbagliato nelle scelte, ma la strada seguita è stata di farlo conoscere prima ai tecnici e poi agli organi decisionali.
PRESIDENTE. Sono contento che ci abbiate inserito tra i tecnici: avete privilegiato la parte tecnica, quindi anche noi! D'altra parte credo che sia utile che anche il Ministero sia opportunamente informato al riguardo.
UGO DI PAOLO, Esperto ambiente di Sicam Srl. Certamente.
PRESIDENTE. Vi ringraziamo per la presentazione, a noi utile per comprendere e capire esattamente quali sono le prospettive anche sul piano delle opportunità di sviluppo futuro dei cicli integrati dei rifiuti.
UGO DI PAOLO, Esperto ambiente di Sicam Srl. Ringraziamo la Commissione e, ove mai potesse interessarvi, comunico che abbiamo realizzato anche un piccolo progetto ad hoc per la Campania, per dare il nostro contributo.
PRESIDENTE. So che a fronte di un presidente campano, vi interessate di Campania... Ovviamente la Commissione è interessata al fenomeno di carattere nazionale e approfondisce questi aspetti in questa logica. Ancora grazie. Dichiaro conclusa l'audizione.
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