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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione dell'amministratore delegato di Ecolog Spa, Roberto Cetera.
Ricordo che la Ecolog Spa ha trasmesso alla Commissione la bozza di un progetto, denominato «Clean Up Somalia», che si propone in particolare l'obiettivo di individuare, in collaborazione con l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, aree del territorio somalo interessate dalla presenza di rifiuti di origine industriale provenienti dall'Europa, al fine di attivare con gli strumenti della cooperazione internazionale procedure di bonifica e di salvaguardia dell'ambiente in relazione alle problematiche della gestione e dello smaltimento dei rifiuti in Somalia.
Nel rivolgere un saluto e un ringraziamento per la disponibilità manifestata, darei subito la parola al dottor Roberto Cetera, affinché possa fornire alla Commissione elementi informativi in ordine al suddetto progetto, riservando eventuali domande dei colleghi al termine del suo intervento.
Il dottor Cetera è accompagnato dal dottor Lorenzo Miracle e dalla dottoressa Paola Negri.
ROBERTO CETERA, Amministratore delegato di Ecolog Spa. Grazie, signor presidente, per averci dato di nuovo l'opportunità di parlare di Ecolog e delle sue iniziative.
In realtà non si tratta di un progetto ma più correttamente è un preliminare di progetto, cioè una nostra idea. Probabilmente ricorderete che nelle precedenti audizioni abbiamo parlato dell'impegno etico che caratterizza l'iniziativa di business della nostra azienda: la certificazione SA 8000 e la varie iniziative che ci hanno contraddistinto sul piano della conduzione etica del business. L'etica è nella conduzione del business, nel rispetto delle compatibilità ambientali, nelle soluzioni che proponiamo, nell'enfasi data alla sicurezza, alle condizioni di lavoro dei nostri dipendenti e nell'attenzione all'emarginalità. Per esempio, abbiamo recentemente incrementato il nostro staff con l'assunzione di persone Down: siamo fra le prime aziende che stanno portando al loro interno anche questo tipo di handicap mentale.
Coerentemente con tale impostazione, abbiamo immaginato di avviare un progetto di intervento nei confronti della Somalia, che notoriamente in passato è stata destinataria di molti traffici di rifiuti partiti dal nostro paese, e non solo. È un progetto basato sul patrocinio della Commissione parlamentare d'inchiesta che, insieme ad un nucleo di aziende di cui ci candidiamo a far parte, immagina un
intervento in Somalia basato su tre diversi ambiti.
Il primo è una rilevazione, seppur sommaria, ma comunque sufficientemente indicativa, della presenza di siti di stoccaggio o di deposito abusivo di rifiuti pericolosi provenienti dall'estero, in modo da creare un quadro preliminare per un intervento successivo di bonifica da pianificare nelle forme proprie da parte del Governo somalo. Il secondo ambito riguarda la definizione e la proposizione di un piano di intervento sui rifiuti solidi urbani nella città di Mogadiscio, indicante tutti gli aspetti del ciclo integrato dei rifiuti, dalla raccolta allo smaltimento e ai vari elementi di raccolta differenziata. Il terzo aspetto è una forma di tutorship da svolgere con nuove aziende e istituzioni nei confronti degli operatori del settore, riferendoci anzitutto a quelli imprenditoriali, poi a quelli ambientali della neonata struttura statale della Somalia e infine agli organismi di vigilanza e di repressione degli illeciti ambientali nel paese.
Abbiamo pensato che se questo tipo di progetto, articolato in tre fasi, fosse stato proposto da noi, sicuramente non avrebbe avuto un ampio respiro: già è difficile mettere insieme quattro o cinque aziende su progetti di business, figuriamoci su materie di questo tipo... Certamente l'intervento di una istituzione avrebbe agevolato e facilitato la realizzazione di un progetto del genere. Quindi abbiamo pensato a questa Commissione parlamentare d'inchiesta, non solo per il rapporto di collaborazione avuto in passato, ma perché credo che sia l'ente istituzionalmente deputato sul tema dell'esportazione clandestina dei rifiuti. Difatti, per il lavoro che ha svolto nella presente e nella passata legislatura e per il ruolo di «faro» che ha assunto nei confronti delle imprese dal punto di vista dell'etica nella conduzione del business nel ciclo dei rifiuti, può legittimamente candidarsi ad invitare le imprese a svolgere un lavoro di recupero della credibilità che la parte «cattiva» delle imprese ambientali italiane - ahimè - ha acquisito in terra d'Africa.
Questa era l'idea e la proposta avanzata al presidente Russo.
PRESIDENTE. Grazie, dottore. Ho voluto che lei esponesse questa idea progettuale perché, avendone parlato nell'ultimo ufficio di presidenza, è interesse della Commissione lavorare nella direzione auspicata per individuare, di concerto con il Ministero degli affari esteri, le ragioni e le formule che consentano di avviare questo percorso in compatibilità con le funzioni della Commissione stessa, che ovviamente rimane una Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
Nelle prossime ore post-natalizie mi permetterò di individuare un nostro consulente che possa seguire direttamente la vicenda, in modo da renderla in minima parte operativa, e magari a gennaio potremo fare il punto della situazione con l'ufficio di presidenza e poi in Commissione.
La ringrazio per il contributo offerto.
ROBERTO CETERA, Amministratore delegato di Ecolog Spa. Nelle giornate fra Natale e Capodanno, come lei sa, saremo comunque al lavoro per l'evoluzione della situazione in Campania.
PRESIDENTE. Ci sono fatti nuovi, evolutivi?
ROBERTO CETERA, Amministratore delegato di Ecolog Spa. Il fatto nuovo rispetto all'ultima informazione che avevamo dato è che siamo stati precettati. Come era stato preannunciato dal dottor Bertolaso, Ecolog è stata precettata e quindi siamo chiamati a svolgere nuovamente il lavoro interrotto.
PRESIDENTE. Solo che lo svolgete non più in quanto affidatari di un servizio, ma in quanto obbligati a svolgerlo. E sul fronte dei crediti?
ROBERTO CETERA, Amministratore delegato di Ecolog Spa. Sul fronte dei crediti non c'è stata nessun'altra novità:
sono stati ulteriormente certificati e legittimati dall'intervento del dottor Bertolaso, ma non sono arrivati altri soldi.
La cosa grave è che si è dovuto rappresentare la situazione nelle forme proprie all'azionista, da cui d'altro canto non abbiamo ricevuto né indicazioni nette né strumenti per andare avanti. Quindi ho convocato un'assemblea degli azionisti; poi vedremo cosa intenderanno fare le Ferrovie dello Stato.
PRESIDENTE. L'attività è ripartita?
ROBERTO CETERA, Amministratore delegato di Ecolog Spa. L'attività è ripartita per quanto riguarda i camion. Pensiamo di avviare la parte dell'umido su gomma subito dopo Natale e contiamo di cominciare il trasporto su treno nei primi giorni di gennaio.
TOMMASO SODANO. Ne approfitto per porre una domanda che esula dalla questione dell'interessante progetto sulla Somalia.
Dottor Cetera, nell'ultima audizione svolta a proposito di trasporti lei fece dei riferimenti ad alcune pressioni che aveva subito. Abbiamo avuto modo di leggere sulla stampa che oltre alle pressioni si sono verificati anche fatti di rilevanza penale (un teschio trovato davanti all'ufficio) e ci sono state implicazioni con le procure. Vorrei sapere a che punto sia la questione.
Un altro elemento emerso nelle audizioni è relativo alla possibilità del trasporto delle ecoballe in Polonia. Vorrei capire se questa disponibilità ci sia ancora e se lei confermi i dati e i costi riferiti alla Commissione. Tra l'altro è stato un elemento di discussione con il dottor Bertolaso nel convegno della Commissione, non in questa seduta.
ROBERTO CETERA, Amministratore delegato di Ecolog Spa. Per quanto riguarda la prima domanda, al momento dell'ultima audizione, non avendo ancora informato i Carabinieri delle minacce e degli avvisi ricevuti, non abbiamo ritenuto opportuno dargli la rilevanza necessaria. Qualche giorno dopo l'audizione abbiamo presentato un esposto ai Carabinieri in cui abbiamo elencato una serie di fatti per lo meno sospetti, tra i quali il principale era il ritrovamento sulla porta dei nostri uffici direzionali di Roma di un avviso di pericolo di morte con un teschio stampato. Abbiamo presentato al comando ambiente dell'Arma un esposto-denuncia e ora la palla è passata nelle mani, sicuramente più affidabili, dei Carabinieri.
Per quanto riguarda la seconda domanda, per il momento sono riconfermati tutti gli aspetti commerciali di possibilità di trasferimento del rifiuto e del suo derivato verso l'estero, quindi sia il rifiuto solido urbano sia i sovvalli e il CDR.
Per quanto concerne nello specifico la Polonia, le autorità polacche, dopo un'iniziale apertura, hanno sollevato obiezioni sulla notifica internazionale di trasferimento dei rifiuti. Abbiamo fatto ricorso in base alle norme proprie e stiamo aspettando di conoscere le determinazioni del Governo polacco. Nel frattempo comunque abbiamo avviato ulteriori notifiche verso altri paesi europei.
PRESIDENTE. La domanda che vorrei fare è se i costi siano più o meno gli stessi.
ROBERTO CETERA, Amministratore delegato di Ecolog Spa. Forse qualche lira in meno.
PRESIDENTE. Non essendovi altre sollecitazioni, ringrazio il dottor Cetera per la disponibilità e gli auguro buon lavoro.
Dichiaro conclusa l'audizione.
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