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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione dell'amministratore delegato della Fibe, Armando Cattaneo.
La Commissione ha ritenuto opportuno procedere a questa audizione in ordine ai profili di attività della Fibe, che svolge un importante ruolo nell'ambito della gestione del ciclo dei rifiuti in Campania. Sarebbe in particolare utile acquisire dati ed elementi informativi sugli aspetti connessi alla realizzazione e al funzionamento degli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti localizzati nel territorio dei comuni di Acerra e Santa Maria La Fossa.
Nel rivolgergli un saluto ed un ringraziamento per la disponibilità nuovamente manifestata, dopo le audizioni già svolte nei mesi precedenti, do la parola all'ingegner Cattaneo, riservando eventuali domande dei colleghi della Commissione al termine del suo intervento introduttivo.
ARMANDO CATTANEO, Amministratore delegato della Fibe. Ritengo che la situazione vi sia nota. L'attività della Fibe, e della società gemella Fibe Campania che si occupa di tutte le province delle regioni esclusa Napoli, è la seguente. In provincia di Napoli, i tre impianti di CDR sono tutti a regime: l'ultimo è stato l'impianto di Tufino, per cui la totalità del rifiuto urbano perviene agli impianti; si svolge il processo di produzione del CDR, che attualmente viene stoccato in balle in aree a ciò predisposte.
Per quanto riguarda il progetto province, sono in funzione tre impianti: Avellino, Benevento e Caserta sono serviti, mentre per quanto riguarda Salerno l'ultimazione è avvenuta credo oggi, per cui ci si aspetta, nel giro di 15 giorni, l'entrata in funzione del relativo impianto. Anche qui si procede alla produzione del CDR ed al suo stoccaggio, che attualmente viene effettuato in parte nel territorio della provincia di Napoli e in parte in quello di Caserta. La problematica da considerare è la stessa evidenziata nelle precedenti occasioni di incontro, vale a dire il reperimento di aree di stoccaggio idonee in attesa della costruzione del termovalorizzatore.
Per quanto riguarda il termovalorizzatore di Acerra, il 23 gennaio è avvenuta la consegna dei lavori, atto questo propedeutico all'inizio dei lavori stessi, che avviene dopo il completamento del processo di rilascio delle autorizzazioni da parte dell'ENEL per il collegamento alla rete elettrica nazionale: è quindi intervenuta un'ordinanza sindacale che ha sospeso queste attività. Per quanto riguarda Santa Maria La Fossa, sono in corso lavori preliminari di bonifica bellica dell'area.
PRESIDENTE. Ingegnere, vorrei comprendere meglio un aspetto. Immagino che ci si trovi in ritardo rispetto al percorso previsto per la realizzazione degli impianti CDR e del termovalorizzatore e che un aspetto critico sia rappresentato dalla necessità di stoccare grandi quantità di balle. Potremmo avere qualche elemento in più sul come ciò accadrà nei prossimi mesi, dal momento che le querelle relative ad Acerra ma anche a Santa Maria La Fossa pongono il problema con urgenza, almeno apparentemente, maggiore?
Vorrei poi chiedere qualche ulteriore indicazione sulla qualità del CDR, che qualche volta viene definita non particolarmente elevata: si dice che ci sia del percolante, che ci sia eccessiva quantità di umido e così via.
MICHELE VIANELLO. Ingegnere, potrebbe darci una definizione della tecnologia utilizzata nell'inceneritore, cioè se essa sia avanzata rispetto ad altri impianti esistenti in Italia, sia dal punto di vista dell'impatto ambientale e quindi delle emissioni in atmosfera, sia da quello dei residui di combustione?
ARMANDO CATTANEO, Amministratore delegato della Fibe. Per quanto riguarda gli stoccaggi, il ritmo di accrescimento degli stessi è pari a 2 ettari al mese. Esiste un piano di individuazione dei terreni e di autorizzazioni in corso, ed in parte in atto, che consente di agire in autonomia per il tempo necessario a costruire il termovalorizzatore sulla base dei programmi. Pertanto, la disponibilità dei siti necessari per lo stoccaggio non è ancora totale, ma c'è la possibilità in prospettiva di rispondere alle esigenze di stoccaggio in base ai programmi attuali: naturalmente ogni dilazione rende necessario un incremento di superficie.
Quanto alla qualità del CDR, esso viene testato: naturalmente dobbiamo basarci su campioni ampi, in quanto arriverà al termovalorizzatore non il singolo campione ma una massa ampia di materiale. Abbiamo riscontrato che la media delle umidità è attorno al 25 per cento: c'è qualche sforamento inferiore al punto percentuale nel senso che, se non erro, la media è pari al 25,3. Per quanto riguarda i metalli pesanti e gli inquinanti, rientrano ampiamente nei limiti previsti. La ragione della maggiore umidità riscontrata finora è che la raccolta differenziata dell'umido è ancora zoppicante (anzi, alcune iniziative che erano partite si sono fermate), e che per lunghi periodi abbiamo ricevuto rifiuti vecchi, cioè svuotamenti di vecchi stoccaggi del periodo dell'emergenza: tutto il programma è stato fermo quasi un anno per definire un accordo che poi è stato cancellato. Questa circostanza ha fatto sì che la chiusura delle discariche sia avvenuta prima dell'entrata in funzione degli impianti: di qui la situazione drammatica del 2001, proseguita anche per metà del 2002 nella provincia di Salerno.
Per quanto riguarda l'altra domanda, dal punto di vista tecnologico l'impianto consiste di un forno a griglia raffreddato ad acqua, una tecnologia consolidata per questo tipo di strutture, tanto che gli impianti in corso di raddoppio in Italia in questo momento sono di questo genere: i programmi della Sicilia e credo anche quelli del Lazio prevedono la griglia. Per questo tipo di combustione, il forno a griglia - nonostante abbia trent'anni - non è affatto una tecnologia vecchia: essa ha subito tutta una serie di aggiustamenti, migliorie e perfezionamenti, per cui oggi viene considerata affidabile, tanto che chi ha un forno a griglia non lo chiude ma lo raddoppia, come è successo a Milano, Lecco e in altri luoghi. In particolare, per quanto riguarda il caso di Milano - impianti Silla 1 e Silla 2 - si può verificare il progresso realizzato nel passaggio tra i due per quanto riguarda le emissioni.
Per quel che concerne queste ultime, il progetto guida è l'ormai famoso impianto di Brescia il quale, almeno sulla base delle indagini dirette che abbiamo effettuato, riceve un gradimento generale nella zona; non ha arrecato problemi di alcun tipo. L'impianto è stato progettato sulla base di norme precedenti a quelle sulla base delle quali è stato progettato il nostro e rispetta ampiamente le regole previste. Il nostro impianto ha dei target di progetto più restrittivi di quello di Brescia e presenta dati di progetto dal 20 al 60 per cento più bassi. Se prendiamo in esame l'ultima normativa e le nostre emissioni di progetto, siamo al di sotto dei limiti, che sono già i più restrittivi, con parametri che vanno dal 20 al 60 per cento.
Credo quindi che l'impianto sia quanto di meglio oggi disponibile sul piano tecnologico e del rispetto dei limiti di emissioni.
PRESIDENTE. Ringrazio l'ingegner Cattaneo per la sua squisita sensibilità e per le utili indicazioni che ci ha offerto, anche dal punto di vista tecnico, che forniranno lo spunto per ulteriori riflessioni da parte nostra.
Dichiaro conclusa l'audizione.
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