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Seduta del 13/2/2003


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Audizione del presidente della commissione ambiente della provincia di Caserta, Michelangelo Madonna, e del sindaco di Santa Maria La Fossa, Bartolomeo Abbate.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del presidente della commissione ambiente della provincia di Caserta, Michelangelo Madonna, e del sindaco di Santa Maria La Fossa, Bartolomeo Abbate.
Ricordo che, secondo quanto concordato in sede di programmazione dei lavori dall'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentati dei gruppi, la Commissione


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intende procedere ad una serie di audizioni di rappresentanti degli enti locali in ordine ai profili di attività concernenti le materie oggetto dell'inchiesta della Commissione.
L'odierna audizione del consigliere Madonna, presidente della commissione ambiente della provincia di Caserta, potrà costituire l'occasione per acquisire dati ed elementi informativi sugli aspetti connessi allo stato di attuazione nel territorio del comune di Santa Maria La Fossa della vigente normativa in materia di gestione del ciclo dei rifiuti, con particolare riferimento alla vicenda relativa alla localizzazione dell'impianto di termovalorizzazione dei rifiuti.
È presente anche il sindaco di Santa Maria La Fossa, dottor Bartolomeo Abbate.
Nel rivolgere un saluto ai rappresentanti dell'amministrazione provinciale di Caserta e dell'amministrazione comunale di Santa Maria La Fossa, do la parola al consigliere Madonna, in rappresentante del presidente della provincia di Caserta.

MICHELANGELO MADONNA, Presidente della commissione ambiente della provincia di Caserta. Siamo presenti per discutere della delocalizzazione del termovalorizzatore. In riferimento alla problematica relativa alla localizzazione dell'impianto di termovalorizzazione sul territorio del comune di Santa Maria La Fossa, di cui il commissario di Governo con ordinanza n. 360 del 13 luglio 2001 ha affidato la realizzazione alla Fibe spa ed altre, intendiamo sottolineare i seguenti motivi ostativi: il piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti in Campania, approvato con ordinanza del commissario delegato n. 27 dell'8 giugno 1997, pubblicato sul numero speciale del BURC del 14 luglio 1997, prevedeva la realizzazione di due impianti di termovalorizzazione, rispettivamente nel comune di Acerra ed in quello di Battipaglia. La delocalizzazione è avvenuta senza la dazione di appositi atti di variante al suddetto piano e con decisione unilaterale, senza acquisire gli indispensabili pareri degli enti locali direttamente interessati. La provincia non è stata assolutamente interpellata.
Con la citata ordinanza n. 360 si approvava il contratto con le ditte esecutrici per la costruzione di quattro impianti di produzione di CDR e del solo impianto di termovalorizzazione in Santa Maria La Fossa in luogo dei due impianti previsti nel piano regionale. Ciò fa supporre che tale impianto debba essere utilizzato anche dalla provincia di Napoli, in considerazione del fatto che non sono chiare le modalità di smaltimento della stessa.
La scelta del comune di Santa Maria La Fossa è del tutto inopportuna in quanto la rete viaria della zona, costituita prevalentemente da strade provinciali, è già del tutto insufficiente al normale traffico quotidiano e non è assolutamente in grado di sopportare l'ulteriore incidenza dei numerosi automezzi pensanti che affluiranno in quell'area. Ciò in considerazione che l'ordinanza commissariale n. 360 prevede che nell'impianto siano smaltiti rifiuti prodotti nei comuni delle province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno. Pertanto i già notevoli disagi dovuti al traffico locale aumenteranno in modo esponenziale. La costruzione dell'impianto influirà negativamente sulla qualità dell'aria, già aggravata notevolmente dalle emissioni degli insediamenti produttivi ubicati nelle attigue zone industriali di Teverola; contribuirà ulteriormente ad aggravare la qualità dell'aria la realizzazione di tre impianti di cogenerazione da 800 megawatt previsti sui territori dei confinanti comuni di Orta di Atella, di Teverola e di Pignataro maggiore. Il territorio provinciale è a prevalente vocazione agricola zootecnica - non ultima la produzione delle mozzarelle dop -, pertanto la costruzione di tali impianti sarà causa di ricadute ambientali negative sullo sviluppo di tali attività e vanificherà gli sforzi profusi per il raggiungimento di importanti obiettivi di qualità quale, ad esempio, la denominazione di origine protetta per la mozzarella di bufala.
Il territorio della provincia di Caserta è già notevolmente danneggiato dagli effetti negativi prodotti dagli impianti di discarica


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di Giugliano e di produzione di CDR di Caivano, ubicati a ridosso dei comuni di Parete e Marcianise, nonché dall'impianto di produzione di CDR attivato in località Spartivento nel comune di Santa Maria Capua Vetere. Influiscono negativamente sulla qualità dell'ambiente anche le discariche di Parco saurino, sempre a Santa Maria La Fossa, e quella attigua in località Marozzella nel comune di Santalmaro.
Considerato che sul nostro territorio già esistono detrattori ambientali, la realizzazione di un altro termovalorizzatore sarebbe una scelta scellerata. Vi ringrazio.

PRESIDENTE. Do ora la parola al sindaco di Santa Maria La Fossa.

BARTOLOMEO ABBATE, Sindaco di Santa Maria La Fossa. Saluto il presidente e tutti i componenti la Commissione parlamentare. La questione della delocalizzazione del termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa dal punto di vista del comune e dei cittadini si pone come un atto arbitrario, poiché il comune non è mai stato interpellato su una questione così rilevante per l'ambiente e soprattutto per l'economia. Fermo restando che non siamo contrari al principio della termovalorizzazione, appare sconcertante pensare di localizzare un impianto in una zona a vocazione spiccatamente agricola, in cui il riconoscimento di zona di pregio per l'allevamento bufalino e per la produzione della mozzarella dop sostanzia l'economia di tutto il territorio del basso Volturno.
Dal punto di vista giuridico, il mancato coinvolgimento dell'ente in un procedimento così complesso ed importante per il futuro dell'area ha indotto il comune di Santa Maria La Fossa ad opporsi davanti al TAR, prima, ed al Consiglio di Stato, poi, contro la delocalizzazione non essendoci un atto ufficiale che provi la correttezza nella procedura di localizzazione.
Vorrei richiamare la vostra attenzione, oltre che su questo aspetto, sui problemi che potrebbero nascere per il territorio. Dopo la prima localizzazione a Battipaglia è stato presentato ricorso al TAR e successivamente ha acquisito rilevanza il tema della vocazione agricola dell'area, per cui si è giunti ad una valutazione negativa sulla sostenibilità ambientale e soprattutto economica dell'impianto. Si è proceduto quindi alla sua delocalizzazione, ma la scelta successiva è caduta su un territorio che presenta le stesse caratteristiche di Battipaglia e soprattutto con una concentrazione della produzione di mozzarella dieci volte superiore. Teniamo presente che le provincia di Salerno produce il 30 per cento del latte destinato alla mozzarella, mentre a Caserta si concentra il 70 per cento degli allevamenti di bestiame finalizzato a tale produzione; non si comprende quindi perché un'ipotesi giudicata in senso negativo per Battipaglia possa giustificarsi invece per il territorio di Santa Maria La Fossa. In questo modo si crea una disparità di trattamento; pochi giorni fa, in occasione del question time in Senato, il senatore La Grua chiedeva al ministro Alemanno quali fossero gli aspetti più rilevanti della politica agricola del Governo e il ministro ha risposto sottolineando come uno dei passaggi fondamentali cui si assisterà non appena il Governo potrà esercitare le deleghe relative sarà quello della tracciabilità dei prodotti agricoli e della loro trasformazione. Pertanto, a parità di condizioni per il basso Volturno e per il salernitano, il prodotto tracciato, nato in una zona a forte vocazione agricola, sconterà sotto il profilo del suo pregio e della sua qualità il dato negativo costituito dalla presenza di un impianto che contrasta con tale vocazione.
Credo che queste motivazioni siano già sufficienti per riconsiderare il problema della delocalizzazione dell'impianto nel territorio di Santa Maria La Fossa. Non sembra che tali aspetti siano stati tenuti presenti nell'ambito della valutazione di impatto ambientale: non vi è traccia in quest'ultima della considerazione dello stato delle cose, della natura agricola della zona e neanche - tenuto conto del consistente allevamento bufalino dell'area - di una valutazione dell'attuale grado di inquinamento derivante dall'allevamento stesso. Nei prossimi anni sarà necessario


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affrontare il problema delle deiezioni bufaline e dell'incidenza di tale allevamento sull'equilibrio ambientale della zona.
Esistono quindi varie problematiche che, ad avviso degli abitanti del territorio del basso Volturno, pongono l'esigenza di una rivisitazione della valutazione di impatto ambientale effettuata soprattutto sotto il profilo agricolo ed anche, appunto, ambientale e di sostenibilità territoriale.
Vorrei sottolineare, in conclusione, la necessità di riproporre il problema della valutazione di impatto ambientale, in quanto la procedura non è stata sicuramente svolta in modo corretto, e di approfondire lo studio dello scenario futuro di un'area - il basso Volturno - penalizzata rispetto a quella di Battipaglia. Inoltre, poiché ci si trova ancora in una fase interlocutoria per quanto riguarda il problema della delocalizzazione, sarebbe opportuno evitare che si creassero difficoltà sul piano dell'ordine pubblico.

GENNARO CORONELLA. Signor sindaco, premesso che l'impianto di termovalorizzazione delocalizzato a Santa Maria La Fossa doveva essere originariamente costruito a Battipaglia, le chiedo se sia a conoscenza del fatto che in alcuni documenti si assume la circostanza che l'amministrazione comunale fosse stata informata in materia.

BARTOLOMEO ABBATE, Sindaco di Santa Maria La Fossa. Si riferisce alla convocazione del prefetto nel maggio 2001?

GENNARO CORONELLA. Preciso meglio la domanda. Sia nel decreto contenente la valutazione di impatto ambientale sia nell'ultima sentenza in materia si assume che l'amministrazione comunale fosse stata informata, come se vi fosse stata una sorta di «conferenza» tra il commissario e l'amministrazione di Santa Maria La Fossa, a seguito della quale quest'ultima avesse assicurato il gradimento ad ospitare questa struttura. Le chiedo se ciò sia vero o meno.

BARTOLOMEO ABBATE, Sindaco di Santa Maria La Fossa. Non c'è stato alcun pronunciamento del comune di Santa Maria La Fossa se non in senso esattamente opposto: l'amministrazione comunale è venuta a conoscenza della questione solo attraverso la pubblicazione nel bollettino ufficiale della regione Campania del 6 agosto 2001 di una serie di provvedimenti, che tra l'altro riguardavano la delocalizzazione dell'impianto a Santa Maria La Fossa. Successivamente il consiglio comunale si è espresso sulla questione con una delibera in cui si pronunciava contro la delocalizzazione.
Prima di acquisire questa conoscenza sommaria della vicenda, tramite il bollettino ufficiale, una settimana prima delle elezioni politiche, fui convocato insieme con altri sindaci (quelli di Cancello ed Arnone e di Grazzanise) dal prefetto di Caserta, il quale ci disse che esisteva un progetto relativo ad un impianto industriale nell'area e che, in considerazione della prossimità delle elezioni politiche, ci saremmo sentiti successivamente per ulteriori indicazioni in questo senso. Credo di aver già chiarito tale aspetto in una nota che abbiamo spedito al ministro insieme con i sindaci di Cancello ed Arnone e di Grazzanise subito dopo essere venuti a conoscenza della questione, nel settembre-ottobre 2001, allo scopo di ottenere una più approfondita informazione sulla vicenda.

MICHELANGELO MADONNA, Presidente della commissione ambiente della provincia di Caserta. Vorrei solo precisare che le ordinanze emesse dal commissariato di Governo non sono state trasmesse alla provincia, neanche per presa visione, in relazione a tutti gli interventi effettuati nella provincia stessa. Per quanto riguarda in particolare il termovalorizzatore, il consiglio provinciale si è espresso all'unanimità in senso contrario alla delocalizzazione dell'impianto a Santa Maria La Fossa per i motivi già espressi in precedenza.


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PRESIDENTE. Ringrazio i nostri ospiti per gli utili suggerimenti che ci hanno offerto, che saranno per noi motivo di ulteriore approfondimento.
Dichiaro conclusa l'audizione.

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