XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4515
Decreto-legge 24 novembre 2003, n. 328, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 274 del 25 novembre 2003.(*)
Interventi urgenti in materia di ammortizzatori sociali
e di formazione professionale.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di evitare
l'interruzione di processi di risanamento o
reindustrializzazione in corso, in situazioni di gravi crisi
aziendali, ovvero di aree territoriali o settori produttivi,
nonché di disincentivare il ricorso agli ammortizzatori
sociali in quelle situazioni in cui può essere ottenuto il
reimpiego dei lavoratori, utilizzando processi di
riqualificazione professionale;
Ritenuta altresì la straordinaria necessità ed urgenza di
attivare la riqualificazione strutturale del sistema della
formazione professionale, anche al fine di favorire la
realizzazione dei processi sopra descritti;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 20 novembre 2003;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri
e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze;
emana
il seguente decreto-legge:
Articolo 1.
(Disposizioni in materia di programmi finalizzati alla
gestione di crisi occupazionali e di interventi di sostegno al
reddito).
1. In attesa della riforma degli ammortizzatori sociali e
nel limite complessivo di spesa di 310 milioni di euro, di cui
75 per l'anno 2003 e 235 per l'anno 2004, a carico del Fondo
per l'occupazione di cui all'art. 1, comma 7, del
decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148,
(*) Si veda anche il successivo ERRATA CORRIGE
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 275 del 26
novembre 2003.
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.
236, nel caso di programmi finalizzati alla gestione di crisi
occupazionali, anche con riferimento a settori produttivi e ad
aree territoriali, ovvero miranti al reimpiego di lavoratori
coinvolti in detti programmi, il Ministro del lavoro e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, può disporre, entro il 31 dicembre 2004,
proroghe di trattamenti di cassa integrazione guadagni
straordinaria, di mobilità e di disoccupazione speciale, già
previsti da disposizioni di legge, anche in deroga alla
normativa vigente in materia, nonché concessioni, anche senza
soluzione di continuità, dei predetti trattamenti, che devono
essere stati definiti in specifici accordi in sede governativa
intervenuti entro il 30 giugno 2004. La misura dei trattamenti
è ridotta del 20 per cento. Tale riduzione non si applica nei
casi di prima proroga o di nuova concessione.
2. Il lavoratore decade dal trattamento di mobilità,
qualora l'iscrizione nelle relative liste sia finalizzata
esclusivamente al reimpiego, dal trattamento di disoccupazione
ordinaria o speciale o da altra indennità o sussidio, la cui
corresponsione è collegata allo stato di disoccupazione o
inoccupazione, quando: a) rifiuti di essere avviato ad
un progetto individuale di reinserimento nel mercato del
lavoro, ovvero rifiuti di essere avviato ad un corso di
formazione professionale autorizzato dalla regione o non lo
frequenti regolarmente; b) non accetti l'offerta di un
lavoro inquadrato in un livello retributivo non inferiore del
20 per cento rispetto a quello delle mansioni di provenienza.
Il lavoratore decade dal trattamento di cassa integrazione
guadagni straordinaria qualora rifiuti di essere avviato ad un
corso di formazione professionale o non lo frequenti
regolarmente. Il lavoratore decade dal trattamento di cassa
integrazione guadagni straordinaria, di mobilità, di
disoccupazione ordinaria o speciale, o da altra indennità o
sussidio qualora non accetti di essere impiegato in opere o
servizi di pubblica utilità. Il lavoratore percettore del
trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria, se
decaduto dal diritto di godimento del trattamento
previdenziale ai sensi del presente comma, perde il diritto a
qualsiasi erogazione a carattere retributivo o previdenziale a
carico del datore di lavoro, salvi i diritti già maturati. Le
disposizioni di cui ai primi tre periodi del presente comma si
applicano quando le attività lavorative o di formazione si
svolgono in un luogo che non dista più di 50 chilometri dalla
residenza del lavoratore o comunque raggiungibile in ottanta
minuti con i mezzi di trasporto pubblico.
3. Al comma 1 dell'articolo 1 del decreto-legge 11 giugno
2002, n. 108, convertito, con modificazioni, dalla legge 31
luglio 2002, n. 172, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al primo periodo le parole: "e comunque non
oltre il 31 dicembre 2003" sono sostituite dalle seguenti: "e
comunque non oltre il 31 dicembre 2004";
b) al terzo periodo, le parole: "con passaggio
diretto presso le imprese dello stesso settore di attività"
sono sostituite dalle seguenti: "con passaggio diretto o anche
con interruzione del rapporto di lavoro tramite la procedura
di mobilità, purché non superiore ad un periodo di 360 giorni,
presso imprese dello stesso settore di attività o che operano
all'interno dello stesso stabilimento".
Articolo 2.
(Disposizioni in materia di formazione
professionale).
1. Nell'ambito del Fondo per l'occupazione di cui
all'art. 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.
236, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, sono determinati i criteri e le modalità per la
destinazione dell'importo aggiuntivo di 3 milioni di euro, a
valere sull'esercizio finanziario 2003, per il finanziamento
degli interventi di cui all'art. 80, comma 4, della legge 23
dicembre 1998, n. 448, in materia di formazione
professionale.
Articolo 3.
(Entrata in vigore).
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle
Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 24 novembre 2003.
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri.
Maroni, Ministro del lavoro e delle politiche
sociali.
Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze.
Visto, il Guardasigilli:Castelli.