Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 251 del 22/1/2003
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(Concessione agli Stati Uniti dell'uso delle basi militari e dello spazio aereo italiani, in caso di guerra contro l'Iraq - n. 3-01822)

PRESIDENTE. L'onorevole Rizzo ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01822 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 8).

MARCO RIZZO. Signor Presidente, da giorni ormai si moltiplicano i segnali di un imminente attacco dell'Iraq e nel Golfo Persico si continuano ad ammassare truppe da parte degli Stati Uniti e della Gran Bretagna pronte a sferrare una micidiale offensiva, una sorta di guerra che, purtroppo, non è contro il terrorismo, ma per il petrolio.
Il ministro della difesa interrogato, ricevuta la richiesta statunitense di sorvolare lo spazio aereo del nostro paese per voli militari operativi, ne ha concesso l'autorizzazione informando solo successivamente e per lettera il Parlamento.
In queste ore, la posizione del Governo italiano sembra essere completamente subalterna alla strategia statunitense, al punto da mettere in discussione la stessa linea dell'autorità internazionale di cui fa parte, l'Unione europea.
Il pericolo di una reale ed ingiustificata azione militare contro l'Iraq è di tale imminenza da rendere necessaria una presa di posizione netta ed inequivocabile da parte del Governo italiano.
Quindi, vorremmo sapere, nel caso di una guerra internazionale contro l'Iraq, se il Governo - visto che voi siete per la pace ed affermate che la guerra non è iniziata e non inizierà - intenda concedere agli Stati Uniti l'uso delle basi militari e lo spazio aereo italiani.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, che sostituisce il ministro della difesa, ha facoltà di rispondere.


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CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevole Rizzo, l'Italia sostiene attivamente in tutte le sedi l'operato degli ispettori dell'ONU per lo smantellamento dell'arsenale non convenzionale iracheno. Il Governo italiano è fermamente impegnato a sostenere la centralità delle Nazioni Unite in ogni soluzione della corrente crisi e la necessità di garantire il rispetto dell'unità e dell'integrità territoriale dell'Iraq. Si desidera inoltre sottolineare che i recenti colloqui avuti dal Ministro degli affari esteri, Frattini, con i rappresentanti dei principali governi dei quindici hanno evidenziato sostanziali convergenze con la nostra posizione che, certamente, non è tale da mettere in discussione - come affermato dall'onorevole interrogante - la linea dell'Unione.
Riguardo alla questione del sorvolo dello spazio aereo nazionale da parte dei veicoli statunitensi, leggi e convenzioni internazionali prevedono che il transito dei velivoli militari e civili dei paesi stranieri sul territorio italiano sia subordinato alla preventiva autorizzazione del nostro Governo. Rispetto a tali previsioni generali sono tuttavia esenti dall'obbligo di richiesta i paesi ai quali, in regime di reciprocità, siano state rilasciate, mediante accordi bilaterali, autorizzazioni permanenti al sorvolo e scalo basi del territorio nazionale. Fra questi figurano i paesi della NATO e, quindi, anche gli Stati Uniti d'America. A ciò si aggiungono anche una serie di autorizzazioni specifiche agli Stati Uniti, intervenute dopo l'11 settembre 2001 e tese a soddisfare l'esigenza di sorvolo dello spazio aereo italiano per azioni militari dirette contro il terrorismo in ogni parte del mondo e segnatamente, per il rischieramento delle proprie forze nel sud ovest e nel sud dell'Asia.
È questa una delle misure che tutti i paesi della NATO hanno concordato e assunto per accrescere le proprie possibilità di azione nella campagna contro il terrorismo internazionale.
Sul piano bilaterale, quell'impegno alleato si è tradotto nella concessione agli Stati Uniti di un'autorizzazione permanente al sorvolo (è stata concessa allora e periodicamente rinnovata nel tempo). In questo quadro, il Governo italiano ha ricevuto da quello degli Stati Uniti d'America la comunicazione dell'esigenza di sorvolo dello spazio aereo nazionale da parte dei propri velivoli militari per il loro rischieramento strategico in Medio Oriente.
Di questa comunicazione è stata data informazione epistolare ai presidenti delle Commissioni difesa, con contestuale offerta di disponibilità del ministro a riferire in Commissione, come poi è avvenuto. Peraltro, tali sorvoli non limitano l'indipendenza di giudizio o la libertà d'azione e delle scelte del nostro paese, rispetto a questioni più significative che dovessero riguardare scenari in evoluzione.
Rispetto a questi scenari futuri in evoluzione, il Governo provvederà comunque a coinvolgere preventivamente il Parlamento.

PRESIDENTE. L'onorevole Rizzo ha facoltà di replicare.

MARCO RIZZO. Signor Presidente, non siamo soddisfatti di questa risposta perché delle due l'una: o il sorvolo dello spazio aereo nazionale non è mai da segnalare al Parlamento in quanto, al riguardo, vi è una sorta di automatismo (mi sembrerebbe una violazione della sovranità del nostro paese), oppure non si capisce il motivo per cui il ministro Martino, ministro della difesa, l'altra settimana ha dato questa comunicazione al Parlamento.
Nel merito della questione, credo che questa guerra sia terribile. Larga parte dell'opinione pubblica del nostro paese è contraria (circa l'80 per cento) e il discrimine in merito ad una guerra che, probabilmente, non verrà nemmeno dichiarata, sarà rappresentato, da parte del nostro paese, dall'appoggio logistico alla guerra stessa (mi riferisco al fatto di concedere il permesso dell'uso delle basi e dello spazio aereo). È per tale motivo che il gruppo dei Comunisti italiani ha presentato una mozione affinché il Governo si impegni a mantenere fuori l'Italia dalla


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guerra. Pertanto, reputiamo necessaria la mobilitazione di tutto il paese, di tutti coloro che amano la pace, indipendentemente dalle parti politiche.
Vorrei, inoltre, rubare qualche secondo in più per ricordare al ministro ed al Vicepresidente Mastella che, in merito alle suddette interrogazioni che vengono svolte settimanalmente, il regolamento della Camera prevede che sia presente o il Vicepresidente del Consiglio o il Presidente del Consiglio. Questa è la quarantaquattresima interrogazione della legislatura (Il deputato Rizzo esibisce un foglio recante il numero 44): non abbiamo mai avuto il piacere di vedere in aula il Presidente del Consiglio Berlusconi (il Presidente Casini ha, al riguardo, già inviato una lettera).
Si tratta di una questione che è stata dibattuta anche in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo, ma continuiamo a notare questa assenza, probabilmente perché è previsto un contraddittorio, la presenza dell'interrogante, del Premier e di chi risponde: evidentemente Berlusconi non ama questo contraddittorio. Tuttavia, noi vogliamo ricordarglielo tutte le volte: è la quarantaquattresima volta che non si reca in aula (Il deputato Rizzo esibisce nuovamente un foglio recante il numero 44) e continueremo sempre a ricordarglielo perché la democrazia è anche confronto e dialogo. Evidentemente, Berlusconi ne ha timore.

PRESIDENTE. Grazie. Spero che alla quarantacinquesima il Presidente sia presente, anche su sollecitazione del Presidente Casini che gli ha formulato questa richiesta, a seguito delle pressioni parlamentari.
È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
Ringrazio il Governo, gli interroganti ed anche i quattro, cinque telespettatori, qualcuno in più, che ci stanno seguendo da casa.
Sospendo brevemente la seduta.

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