...
da giorni, oramai, si moltiplicano i segnali di un imminente attacco all'Iraq da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna;
nel Golfo Persico si continuano ad ammassare truppe militari pronte a sferrare una micidiale offensiva;
negli Stati Uniti i mediaconducono una martellante campagna tesa a giustificare ed enfatizzare la necessità di un conflitto, mentre la diplomazia sembra avere quale ultimo obiettivo quello di complicare le ispezioni da parte degli uomini mandati dall'Onu, fino al punto da inficiare l'obiettività di giudizio nel loro delicato compito di verificare il rispetto delle risoluzioni internazionali;
il Ministro interrogato, ricevuta la richiesta statunitense di sorvolare lo spazio aereo del nostro Paese per voli militari operativi, ne ha concesso l'autorizzazione informando solo successivamente e per lettera il Parlamento;
in queste ore la posizione del Governo italiano sembra essere completamente subalterna alla strategia statunitense, al punto da mettere in discussione la stessa linea dell'autorità internazionale di cui fa parte, l'Unione europea;
il pericolo di una reale ed ingiustificata azione militare contro l'Iraq è di tale imminenza da rendere necessaria una presa di posizione netta ed inequivocabile da parte del Governo italiano -:
se il Governo, nel caso di una guerra internazionale contro l'Iraq, intenda concedere agli Stati Uniti l'uso delle basi militari e lo spazio aereo italiani, manifestando così la volontà di una compartecipazione militare italiana al conflitto.
(3-01822)
(21 gennaio 2003)