Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 18 del 17/7/2001
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Svolgimento di interrogazioni (ore 10,07).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni.

(Iniziative per garantire una completa informazione sull'introduzione dell'euro - n. 3-00003)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, professor Tanzi, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Delmastro Delle Vedove n. 3-00003 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 1).

VITO TANZI, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, mi deve scusare perché sono nuovo a questa attività, e quindi ho tanto da imparare. Sono molto felice di essere qui per la prima volta: è per me un'esperienza emozionante perché, come saprete, sono stato fuori dall'Italia per tanti anni e sono appena ritornato. Mi dicono che parlo ancora l'italiano con l'accento inglese: spero di perderlo nei prossimi mesi.
Nel rispondere all'interrogazione dell'onorevole Delmastro Delle Vedove, che chiede di conoscere quale iniziative si intendano assumere nei prossimi mesi al fine di favorire una precisa e capillare informazione sull'introduzione della moneta unica europea, si premette anzitutto che l'esigenza di informare, comunicare ed assistere i cittadini ed i piccoli operatori con un dialogo continuo e rassicurante è comune a tutti i paesi dell'area dell'euro. Ciascun paese vi sta provvedendo nei termini e con i mezzi più adatti alla propria dimensione ed alle caratteristiche della popolazione.
Una particolare attenzione va posta al tema della capacità di ascolto dei cittadini. Naturalmente, un'informazione può essere data, ma può non essere ricevuta allo stesso tempo. Può essere data in termini precisi e può non essere ben ascoltata. In


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tale ottica, riveste una significativa importanza il tempo della comunicazione. Vi è il punto di vista secondo cui, se l'informazione viene data troppo presto, non ci si fa molta attenzione. È il caso dell'informazione su una tempesta che sta per sopraggiungere: se una persona viene informata che ci sarà fra un anno, non reagisce; se invece si dice che la tempesta è prossima, naturalmente ci sarà molta più attenzione a questa informazione. Non vorrei dare però l'impressione che l'introduzione dell'euro sia una tempesta: al contrario, credo che, una volta che l'euro verrà introdotto, la transizione sarà molto più semplice di quanto si pensi in questo momento.
Ad ogni modo, forse occorre concentrare l'attenzione nel dare l'informazione nell'ultimo trimestre di quest'anno: in quel periodo le campagne informative raggiungeranno la massima intensità. In Italia il comitato euro, costituito presso il Ministero dell'economia e delle finanze, ha varato un programma di comunicazione e di promozione con l'obiettivo di sviluppare, nelle aziende e nei cittadini, la piena conoscenza delle banconote e delle monete in euro, del loro corretto uso e delle scadenze fondamentali della transizione. Oltre ai documenti pubblicati, è stato realizzato un apposito sito Internet, che si aggiunge a quelli creati da altri enti ed associazioni. Il programma di comunicazione è volto ad assicurare che tutti i cittadini siano adeguatamente informati sulle modalità di ritiro delle vecchie banconote e monete e sulla disponibilità delle nuove monete. L'obiettivo è anche quello di rassicurare soprattutto le fasce più deboli della popolazione sulla possibilità di effettuare transazioni in lire, fino alla scadenza prestabilita, e sulla facoltà di cambiare le vecchie banconote senza costi di transazione, presso la propria banca, per un limitato periodo di tempo oltre il primo marzo 2002 e presso gli sportelli della Banca d'Italia per i prossimi dieci anni.
Ciò dovrebbe rassicurare le persone che non perderanno le lire; sicuramente vi sono preoccupazioni di questo tipo poiché la gente si pone il problema di cosa potrebbe succedere se le lire non venissero cambiate in breve tempo.
Nei due mesi dedicati al cambio della moneta, dal 1o gennaio al 28 febbraio 2002, la Banca d'Italia metterà in circolazione 2 miliardi di banconote in euro che sostituiranno il 90 per cento circa dei 3,6 miliardi di biglietti in lire che saranno nelle mani del pubblico all'inizio del periodo.
I piani di produzione prevedono la stampa di 2000,4 miliardi di biglietti, incluse le riserve operative. Allo scopo di agevolare le operazioni di cambio, la Banca d'Italia e la Zecca di Stato realizzeranno 1 milione e 200 mila start kit per i dettaglianti che includeranno sia banconote da 5 euro, sia un mix di otto tagli di monete in euro. La Zecca di Stato realizzerà inoltre 30 milioni di mini start kit per il grande pubblico contenenti un mix di otto tagli di monete in euro; con questi kit, che saranno disponibili dalla seconda metà di dicembre di quest'anno, i cittadini potranno familiarizzare con l'uso dell'euro. Si sta operando affinché vi sia un sufficiente ammontare di banconote in euro nelle postazioni bancomat dal 1o gennaio 2002, per consentire a chi lo desidera di usare subito le nuove monete nei pagamenti correnti.
Alla Banca centrale europea e alle banche centrali nazionali compete fornire informazioni analitiche sulle modalità di conversione e sulle caratteristiche visive, tattili e di sicurezza dei nuovi segni monetari. Come saprete, c'è molta preoccupazione sulla possibilità che biglietti falsi vengano messi in circolazione, specialmente all'inizio, quando la gente non riuscirà a distinguere tra i nuovi biglietti, quelli veri da quelli falsi.
La Banca d'Italia, nell'ambito della campagna di informazione «euro 2002» lanciata dalla Banca centrale europea in collaborazione con le dodici banche centrali dell'area, si sta muovendo lungo tre direttrici. La prima direttrice è prevista a complemento della campagna del comitato euro riguardo la creazione di una rete di soggetti pubblici e privati aderenti senza


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alcun onere al programma di partnership. Essi debbono essere in grado di trasmettere, al proprio personale ed alla propria clientela, informazioni pratiche riguardo le banconote e le monete in euro.
La seconda direttrice concerne la stampa nelle prossime settimane di materiale illustrativo ed informativo sull'euro, integrato da indicazioni specifiche per il nostro paese. Tale materiale illustrativo sarà distribuito ai cittadini, ovvero a particolari categorie di persone come, ad esempio, gli studenti, tramite una pluralità di canali, incluse le filiali della Banca d'Italia, le quali potrebbero anche instaurare o sviluppare rapporti con gli enti e le associazioni a contatto con le categorie più deboli.
La terza direttrice riguarda i contatti con i grandi mezzi di comunicazione in relazione alla circostanza che larga parte del pubblico viene o verrà a conoscenza delle problematiche dell'euro leggendo i giornali o guardando la televisione. In questo senso è molto importante che le notizie siano corrette; qualche volta, infatti, vi è un interesse a distribuire notizie che non lo sono totalmente.
In aggiunta a tali programmi, altre iniziative saranno avviate a partire dal prossimo autunno. Ci saranno incontri con i giornalisti per far sì che articoli e servizi sull'euro contribuiscano a rafforzare il processo di comunicazione istituzionale; ci saranno inoltre inviti alle aziende televisive ed editoriali affinché informazioni riguardanti le nuove banconote e monete trovino collocazione nell'ambito di specifici spazi redazionali nelle trasmissioni più diffuse. In tale ambito si segnala che si provvederà, a partire dal prossimo 30 agosto, secondo quanto si farà in tutti i paesi appartenenti all'eurosistema, a comunicare al pubblico le caratteristiche di sicurezza delle nuove banconote. Nel mese di settembre sarà organizzata un'apposita conferenza informativa che costituirà un momento di rilievo relativo al processo di comunicazione sulla transizione verso la moneta unica europea.
Con riferimento alle preoccupazioni di un rialzo dei prezzi in occasione del passaggio all'euro tali comportamenti, sui quali dovrà vigilare sia l'autorità, sia soprattutto lo stesso cittadino, non dovrebbero trovare giustificazione nella necessità di arrotondare i prezzi verso l'alto per la mancanza di contante. È stato previsto che venga immesso in circolazione un quantitativo consistente di monete di piccolo taglio, da uno, due o cinque centesimi.
Per quanto riguarda il fenomeno degli arrotondamenti, il comitato eurologo di questo ministero, in accordo con le associazioni del commercio, dell'artigianato e dei consumatori, ha promosso un protocollo d'intesa eurologo al fine di garantire la stabilità dei prezzi attraverso l'impegno ad una corretta applicazione delle regole di conversione. Si precisa, infine, che la Commissione europea ha pubblicato un nuovo «eurobarometro flash» relativo ad un sondaggio effettuato su 6.531 eurocittadini durante il mese di maggio 2001. Questo sondaggio dovrebbe riflettere il punto di vista di gran parte dei cittadini europei.
Le campagne informative sull'adozione della moneta unica proseguono in tutte i dodici paesi che vi hanno aderito, ma, a meno di duecento giorni dall'ingresso dell'euro, per le istituzioni comunitarie c'è ancora molto da fare. Infatti, il campione rappresentativo di 306 milioni di eurocittadini viene intervistato ogni due mesi. Tuttavia, gli ultimi risultati del sondaggio telefonico sono stati definiti rassicuranti da Pedro Solbes Mira, il commissario per le questioni economiche e monetarie.
Per quanto riguarda l'Italia, i risultati delle indagini effettuate da vari enti sono sostanzialmente confortanti. Infatti, secondo una relazione ufficiale redatta dall'istituto Gallop nel maggio scorso, il 98 per cento degli italiani è informato sull'euro come nuova moneta europea ed il 29 per cento sul suo valore, mentre una media del 60 per cento crede che i vantaggi di questa rivoluzione siano superiori agli inconvenienti.
Questi risultati sono stati ottenuti anche grazie ad una mirata e capillare campagna di informazione che ha avuto un ottimo riscontro da parte della stampa.


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Nel mese di maggio è iniziato un monitoraggio mensile sulla popolazione italiana per rilevare spostamenti anche lievi del grado di informazione nell'ultima fase di transizione. Il monitoraggio è stato affidato dal comitato euro all'Eurisco, che utilizza per lo più i parametri adottati nella precedente rilevazione compiuta nel novembre 2000. Ciò consente una misurazione dei mutamenti anche rispetto alla situazione precedente.
Il risultato più evidente è che, rispetto al novembre 2000, è aumentata significativamente la conoscenza dell'euro ma anche la preoccupazione nei confronti del cambiamento. Il monitoraggio ha rilevato che il 96 per cento di cittadini italiani riconosce l'euro mentre il 35 per cento ne sa determinare il valore. Un ulteriore 20 per cento è in grado di definirlo con un'approssimazione del 5 per cento. Si aggiunge, infine, che il comitato euro sta curando le linee guida della campagna di informazione finale caratterizzata dallo slogan «l'euro è un avvenimento, non un problema». La diffusione dell'informazione sarà articolata in un insieme di mezzi mirati, in funzione della sensibilità dei vari target di cittadini, attraverso la televisione, con una campagna concordata con la Banca centrale europea e l'ABI. Verranno realizzati spot di servizio con le istruzioni per l'uso e spot a carattere emozionale con un impatto più o meno immediato, con affissioni in luoghi di aggregazione e di passaggio soprattutto nei piccoli e medi centri. Duemila informatori volontari raggiungeranno le fasce più deboli e più vulnerabili. Verranno organizzati eventi speciali ed «euroday» insieme alle grandi catene di distribuzione per garantire la correttezza dei prezzi in euro.
Per concludere, stanno adottando molte misure e si cercherà di rendere il più facile possibile la transizione alla nuova moneta. Naturalmente, si tratta di un evento talmente importante che non è possibile anticipare completamente tutti i problemi che si possono presentare all'ultimo momento. Sarà quindi importante mantenere la vigilanza e modificare ciò che sarà necessario con il passare del tempo.

PRESIDENTE. La ringrazio e mi complimento per il suo esordio così documentato.
L'onorevole Delmastro Delle Vedove ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-00003.

SANDRO DELMASTRO DELLE VEDOVE. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, affido alla capacità di discernimento tipica del Presidente il compito di stabilire se la perplessità corrisponda alla soddisfazione o alla insoddisfazione. Dico questo perché, signor rappresentante del Governo, non mi ha tanto colpito l'inflessione inglese che lei ci ha ricordato, quanto piuttosto un eccesso probabilmente di flemma inglese che mi preoccupa sempre, appartenendo personalmente alla schiera di coloro che hanno sempre considerato l'Inghilterra un'isoletta o la perfida Albione.
La questione che ho ritenuto di porre alla sua attenzione ed a quella del Governo è di grande rilevanza; infatti, tra cinque mesi - e sono veramente pochi - le nostre abitudini subiranno un vero e proprio sconvolgimento determinato da un utilizzo - cui giungiamo, signor rappresentante del Governo del tutto impreparati - di banconote e monete nuove sconosciute alla grande maggioranza degli italiani. Le stesse imprese, secondo recentissime indagini, non sono adeguatamente preparate all'evento. Non è possibile, e forse vi è un eccesso di fair play da parte sua nei confronti del precedente Governo, omettere di addebitare al Tesoro la responsabilità di una tale e generalizzata impreparazione. Probabilmente, il precedente titolare del dicastero era troppo impegnato a celare sino al 13 maggio il buco disastroso dei conti pubblici per pensare all'impatto fra l'euro e gli italiani. Tuttavia, ora che i contrabbandieri dei conti pubblici sono finalmente e definitivamente usciti di scena, è bene pensare sul serio alla questione.


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Una corretta informazione è necessaria anche e soprattutto per evitare fenomeni speculativi che potrebbero addirittura riflettere effetti sull'andamento del tasso di inflazione. Addirittura, taluno ha sin da ora cominciato a pensare agli arrotondamenti dei biglietti dei mezzi pubblici, calcolando che l'attuale costo in lire è inferiore, ma non troppo, al valore dell'euro. Pertanto, questi ultimi potrebbero essere determinati nell'ammontare di 1 euro, contribuendo ad una falsificazione del cambio e contemporaneamente ad un aumento improprio dei prezzi. Vi è quindi il rischio dell'arrotondamento, dei decimali.
Vi è però soprattutto la necessità di aiutare, come giustamente lei ha riconosciuto, le fasce più deboli della popolazione, segnatamente gli anziani. Se infatti si pensa che vi sono molti anziani che, per ragioni legate all'abbassamento fisiologico della vista, non sono in grado di riconoscere le cinquantamila lire dalle centomila lire, possiamo immaginare cosa potrà accadere allorché circoleranno banconote che, ad oggi, la stragrande maggioranza dei parlamentari non ha mai visto e non sarebbe in grado di riconoscere.
Abbiamo allora perso tanto tempo: l'ha perso soprattutto il precedente Governo, non certo questo!
I tempi stringono, signor rappresentante del Governo: si dimostri allora che senza il ministro Visco, espressione proterva di una sinistra pasticciona e inconcludente, si può fare qualcosa di serio a favore di tutti gli italiani e in particolare delle fasce più deboli. Il nuovo Governo ha cinque mesi di tempo per ovviare al vergognoso comportamento tenuto dal precedente Governo, il quale, spendendo tutto il proprio tempo per nominare i propri fedelissimi nei posti chiave - immaginando probabilmente che il successivo Governo fosse poi costretto a mantenerli in quei posti -, ha del tutto dimenticato le problematiche legate al cambio delle monete e in particolare le grandi questioni che investiranno le fasce più deboli, in particolare gli anziani. Pertanto, signor rappresentante del Governo, impegni a dovere questi cinque mesi; faccia lavorare adeguatamente il comitato euro perché ho l'impressione che esso debba individuare delle politiche di diffusione del cambio delle monete mirate, in particolare, a venire incontro alle esigenze delle piccole imprese e a quelle degli anziani.
È facile sin d'ora immaginare che, a partire dal prossimo anno, nelle statistiche del Ministero della giustizia si avrà un aumento enorme dei reati di spendita di moneta falsa. Circoleranno molte monete false soprattutto perché non abbiamo la cognizione grafica delle nuove monete (se ce l'abbiamo, è incerta), né tanto meno la cognizione tattile. Allora, a questo punto, ripeto: occupiamo bene questi cinque mesi.
Lascio all'onorevole Presidente il compito di stabilire se, tenuto conto della mia attuale dichiarazione, possa considerarmi soddisfatto o insoddisfatto.

PRESIDENTE. Onorevole Delmastro Delle Vedove, la ringrazio, ma non è mio compito stabilirlo, poiché si tratta di un fatto dell'animo.

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