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COMMISSIONE IV
DIFESA

Resoconto stenografico

SEDE LEGISLATIVA


Seduta di mercoledì 16 giugno 2004


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PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
LUIGI RAMPONI

La seduta comincia alle 14,40.

(La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente).

Discussione delle proposte di legge Ramponi: Norme per l'estensione del ruolo d'onore al Corpo militare della Croce Rossa Italiana (2151); Alboni: Norme per l'estensione del ruolo d'onore al Corpo militare della Croce Rossa italiana (2186).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione abbinata delle proposte di legge d'iniziativa dei deputati Ramponi: «Norme per l'estensione del ruolo d'onore agli appartenenti al Corpo militare della Croce Rossa Italiana»; Alboni: «Norme per l'estensione del ruolo d'onore agli appartenenti al Corpo militare della Croce Rossa italiana».
Ricordo che la Commissione ha già esaminato in sede referente le proposte di legge in titolo adottando come testo base la proposta di legge C. 2151, la quale è stata successivamente modificata a seguito dell'approvazione di alcune proposte emendative (vedi allegato). In data 6 aprile 2004, la Commissione ne ha richiesto il trasferimento in sede legislativa, ai sensi dell'articolo 92, comma 6, del regolamento. Nella seduta del 19 maggio 2004 l'Assemblea ha quindi deliberato il trasferimento alla sede legislativa.
Comunico il contingentamento dei tempi per la discussione sulle linee generali e per l'esame degli articoli.
Il tempo complessivo per la discussione generale è di 6 ore e 11 minuti, così ripartiti: relatore: 15 minuti; Governo: 15 minuti; richiami al Regolamento: 5 minuti; interventi a titolo personale: 30 minuti (con il limite massimo di 10 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato).
Il tempo a disposizione dei gruppi, pari a 5 ore e 6 minuti, è ripartito nel modo seguente: Forza Italia: 60 minuti; Democratici di sinistra - L'Ulivo: 45 minuti; Alleanza nazionale: 38 minuti; Margherita, DL-L'Ulivo: 35 minuti; Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro: 32 minuti; Lega Nord Federazione Padana: 31 minuti; Rifondazione comunista: 30 minuti.
Il tempo a disposizione del gruppo misto, pari a 35 minuti, è ripartito tra le componenti politiche costituite al suo interno nel modo seguente: Comunisti italiani: 9 minuti; Socialisti democratici italiani: 8 minuti; Verdi-l'Ulivo: 7 minuti; Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI: 4 minuti; Alleanza popolare-UDEUR: 4 minuti; Minoranze linguistiche: 2 minuti; Altri: 1 minuto.
Il tempo complessivo per l'esame degli articoli fino alla votazione è di 4 ore e 15 minuti, così ripartiti: relatore: 15 minuti; Governo: 15 minuti; richiami al Regolamento: 5 minuti; tempi tecnici: per le operazioni di voto: 15 minuti; interventi a titolo personale: 30 minuti (con il limite massimo di 5 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato).
Il tempo a disposizione dei gruppi, pari a 2 ore e 55 minuti, è ripartito nel modo seguente: Forza Italia: 40 minuti; Democratici di sinistra - L'Ulivo: 30 minuti; Alleanza nazionale: 20 minuti; Margherita, DL-L'Ulivo: 18 minuti; Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro: 15 minuti; Lega Nord Federazione Padana: 12 minuti; Rifondazione comunista: 10 minuti;


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Il tempo a disposizione del gruppo misto, pari a 30 minuti, è ripartito tra le componenti politiche costituite al suo interno nel modo seguente: Comunisti italiani: 8 minuti; Socialisti democratici italiani: 7 minuti; Verdi-l'Ulivo: 6 minuti; Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI: 3 minuti; Alleanza popolare-UDEUR: 3 minuti; Minoranze linguistiche: 2 minuti; Altri: 1 minuto.
Dichiaro aperta la discussione sulle linee generali.

FILIPPO ASCIERTO, Relatore. Mi rimetto, signor presidente, alla relazione svolta in sede referente nella seduta dell'11 giugno 2002. Ribadisco, ad ogni modo, che il provvedimento vuole anche essere uno stimolo per poter affrontare - e mi fa piacere che il Governo, presente in questa sede, possa recepire tale sollecitazione - il tema della legge organica sulla Croce rossa militare. Abbiamo la necessità di porre ordine in un mondo che fino ad oggi è stato profondamente dimenticato, se non maltrattato; mi riferisco ai militari - e sottolineo l'espressione «militari» - della Croce rossa i quali, sino ad oggi, non hanno ricevuto quanto, invece, spetta ai loro colleghi, venendo trattati, per così dire, come figli di un Dio minore. Dunque, ritengo sia arrivato il momento - partendo proprio dall'occasione offerta dall'estensione del ruolo d'onore - di aprire, finalmente, una porta per addivenire ad una riforma complessiva della Croce rossa militare, anche in ragione del prezioso compito da essa svolto in ogni parte del mondo, compresa l'Italia.

FRANCESCO BOSI, Sottosegretario di Stato per la difesa. Mi riservo, signor presidente, di svolgere eventuali considerazioni nel corso dell'esame delle proposte emendative.

SANTINO ADAMO LODDO. A nome della Margherita, concordo pienamente con quanto osservato dal collega Ascierto.

MARCO MINNITI. Signor presidente, intervengo solo per ricordare che, in sede referente, presentammo una proposta emendativa che, come ben sa il relatore, da molto tempo costituisce, per quanto ci riguarda, un punto pregiudiziale. Se non si dovessero raggiungere le condizioni per un accoglimento di detta proposta in questa nuova sede, anzitutto gradiremmo conoscerne i motivi - motivi che, sinceramente, continuano a sfuggirci, in quanto il relatore ha più volte dichiarato di essere d'accordo sul merito -; quindi, riterremmo di dovere interrompere il percorso della sede legislativa ritirando, pur con tutto il rispetto per i colleghi della Commissione, il nostro consenso a tale procedura. A fronte, infatti, della disponibilità, più volte dimostrata dall'opposizione, a praticare la via della sede legislativa - anche su testi significativi, che consentano alla Commissione di produrre risultati importanti -, la risposta della maggioranza rispetto all'accoglimento di qualsiasi proposta è sempre negativa. Ebbene, in tale situazione anche l'opposizione più ragionevole finirebbe per mutare il proprio orientamento, sicché, o la proposta emendativa viene accolta o il consenso alla sede si intende immediatamente ritirato. La questione è stata da me posta già altre volte ma si risponde sempre che si è d'accordo e che è il ministero a frapporre difficoltà. Dunque, il ministero chiarisca la propria posizione; altrimenti, rimettiamo il provvedimento all'Assemblea e passiamo subito al successivo punto all'ordine del giorno. Su ciò, infatti, dobbiamo ben intenderci.

PRESIDENTE. Onorevole Minniti, a parte il fatto che, per esempio, ieri, lei era assente...

MARCO MINNITI. Signor presidente, quanto ho fatto ieri, non la riguarda; abbia la cortesia...!

PRESIDENTE. Onorevole Minniti, cerchi di parlare quando le do la parola, e non alzi la voce. Sia rispettoso!

MARCO MINNITI. Lei non è stato rispettoso con me!

PRESIDENTE. Lei non è nessuno! Rispetti le regole!


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MARCO MINNITI. Lei deve essere rispettoso!

PRESIDENTE. Non cambi argomento. Le sto dicendo che ieri era assente e proprio ieri sono state accolte...

MARCO MINNITI. Le ribadisco che la mia presenza non la riguarda, signor presidente; la prego di non commentarla più!

PRESIDENTE. ...sono state accolte diverse proposte emendative presentate dall'opposizione; quindi, quando lei osserva che le proposte dell'opposizione sono sistematicamente respinte, fa un'affermazione inesatta. Che poi lei sia presente o meno, non potrebbe importarmene meno! Ma tengo a rispondere a quanto lei ha osservato.
In secondo luogo, l'adesione o il rifiuto dell'opposizione alla sede legislativa non rappresentano né un favore alla maggioranza né uno sgarbo alla stessa. Infatti, il discorso non riguarda la maggioranza né l'opposizione, ma quanti sono interessati all'approvazione del provvedimento. Se, tutti d'accordo, proseguiamo l'iter in sede legislativa anziché rimettere il provvedimento all'esame della Assemblea, guadagniamo tempo nell'interesse non della maggioranza ma dei destinatari della legge. Se lei, invece, ritiene che il mancato accoglimento di una proposta emendativa induca il suo gruppo ad un ripensamento, non danneggia la maggioranza; lei fa uno sgarbo o, se vuole, impone un ritardo a quanti sono interessati all'approvazione del provvedimento. Quindi, se, a nome del gruppo di appartenenza, lei dovesse manifestare l'intenzione di ritirare il consenso alla sede legislativa, ne prenderò atto; il provvedimento sarà conseguentemente esaminato secondo la via ordinaria.
Comunque, siccome ho sinora il consenso necessario per l'esame del provvedimento in legislativa, al termine della discussione fisserò il termine per la presentazione delle proposte emendative sicché, se lo riterrete, presenterete le vostre. Quindi, il Governo si esprimerà, la maggioranza anche e, una volta compiuta tale fase, il suo gruppo potrà prendere le relative decisioni.

MARCO MINNITI. Signor presidente, lei sa perfettamente che la discussione circa la proposta emendativa non è questione che repentinamente venga posta in questo momento; è sorta diversi mesi fa, quando è stato avviato l'iter legislativo di questo progetto di legge ed è stata riproposta anche ieri, quando si era quasi deciso di aggiornare i lavori ad oggi per consentire alla maggioranza di dare una risposta al riguardo. Quindi, non vi è un repentino cambiamento nell'orientamento dell'opposizione; piuttosto, si vuole sapere se la maggioranza, che ha manifestato per vie brevi e in quest'aula la disponibilità a considerare la proposta emendativa positivamente, la ritenga o meno accoglibile. Se la ritiene accoglibile, è del tutto evidente che si può procedere oltre; altrimenti, ce lo faccia sapere.

FILIPPO ASCIERTO, Relatore. Signor presidente, ciò cui fa riferimento l'onorevole Minniti è effettivamente avvenuto; ribadisco che, da parte mia, come relatore, vi è tutta la disponibilità ad accogliere la modifica; la proposta emendativa riguarda la previsione secondo cui il traffico di ufficiali....

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Ascierto, ma non ho alcuna intenzione di discutere di ciò; quando verrà presentata la proposta emendativa, discuteremo del merito della stessa.

FILIPPO ASCIERTO, Relatore. Signor presidente, sto chiarendo le ragioni...

PRESIDENTE. Di cosa?

FILIPPO ASCIERTO, Relatore. Sto spiegando perché quella proposta non può essere accolta.

PRESIDENTE. Le ho già chiarito che detto argomento potrà essere portato nel dibattito quando l'emendamento sarà stato presentato.


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FILIPPO ASCIERTO, Relatore. Ma, signor presidente, sto intervenendo per via di un confronto intervenuto tra me, in qualità di relatore, e l'opposizione.

PRESIDENTE. Ma i lavori della Commissione devono seguire una procedura; tra l'altro, per esempio, solo adesso apprendo di tale precedente incontro.

FILIPPO ASCIERTO, Relatore. Presidente, mi faccia parlare...

PRESIDENTE. Sì, ma non deve entrare nel merito dell'esame dell'emendamento in questione; emendamento del quale, tra l'altro, ignoro il contenuto.

FILIPPO ASCIERTO, Relatore. Non entrerò nel merito; non è possibile accettare questa proposta emendativa perché...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Ascierto, forse non mi sono spiegato. Che non sia possibile accettarla, lo diremo nel momento in cui, essendo scaduto il termine per la presentazione, la proposta emendativa sarà stata effettivamente presentata.

FILIPPO ASCIERTO, Relatore. Non ho potuto accettare alcuna proposta...

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Ascierto, pur non potendo accettare alcuna proposta, lei ha condotto un confronto in separata sede; continui ad avere contatti in separata sede: la Commissione non intende assistere a tali discussioni. Lei è il relatore, ne ha la figura e, come tale, si esprimerà nel momento in cui verrà presentata la proposta emendativa. Altri confronti, ovviamente, sono legittimi, ma non ora e in questa sede.

FILIPPO ASCIERTO, Relatore. In tal caso, presidente, le chiederei se fosse possibile sospendere la seduta per cinque minuti.

GIUSEPPE LUMIA. Signor presidente, poc'anzi, l'onorevole Minniti ha sollevato alcune questioni molto serie; quanto lei ha testé dichiarato potrebbe, in ipotesi, sembrare piuttosto la risposta della maggioranza, ed in particolare del relatore, anziché la posizione espressa dal presidente della Commissione. L'onorevole Minniti ha posto una questione attinente al rapporto tra opposizione e maggioranza circa una proposta emendativa la cui approvazione è fondamentale al fine di stabilire se la sede legislativa può essere ancora il tipo di procedura da utilizzare per approvare il testo. Dunque, signor presidente, anziché discutere se gli emendamenti rechino più danno all'economia dei lavori ovvero ai soggetti interessati, anziché intervenire a nome della maggioranza, lasci che la maggioranza stessa, ed in modo particolare il relatore, esprimano la loro posizione. Solo così potremo effettuare le nostre valutazioni.

PRESIDENTE. Onorevole Lumia, abbia pazienza; quanto ho dichiarato è assolutamente di mia pertinenza. È alla mia persona che l'opposizione e la maggioranza danno il consenso per l'esame in sede legislativa; quindi, non si tratta di consentire una discussione tra maggioranza ed opposizione. Sono i gruppi a decidere di dare o meno la disponibilità per la sede legislativa; ebbene, nel caso di specie, tale disponibilità era stata espressa ma l'onorevole Minniti mi ha ricordato come vi fosse stato un pour parler pienamente legittimo. Sono seguite le mie dichiarazioni, del tutto corrette; se avete avuto occasione di confrontarvi, non ho nulla in contrario ma ciò non fa parte della gestione dei lavori della Commissione. Quindi, vi lascio liberi di discutere e di decidere; bene potete discuterne in separata sede da ora sino a quando verrà presentata la proposta emendativa. La decisione circa la proposta medesima verrà comunque presa allora.

ROBERTO LAVAGNINI. Signor presidente, la proposta emendativa in questione era stata discussa il 25 giugno del 2002; in quella occasione, il Governo aveva espresso parere contrario, tant'è che, al momento della votazione, non essendo presenti i presentatori, l'emendamento era


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decaduto. Dopodiché, si è chiesto il trasferimento alla sede legislativa e tutte le componenti delle opposizioni hanno dato il proprio assenso; è perciò alquanto strano, onorevole Minniti, che oggi si condizioni all'approvazione della proposta emendativa il perdurante assenso alla sede legislativa. Evidentemente, il Governo, avendo già dichiarato di essere contrario, non avrà cambiato intenzioni solo perché l'iter prosegue in sede legislativa. Del resto, vi sono ragioni oggettive che devono essere valutate; peraltro, il Governo potrebbe, forse, oggi stesso spiegare alla Commissione i motivi per i quali ha espresso parere contrario. Motivi che certo andrebbero conosciuti dalla Commissione: potrebbero essere di ordine economico, di avanzamento, di appartenenza; vi sono molteplici ragioni per le quali il Governo potrebbe opporsi all'approvazione dell'emendamento in questione.

PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Lavagnini; ha perfettamente ragione ma ribadisco che discuteremo della proposta emendativa quando ne sarà il momento.

MARCO MINNITI. Signor presidente, l'onorevole Lavagnini, ricordando che la proposta emendativa è stata presentata il 25 giugno del 2002, rivela che ci troviamo dinanzi ad un provvedimento antico, rispetto al quale le riserve erano antiche. Non siamo dinanzi ad un repentino colpo di scena; abbiamo già criticato nella sede precedente il fatto che il Governo avesse espresso un parere negativo sull'emendamento (parere, a nostro avviso, non sufficientemente motivato). Il presidente ed il relatore sanno che l'assenso alla sede legislativa è intervenuto molto tempo dopo la prima discussione del provvedimento, due anni dopo.

PRESIDENTE. È dipeso da voi.

MARCO MINNITI. No, assolutamente no. Disponendo di una ampia maggioranza potevate seguire la via ordinaria. Nulla ostava a che il provvedimento, concluso l'esame in sede referente, venisse approvato in Assemblea già due anni or sono (Commenti del presidente Ramponi)... Presidente, io non l'ho interrotta; stabiliamo che non ci si interrompa vicendevolmente in modo da poter meglio comprendere gli argomenti portati da ciascuno.

PRESIDENTE. Se lo ricordi lei di non interrompere!

MARCO MINNITI. Quindi, da tale punto di vista, la maggioranza non ha inteso procedere.
Nel momento in cui si è tornati sulla questione a seguito del trasferimento alla sede legislativa, come lei, presidente, sa - in quanto ne abbiamo parlato direttamente; lo sa anche il relatore -, la condizione che abbiamo posto, non sottobanco ma esplicitamente (trattandosi di una proposta emendativa presentata nel 2002), era l'approvazione dell'emendamento in questione.
Comunque, non vogliamo effettuare pressioni; la maggioranza ha un'altra strada, il provvedimento può essere affrontato in sede referente ed essere portato all'esame dell'Assemblea. In Assemblea, avete i numeri - come si è dimostrato anche stamattina - per poter approvare qualsiasi tipo di provvedimento legislativo. Fatelo! Purché resti inteso che alla disponibilità manifestata non era sotteso un comportamento condotto, per così dire, sottobanco; apprendo adesso che il vicepresidente Lavagnini ha dichiarato che il provvedimento è immodificabile e che il Governo non intende cambiare opinione sulla proposta emendativa. Ne prendiamo atto; non voglio farvi perdere tempo. Se tale è l'orientamento, il consenso alla sede legislativa è ritirato sin d'ora. Non vi è neanche da discutere; non capisco perché, per così dire, ci si accapigli per un nonnulla.

PRESIDENTE. È quanto osservavo dianzi.

MARCO MINNITI. Signor presidente, se lei vuole perdere tempo, proseguendo l'esame e fissando il termine per la presentazione delle proposte emendative, può


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farlo legittimamente. Lei è il dominus di questa Commissione, fin quando avete la maggioranza alla Camera dei deputati.

PRESIDENTE. Non si preoccupi; non vi è bisogno che lo dica lei.

MARCO MINNITI. Nulla osta a che si fissi a breve il termine per la presentazione delle proposte emendative e quindi ci si pronunci sul merito. Ritengo comunque che la discussione si possa, per brevità, e altresì per funzionalità della Commissione, affrontare anche oggi, se il Governo opportunamente dichiara la propria posizione al riguardo già in sede di discussione sulle linee generali; in fondo, il tema è noto alla Commissione da almeno due anni. Se dichiara il proprio consenso alla futura approvazione di quella proposta emendativa, proseguiamo; se dichiara, invece, la propria contrarietà, ci spieghi le ragioni, e poi noi valuteremo.

FILIPPO ASCIERTO, Relatore. Se mi fate spiegare, forse posso chiarire i termini della questione.

MARCO MINNITI. Se, invece, volete procedere stabilendo subito il termine per la presentazione delle proposte emendative - sicché Governo e relatore esprimeranno la loro opinione quando effettivamente verrà presentato l'emendamento -, si segue rigorosamente la procedura regolamentare. Per inciso, faccio notare come l'opposizione potrebbe essere interessata a procedere in tale maniera perché così si allungano i tempi del provvedimento.

PRESIDENTE. Senta, onorevole Minniti, non credo si debba essere animati da intenzioni polemiche; nessuno ha usato la parola «sottobanco», nessuno ha usato la parola «all'improvviso». Lei è intervenuto ed ha dichiarato che, senza l'approvazione della proposta emendativa, avreste messo in discussione la sede legislativa, chiarendo poi, invece, che, in tale ipotesi, avreste senz'altro ritirato il vostro assenso. Le ho risposto che l'emendamento sarebbe stato discusso dopo la presentazione, nella fase successiva di esame degli articoli: se lei dichiara, in questo momento, che ritira la sua autorizzazione, allora debbo prenderne atto e rimettere il provvedimento all'Assemblea. Tuttavia, a mio avviso, sembra molto più logico che, nelle more della presentazione della proposta emendativa, attendiate di discutere l'emendamento per poi, eventualmente, ritirare il consenso alla sede legislativa.
Come dianzi richiesto dal relatore, l'onorevole Ascierto, sospendo la seduta per pochi minuti.

La seduta, sospesa alle 14,55 è ripresa alle 15,05.

PRESIDENTE. Riprendiamo la discussione del provvedimento.

FILIPPO ASCIERTO, Relatore. Se avessi potuto spiegare, avremmo evitato la discussione.

PRESIDENTE. Esprima, dunque, relatore Ascierto, la sua posizione.

FILIPPO ASCIERTO, Relatore. Ho fatto presente all'onorevole Minniti le ragioni per le quali il relatore, anche dopo che l'emendamento è stato respinto, non ha potuto far sua la proposta che veniva dal gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo. Tecnicamente, infatti, ciò non sarebbe stato possibile, per ragioni di organico dei ruoli delle Forze armate ed anche per un aspetto normativo. Per risolvere il problema, potremmo intervenire sulle misure legislative in discussione al Senato che riguardano la sanità militare e la Croce rossa; se oggi, infatti, gli ufficiali della Croce rossa vogliono passare in altri settori delle Forze armate, è per il semplice motivo che vi sono delle sperequazioni circa gli avanzamenti e talvolta circa le retribuzioni. Ecco perché, in apertura di seduta, ho fatto riferimento all'urgenza di discutere al più presto una riforma della Croce rossa militare.

PRESIDENTE. Provvedimento in discussione al Senato.


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FILIPPO ASCIERTO. Esattamente. Ho spiegato tali ragioni all'onorevole Minniti; se avessi avuto la possibilità di farlo prima, si sarebbe evitata questa discussione. E dunque la sua proposta, pur incontrando la massima disponibilità, tecnicamente non si può accettare.

MARCO MINNITI. Signor presidente, come ho dichiarato poc'anzi interrompendo l'onorevole Ascierto - che così cortesemente ha illustrato pubblicamente in quest'aula la posizione della maggioranza -, poiché il ministero fa riferimento a possibili modifiche di un provvedimento che in questo momento pende dinanzi all'esame del Senato, noi riteniamo indispensabile, prima di procedere sul testo all'esame della Camera, avere la certezza di quali siano gli intendimenti del Governo su quel tipo di provvedimento al Senato. Perciò, ho suggerito all'onorevole Ascierto di rappresentare al Governo, tramite le vie parlamentari, l'opportunità che, a tali fini, il Governo stesso presenti una proposta emendativa in sede di discussione, presso il Senato, del provvedimento di riforma della sanità militare. Quando ciò avverrà - e avremo, quindi, la certezza che il tema viene affrontato in altra sede, e con ben più ampie prospettive - per quanto ci riguarda, a quel punto, verranno meno le riserve da noi espresse. Fino a quando ciò non avverrà, e sempre per quanto ci riguarda, riteniamo di mantenere il dissenso circa il provvedimento in discussione che non potrà essere esaminato in sede legislativa.
È di tutta evidenza che l'esame possa proseguire con la procedura ordinaria; quando il Governo trasformerà le intenzioni espresse dall'onorevole Ascierto in atti parlamentari concreti, saremo ben lieti di prendere atto che la questione da noi posta viene affrontata, e viene affrontata in termini positivi.

PRESIDENTE. Quindi, in sostanza, ritirate l'assenso all'esame in sede legislativa?

MARCO MINNITI. Certamente, signor presidente.

PRESIDENTE. Ne prendo atto.

SANTINO ADAMO LODDO. Volevo aggiungere, signor presidente, che, alla luce degli ultimi fatti e delle delucidazioni date dall'onorevole Ascierto e dall'onorevole Minniti, il gruppo della Margherita ritiene non vi siano più le condizioni per l'esame del provvedimento in sede legislativa.

FRANCESCO BOSI, Sottosegretario di Stato per la difesa. Vorrei intervenire per fare una precisazione; so che il provvedimento ha una sua storia e che vi sono state recenti dichiarazioni rese in aprile dal mio collega Cicu in Commissione. Sono al corrente di tutto ma non ho ritenuto di intervenire per rispetto alla conduzione dei lavori della Commissione e, soprattutto, per rispetto delle prerogative del presidente. Francamente, però, in tutta la mia pur lunga vita parlamentare, non mi era ancora capitato di assistere ad alcuna discussione nella quale, preliminarmente, si condizionasse il seguito dell'iter del provvedimento all'approvazione di una proposta emendativa.
Ad ogni modo, se non sono intervenuto prima, non è stato per astuzia o reticenza; in realtà, mi è sembrato improprio porre una tale questione.
Peraltro, è stata già preannunciata la posizione del Governo da un mio collega sottosegretario intervenuto in precedenti occasioni; io non ho certamente nuove posizioni da esprimere a nome del Governo. Ho, tuttavia, ritenuto di dichiarare che non vi sono secondi fini e che, semplicemente, è improprio parlare di proposte emendative - che rappresentano un evento futuro ed incerto - in una fase procedurale nella quale non sono contemplati i pareri sulle proposte emendative.

ROBERTA PINOTTI. Signor presidente, è sempre utile l'apporto che può fornire il Governo alle discussioni di competenza parlamentare; però, pur non essendo stata presente nella scorsa legislatura, non mi pare che siano state molte le occasioni in cui stia stato espresso l'assenso alla sede legislativa da parte dell'allora opposizione ed attuale maggioranza.


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Pertanto, non siamo in presenza di una discussione capziosa, visto che la maggioranza, come è stato recentemente dichiarato dall'onorevole Minniti, ha la possibilità di portare avanti l'approvazione dei provvedimenti per via ordinaria; è ovvio che l'opposizione aderisce ad una procedura di esame in Commissione in sede legislativa se si raggiunge un accordo circa il contenuto del provvedimento. Direi quindi che la discussione attiene al tipo di percorso richiesto, rispetto al quale, ovviamente, vi è la possibilità di andare avanti solo se si mantiene un accordo.

FRANCESCO BOSI, Sottosegretario di Stato per la difesa. Ciò può essere fatto in qualsiasi momento.

ROBERTA PINOTTI. Altrimenti, confondiamo parti e ruoli; lo dico anche per dare un po' di ordine alla nostra modalità di discutere.

MARCO MINNITI. Signor presidente, vorrei ricordare, come testé ha fatto la collega Pinotti, che, nella precedente legislatura - come forse lei e sicuramente l'onorevole Ascierto ricorderete -, la maggioranza di oggi (opposizione di allora) decise, per via assolutamente politica, indipendentemente da qualunque esame del merito, di non concedere alcuna legislativa in Commissione. Lo ricordo perché siamo di fronte ad atti parlamentari pubblici che è bene siano ricordati da tutti; è del tutto evidente quindi che il Governo dovrebbe sapere, seguendo molto attentamente i lavori delle nostre Commissioni, che per le «legislative» si deve raggiungere un accordo. Infatti, è proprio l'accordo circa il merito del provvedimento che consente di poter abbreviare l'iter parlamentare; se, per ragioni del tutto legittime, non è possibile raggiungere questo accordo di merito, se ne deve prendere atto. Personalmente, però, continuo a ritenere che si faccia un errore a non accogliere la nostra proposta emendativa.
Il sottosegretario avrebbe preferito che avessimo dichiarato ciò nel momento in cui fossero stati presentati formalmente gli emendamenti (Cenni di assenso del sottosegretario Bosi); se si ritiene di dover seguire la procedura formalizzata dal regolamento, la prego, signor presidente, di fissare il termine per la presentazione delle proposte emendative e di prendere atto che la discussione sulle linee generali si è conclusa con queste nostre valutazioni. Nel momento in cui si discuteranno le proposte emendative, è chiaro che esprimeremo al riguardo la nostra posizione. Personalmente, pensavo vi fosse un modo di guadagnare tempo e consentire alla Commissione di essere più agile; ma sicuramente non spetta a noi discutere con la maggioranza sui tempi che la Commissione intende darsi. Sicché la prego, a tal punto, dinanzi alle osservazioni poste dal sottosegretario, di osservare il regolamento e di fissare il termine per la presentazione degli emendamenti; nella successiva fase di esame degli articoli, come opposizione valuteremo quale posizione prendere rispetto al proseguimento dell'iter in sede legislativa.

ROBERTO LAVAGNINI. Vorrei rispondere ad alcune osservazioni fatte. È vero che, nella scorsa legislatura, il mio schieramento non diede l'assenso al trasferimento alla sede legislativa. Ricordo tuttavia - allora facevo parte di questa Commissione - che, in realtà, in alcuni casi consentimmo il ricorso a tale procedura.

PRESIDENTE. Prendo atto che per il momento non sussistono le condizioni per proseguire l'esame in sede legislativa del provvedimento.
Rinvio, dunque, il seguito della discussione ad altra seduta.

La seduta termina alle 15,30.

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