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Seduta del 6/10/2004


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OSSERVAZIONI RELATIVE AL RESOCONTO STENOGRAFICO N. 37 DEL 6 OTTOBRE 2004 PROPOSTE DAL DOTTOR FRANCO OLIVA AL TESTO DELLA SUA DEPOSIZIONE

A pagina 6, prima colonna, dalla sedicesima alla diciottesima riga, «...Tutti questi farmaci più le attrezzature, eccetera, erano presso una delle sedi del noto Giancarlo Marocchino... ». Di fatto, solo una parte dei farmaci in dotazione alla struttura della Cooperazione italiana e le attrezzature ospedaliere destinate ai centri sanitari assistiti della capitale somala erano presso una delle basi di Giancarlo Marocchino.
A pagina 6, seconda colonna, dalla quarantasettesima alla quarantottesima riga, «... Una situazione allucinante, tant'è vero che, uscendo, dissi a quei signori...». Quei signori erano i responsabili dei nostri programmi sanitari, ovvero operatori della Cooperazione italiana.
A pagina 8, prima colonna, dalla trentottesima alla quarantaduesima riga, «...offriva i suoi servizi alle società che arrivavano in Somalia ed avevano, nell'ambito del contratto, una dotazione illimitata sia di automezzi sia di mezzi movimento terra...». Nell'ambito dei contratti con il nostro Ministero degli esteri, le società avevano una dotazione limitata di mezzi.
A pagina 8, seconda colonna, dalla ventottesima alla trentaduesima riga, «...La società, nel convincimento che questo suo rapporto con la Somalia sarebbe stato più ampio, aveva portato più mezzi d'opera di quelli che le erano stati assegnati...». La società aveva portato in Somalia più mezzi d'opera di quanti erano assegnati al progetto. Mezzi elencati nel verbale di consegna dei lavori.
A pagina 10, seconda colonna, dalla quarantaquattresima alla quarantasettesima riga, «... lì aveva tutte le macchine per il movimento terra, i camion che erano stati consegnati per il servizio di raccolta dei rifiuti nel 1989, e così via...». Le macchine per il movimento terra erano quelle assegnate ai progetti della nostra Cooperazione. I camion per la raccolta dei rifiuti urbani erano, invece, stati donati dal Governo italiano al comune di Mogadiscio.
A pagina 18, seconda colonna, dalla quarantaquattresima alla quarantacinquesima riga, «...e il GIP rispose "che ci posso fare, se non c'è più niente?"...». Il GIP rispose che non poteva deliberare su ipotesi di reato - nel caso quella di tentato omicidio - omesse nella richiesta del P.M.

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