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Seduta del 16/6/2004


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Esame testimoniale del dottor Umberto Silvestri.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'esame testimoniale del dottor Umberto Silvestri.


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La avverto, dottor Silvestri - è una formalità, ma devo farlo -, dell'obbligo di dire tutta la verità e delle responsabilità previste dalla legge penale per i testimoni falsi o reticenti.
Dottor Silvestri, quale era la sua qualifica all'interno del gruppo STET-Telecom Italia all'epoca dei fatti e quali mansioni espletava?

UMBERTO SILVESTRI. Dobbiamo fare una precisazione: se l'epoca dei fatti è l'epoca in cui fu resa operativa l'operazione Telekom-Serbia...

PRESIDENTE. Noi intendiamo giugno 1997.

UMBERTO SILVESTRI. Ecco, nel giugno 1997 io non avevo alcuna qualifica. Io ero presidente di Telecom Italia e questa mia qualifica è durata fino a scadenza del triennio, cioè il 31 maggio 1997. Poi, per due o tre mesi, sono stato, come si suol dire, holding on, poi sono diventato presidente della scuola Guglielmo Reiss Romoli e sono diventato presidente della STET International Netherlands, ma questo non prima dell'agosto 1997.

PRESIDENTE. Il 6 agosto 1997 lei diventa presidente della Netherlands.

UMBERTO SILVESTRI. Esattamente.

PRESIDENTE. Per quanto riguarda la sua qualifica all'interno del gruppo STET, questo significa che alla data del 18 marzo 1996 lei era presidente di SIP-Telecom Italia. Questo è certo.

UMBERTO SILVESTRI. Esattamente.

PRESIDENTE. In che epoca lei è venuto a conoscenza delle trattative intercorse per l'acquisto di Telekom-Serbia e quale ruolo ha ricoperto, se lo ha ricoperto, durante tali trattative?

UMBERTO SILVESTRI. Direi che io non sono mai entrato a conoscenza del problema Telekom-Serbia prima di essere nominato presidente della STET International Netherlands che, come voi sapete, era una holding localizzata ad Amsterdam e aveva come compito quello di detenere le holdings delle società che erano acquistate dal gruppo. Quindi, la prima volta che io ho sentito parlare di Telekom-Serbia è stato quando, essendo stato io nominato dalla STET International holding, come ogni normale presidente di media diligenza, mi sono fatto dare l'elenco delle partecipazioni della società e, nell'ambito di queste partecipazioni, ho notato che c'era una partecipazione che, appunto, si chiamava Telekom-Serbia.

PRESIDENTE. Perché la trattativa è stata svolta direttamente da Telecom - questo, ovviamente, è un patrimonio di conoscenze tecniche che lei è in grado di rassegnare - mentre, normalmente, le acquisizioni venivano fatte da STET International?

UMBERTO SILVESTRI. Devo dire che questa vicenda non l'ho vissuta in prima persona. Posso fare qualche mia considerazione, qualche mia supposizione, ma la vicenda che riguarda l'acquisto di Telekom-Serbia non mi ha riguardato nella maniera più assoluta, perché, se vogliamo ripetere come io ero collocato nelle cariche, torno a dire: 31 maggio...

PRESIDENTE. Questo è chiaro. A me interessa, invece, sapere altre cose.

UMBERTO SILVESTRI. Direi che la procedura normale avrebbe dovuto essere - ma sono nelle pure ipotesi, perché io non sono entrato nella gestione...

PRESIDENTE. Più che di ipotesi, parliamo di prassi. La prassi voleva che fosse o non fosse STET International, al posto di Telecom, a guidare l'operazione?

UMBERTO SILVESTRI. Voglio fare una precisazione, perché qualcuno ha forse collocato erroneamente la nostra dipendenza al momento in cui io sono uscito come presidente; poi tornerò a


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rispondere a quello che lei mi ha chiesto. Il 31 maggio 1997, come nel triennio precedente, in cui sono stato presidente di Telecom Italia, io non dipendevo dal Ministero del tesoro bensì dalla STET, la quale era la holding che aveva la maggioranza delle nostre azioni. Poi, dopo - la cosa potrà sembrare un po' complicata, ma se lei ha seguito per lungo tempo tutta questa materia se ne renderà conto meglio di me...

PRESIDENTE. Qualche cosa riesco a capire!

UMBERTO SILVESTRI. Non è tanto difficile. Nel senso che la Telecom Italia...

PRESIDENTE. Le sono grato, perché riesce anche a darci le pagelle!

UMBERTO SILVESTRI. La Telecom Italia di cui sono stato presidente per tre anni era un'azienda le cui azioni erano detenute per la maggioranza dalla STET. Lei sa che il gruppo STET ha sempre fatto una politica, come dire, di azioni sul mercato, quindi la STET non aveva il 100 per cento delle azioni di Telecom Italia, ma ne aveva soltanto una parte. Nel triennio cui io faccio riferimento, cioè nel triennio in cui sono stato presidente di Telecom Italia, essa era un'azienda il cui capitale sociale era per la maggior parte detenuto dalla STET.

PRESIDENTE. Questa a noi è materia nota.

UMBERTO SILVESTRI. Successivamente...

PRESIDENTE. Mi scusi, ma non ci interessa più sapere il resto, perché questo lo abbiamo appurato. Lei è chiamato in causa direttamente dal dottor Chirichigno, il quale, sentito sul punto specifico della delibera del 18 marzo 1996, ha riferito di non saperne assolutamente nulla, anzi, ha parlato addirittura di «falso ideologico», esprimendosi nei seguenti termini, quando è stato sentito in altra sede: «Silvestri dovrebbe rimanere stupito della delibera di cui al 18.03.1996». Cioè, questi vuole significare che la joint venture che venne a crearsi sarebbe stata una «improvvisata» che avrebbe sorpreso tutti e, tra tutti, anche lei.

UMBERTO SILVESTRI. Il dottor Chirichigno ha detto semplicemente questo o ha aggiunto dell'altro?

PRESIDENTE. Stiamo parlando della delibera del 18 marzo: egli dice che questa delibera non esiste...

GIUSEPPE CONSOLO. Anche l'ingegner Graziani ha confermato che non esiste.

UMBERTO SILVESTRI. Per essere chiari, devo dire che qui stiamo ad otto anni dal marzo del 1996, se lei fa riferimento a quel consiglio d'amministrazione. Io, francamente, posso dire due cose. La prima, con estrema sincerità, è che io quella delibera non la ricordo; cioè, non ricordo che in quel consiglio d'amministrazione del 1996 si fosse parlato di Telekom-Serbia. La seconda - potrei chiudere qui, però vorrei aggiungere delle altre cose, dato che lei chiedeva delle precisazioni - è che mi sembrerebbe abbastanza inusitato il fatto che una tematica come Telekom-Serbia, che era di competenza della STET, di STET International, fosse stata avanzata al consiglio di Telecom Italia. Però, quando dico «non ricordo», devo essere onesto fino alla fine, cioè il non ricordare non significa negare. Se vedessi il verbale del consiglio d'amministrazione, potrei ricordare; ma questo lo dico per onestà intellettuale, essendo la mia prima reazione quella di dire che non me ne ricordo.

PRESIDENTE. Noi le mostreremo il verbale del consiglio d'amministrazione.
In considerazione del fatto che alle 16 - cioè tra due minuti - l'Assemblea della Camera dei deputati riprenderà i suoi lavori con immediate votazioni e il Senato a seguire, per cui la nostra Commissione non può proseguire nei suoi lavori, la


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invitiamo ad essere così cortese da tornare mercoledì prossimo, 23 giugno 2004, alle ore 14 (a meno che alle 14 non abbia altri impegni, per cui potremmo stabilire un'ora più congrua). Come dicevo, le sarà mostrato il verbale del consiglio d'amministrazione di Telecom Italia del 18 marzo 1996 e lei potrà articolare meglio i suoi ricordi. Siamo d'accordo?

UMBERTO SILVESTRI. Va bene, presidente.

PRESIDENTE. La ringrazio.
Il seguito dell'esame testimoniale del dottor Umberto Silvestri è pertanto rinviato ad altra seduta.

La seduta termina alle 16.

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