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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del presidente di Piattaforma Spa, Giancarlo Carriero.
L'odierna audizione costituisce l'occasione per approfondire gli aspetti connessi alla vicenda riguardante il progetto di realizzazione nel territorio del comune di Tora e Piccilli di una discarica 2B con annesso impianto di nettizzazione, presentato dalla società Piattaforma Spa. Ricordo che su tale tematica la settimana scorsa la Commissione ha audito il sindaco, peraltro simpatico, di Tora e Piccilli.
Nel rivolgere un saluto e un ringraziamento per la disponibilità manifestata, darei subito la parola al dottor Giancarlo Carriero, riservando eventuali domande dei colleghi della Commissione in esito al suo intervento. Il dottor Carriero è accompagnato dal dottor Visalli, suo consulente, e dal dottor Morelli, consigliere di Piattaforma.
A noi interessa capire cosa è Piattaforma, come è nata e chi vi opera; insomma, la vostra situazione attuale.
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. L'idea della piattaforma nasce in sede confindustriale parecchi anni fa, nel 1997, quando a seguito di una serie di contatti fra istituzioni - fondamentalmente tra la regione Campania e i suoi vertici confindustriali - noi industriali decidemmo che era arrivato il momento di porci il problema dello smaltimento dei rifiuti. In quell'occasione comincia il processo, piuttosto lungo, degli industriali che si pongono il problema dello smaltimento dei rifiuti: per la prima volta relativamente al territorio campano questa necessità viene affrontata in maniera complessiva e organica; quindi nasce l'idea di realizzare un polo di ricezione, analisi e trattamento dei rifiuti industriali, al fine del loro successivo smaltimento.
Lo smaltimento avviene in due discariche: una riguarda la fase liquida del rifiuto - un impianto di depurazione, per capirci - ed è ubicata in un sito in provincia di Caserta che si chiama Pignataro Maggiore; l'altra, relativa alla fase solida, è situata a Tora e Piccilli.
Anzitutto vorrei precisare che, dati i limiti che Piattaforma si è data volutamente in merito ai rifiuti a trattare, il sito di Tora e Piccilli tratta rifiuti non pericolosi, secondo la classificazione di legge. Nel sito di Tora e Piccilli vi è uno dei due terminali di questo ampio processo di ricezione, trattamento ed eventuale riciclaggio del rifiuto, per la parte che può esserlo, o smaltimento finale, per la parte che non può essere riciclata.
Il progetto è stato presentato a fine 2000 per l'approvazione del Ministero e la valutazione di impatto ambientale, che ha preso un po' di tempo e infatti è del giugno 2005. Da quel momento è partita la fase autorizzativa all'interno della regione Campania; l'accordo di programma, a dire il vero, sta per partire. Dal punto di vista dell'iter siamo a metà del guado: non abbiamo ancora le approvazioni finali, nonostante siano passati cinque anni.
Ribadisco che il progetto nasce dalla volontà delle istituzioni regionali che all'epoca fecero delle pressioni su Federindustria Campania, l'organismo regionale di Confindustria, affinché gli industriali si ponessero definitivamente il problema dei rifiuti. Dopo una breve fase iniziale di approfondimento della problematica, gli industriali realizzarono questo progetto che iniziò nel 2000. Gli industriali che parteciparono all'ideazione del progetto furono molti: vi fu una lettera aperta a tutti gli industriali in qualche maniera interessati al problema dei rifiuti, ma non
tutti parteciparono. Quelli disponibili furono ammessi al Consorzio Piattaforma 1, che stipulò l'accordo di programma con il Ministero, la regione Campania e la camera di commercio. A quel punto iniziò una fase imprenditoriale con investimenti e non tutti vollero aderire al Consorzio, quindi si è formata la società Piattaforma 1 (disponiamo dell'elenco dei partecipanti che, se volete, posso consegnarvi).
PRESIDENTE. Possiamo acquisire ciò che ritenete sia utile per noi.
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Ripeto che rispetto alla partecipazione iniziale, l'iter del progetto è piuttosto lungo. Le partecipazioni mano a mano si stanno riducendo, dal momento che qualcuno si sta apprestando a uscire dal progetto. Vi sono dei verbali - e se volete possiamo anche consegnarveli - del consiglio di amministrazione della società, da cui si evince che saranno acquisite le quote minoritarie e alla fine resteranno cinque soggetti. Questo è quanto sta per succedere, presidente.
TOMMASO SODANO. Può leggerci i nomi?
PRESIDENTE. Le società iniziali sono: Fineco con il 28,98 per cento, Ecobonifiche 11,47 per cento, Archimede Service 11,46 per cento, CGT ora Erreplast 5,43 per cento, SAI 0,07 per cento, Sabben 6 per cento, Industrial Ecology Society 0,02 per cento, MD 2,98 per cento, Secoit 2,98 per cento, Ecologia Bruscino 2,60 per cento, Campania Ambiente 0,39 per cento, Ciset 0,39 per cento, Garfin 27,22 per cento. Quelli con l'asterisco rimangono, vale a dire Fineco, Ecobonifiche, Archimede, CGT, Sabben, MD e Garfin.
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Naturalmente CGT è sostituita da Erreplast, che fa parte dello stesso gruppo.
PRESIDENTE. Come mai alcune società vanno via?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Erano già allo 0,3, 0,2 o 0,1 per cento: si tratta cioè di gruppi che si sono entusiasmati - se posso usare questo termine - all'inizio...
PRESIDENTE. Tra le cinque rimanenti ci sono società che hanno interdittive?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Assolutamente no e neanche le altre ne hanno. Nel camerale che ho depositato ci sono i nomi di tutti e non ne risultano. Ho commesso un errore: il camerale è relativo agli amministratori.
DONATO PIGLIONICA. Può specificare che tipo di società è e qual è il capitale versato?
LUCIANO MORELLI, Consigliere di Piattaforma Spa. È una società per azioni, il cui capitale ammonta a 2.580.000 euro, di cui sono stati versati 2.487.000 euro.
Le società con quota piccola non è che se ne siano andate, ma sostanzialmente dall'inizio non hanno più tirato fuori i soldi. Quindi stiamo cercando di fare «pulizia», nel senso di acquisire quelle quote in maniera tale che le società restanti, che tra l'altro rappresentano il 95 per cento del capitale, possano procedere più speditamente nel prendere le decisioni.
DONATO PIGLIONICA. Mi può aiutare a capire se c'è stata e in quale fase si è svolta l'interlocuzione con gli enti locali di riferimento, cioè con i municipi? Ho sentito parlare di interlocuzioni con il Ministero e, mi pare, con la regione Campania per un accordo di programma; manca la fase di interlocuzione con i comuni e la comunità locale.
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Purtroppo uno dei passi - non dico falsi - del progetto è stato che nel momento in cui è nata l'idea progettuale esisteva un consorzio sovracomunale di sviluppo, chiamato Consorzio di sviluppo del Volturno nord, che diventò il nostro interlocutore naturale, nella convinzione
che essendo un organismo sovracomunale potesse coordinare e rappresentare tutti i comuni. Come dato storico, le due localizzazioni di Pignataro e Tora e Piccilli nascono su indicazione del consorzio.
PRESIDENTE. Come mai due siti?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Tecnicamente avrebbe potuto anche essere concentrato in un unico posto. Si decise, come dicevo prima...
PRESIDENTE. Faccio domande veramente da profano: la logistica è compatibile con due località?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Sì, il motivo era proprio questo. Come dicevo, a Tora e Piccilli era destinata la fase solida: si decise di individuare una cava abbandonata, in modo da ricostituire la montagna e fare un intervento corretto anche dal punto di vista ecologico.
Quindi si scelse di localizzare la parte più industriale, cioè quella più tecnologica della piattaforma, in un sito di aree di ASI, quello di Pignataro Maggiore; invece, si decise di fare il terminale destinato alla parte solida in una zona dove c'era una ferita - perché tali sono alla fine le cave abbandonate - da ricostituire e rimodellare. Ecco il motivo delle due localizzazioni.
TOMMASO SODANO. Questa cava era di pozzolana?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Sì.
TOMMASO SODANO. Abbiamo ascoltato il sindaco e abbiamo visto delle planimetrie: la cava dista poche centinaia di metri dal centro abitato di Tora e Piccilli, un piccolo paese, e questo contrasta con la valutazione di impatto ambientale che prevedeva una distanza superiore ai duemila metri. In realtà siamo a meno di ottocento metri. La cava è di proprietà del consorzio?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. La società attualmente ha una opzione su questo suolo.
TOMMASO SODANO. La proprietà è di un unico soggetto?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Vi sono due soggetti: per il grosso c'è un unico soggetto; la parte minore è di un altro soggetto. Sono due persone fisiche.
TOMMASO SODANO. Qual è il valore del suolo, della cava?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Sapremo risponderle tra un istante, il tempo di consultare la relativa documentazione.
ALESSANDRO VISALLI, Consulente di Piattaforma Spa. Mi permetta di precisare meglio un punto importante. Abbiamo due procedimenti e quindi due decreti di valutazione di impatto ambientale: uno per Pignataro Maggiore e un altro per Tora e Piccilli.
A Pignataro Maggiore insiste una discarica per rifiuti pericolosi, mentre a Tora e Piccilli una per rifiuti non pericolosi. La norma a cui fa spesso riferimento il sindaco di Tora e Piccilli, cioè i duemila metri dai centri abitati senza considerare case sparse, è relativa alle sole discariche per rifiuti pericolosi. Ho portato, e se volete posso allegarlo, il piano stralcio per rifiuti industriali vigente nella regione Campania, nel quale detta norma è richiamata. Dice il piano che «(...) per gli impianti di discarica destinati allo smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi si applicano le norme generali previste per gli impianti di discarica dei rifiuti urbani», che dicono che va solo valutata la distanza, mentre «(...) per gli impianti di discarica nei quali siano confluiti rifiuti pericolosi si applicano vincoli di localizzazione,
tra cui le aree [...] inferiore a duemila metri». Quindi dal punto di vista formale a Tora e Piccilli la norma non si applica. La valutazione è stata fatta dagli organi competenti, cioè dal Ministero dell'ambiente e dei beni culturali, quindi dal punto di vista formale...
TOMMASO SODANO. Se è così, perché dichiarare il falso?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Non è il falso.
PRESIDENTE. Le risulta che si faccia riferimento a una distanza superiore ai duemila metri?
ALESSANDRO VISALLI, Consulente di Piattaforma Spa. Senza dubbio per la discarica a Tora e Piccilli la distanza è inferiore di duemila metri dall'abitato.
PRESIDENTE. No, le ho fatto una domanda diversa: che disti a meno di duemila metri è indubitabile. Le risulta che nella valutazione di impatto ambientale si faccia riferimento a una discarica con distanza superiore ai duemila metri?
ALESSANDRO VISALLI, Consulente di Piattaforma Spa. No, si fa tale riferimento nel dispositivo della valutazione di impatto ambientale di Pignataro Maggiore. Le abbiamo portato i due decreti VIA che possono attestarlo. Nel dispositivo della valutazione di impatto ambientale di Tora e Piccilli non c'è questa indicazione, in quanto non è prevista dalla legge.
TOMMASO SODANO. Presidente, andando a memoria, mi risulta che in realtà venga indicata una cava...
GENNARO CORONELLA. Il sito di Pignataro è a distanza di duemila metri?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Sì, è a distanza di oltre duemila metri dal centro abitato, salvo case sparse, come disposto dalla legge.
TOMMASO SODANO. Quando affermavo poc'anzi che quella dichiarazione era falsa, lo dicevo perché la planimetria sposta la delimitazione dell'area, portandola più lontano dal...
ALESSANDRO VISALLI, Consulente di Piattaforma Spa. La questione è vera, tant'è che è stata oggetto del parere inizialmente negativo del Ministero dei beni culturali. Per mero errore materiale, sulla carta a scala 1:25.000 allegata agli elaborati di progetto era stato messo un pallino verde e in un'altra carta vi era un cerchio ancora più sbagliato perché, a cavallo dell'autostrada, localizzava l'impianto anziché alla destra, guardando verso Tora e Piccilli, alla sinistra della strada. Localizzandolo in tal modo, succedeva che si allontanava leggermente, comunque restando entro i duemila metri; in realtà siamo sotto i mille metri, per cui, se spostato di un paio di centinaia di metri, non cambiava molto...
PRESIDENTE. Siamo sugli ottocento metri.
ALESSANDRO VISALLI, Consulente di Piattaforma Spa. Sì, appunto. Quindi anche in quel caso era sempre entro i duemila metri. Ebbene, succedeva che entrava nel raggio dei centocinquanta metri dal rio Pesche, iscritto al registro delle acque pubbliche. Per tale motivo inizialmente il Ministero dei beni culturali espresse un parere negativo. Successivamente, come riscontrabile dagli atti dei due Ministeri, in seguito alla consegna della documentazione che dimostrava che l'impianto era sempre stato localizzato dall'altra parte della strada, la sovrintendenza ai beni paesaggistici di Napoli ha modificato il suo parere. Di conseguenza il Ministero dei beni culturali ha modificato anche il suo ed è stato emesso il decreto VIA. Quindi è vero, c'è stato questo errore. È un danno del proponente che su questa...
TOMMASO SODANO. Visto che ci sono tutti questi dubbi non sarebbe più semplice
prevedere - riprendendo la domanda del collega Piglionica - un tavolo su cui si portino le mappe, quelle vere, senza trucchi e infingimenti, per arrivare a una definizione esatta, anche a fronte di un problema di viabilità? Abbiamo ascoltato che si tratta di una zona impervia, non facilmente accessibile: si dice che si passa solo in modo tangenziale rispetto al comune di Vairano Scalo, ma in realtà bisogna attraversarlo tutto per arrivare a Tora e Piccilli. Quindi ci sono dei problemi, non si tratta solo di invenzioni del sindaco di Tora e Piccilli; non vogliamo sposare tutte le sue tesi, ma ci sembravano questioni di buonsenso e non una pregiudiziale contrarietà.
GENNARO CORONELLA. Lei ci ha detto che nel 2000 si è partiti da un'idea che poi si è trasformata in un accordo di programma con la regione Campania. Ricollegandomi alla domanda del collega, non credo che non ci sia stato un contatto con le amministrazioni locali nel 2000. Abbiamo incontrato le stesse difficoltà, ad esempio, nelle missioni che abbiamo fatto in Campania per i rifiuti solidi urbani: la gente dice di non sapere nulla, ha paura e quindi giustamente protesta e si oppone alla costruzione degli impianti.
La domanda che le pongo è la seguente: nel 2000, quando è stato concretizzato l'accordo di programma, avete interloquito con le amministrazioni locali?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Erano proprio gli anni in cui esisteva il Consorzio sviluppo del Volturno nord. Questa è stata la punta di diamante dei nostri contatti; naturalmente avevamo contatti con le ASI.
GENNARO CORONELLA. Le chiedo scusa, ma non vengo dalla Valle d'Aosta: conosco bene il Consorzio sviluppo del Volturno nord. Si trattava di una persona che andava in giro e che mi sembrava fosse sudafricano, non pareva neanche italiano: se la vostra fonte o il vostro contatto era parlare con quella persona, con tutto il rispetto verso la stessa, equivaleva a non parlare con nessuno...
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Alla luce di quanto è successo le devo dare ragione, però vorrei ricordarle che il Consorzio sviluppo del Volturno nord aveva al suo interno provincia, camere di commercio, tutti i comuni della zona, un'area ASI, Sviluppo Italia e l'Unione industriale di Caserta. Quindi si trattava di un organismo nato in quel momento...
PRESIDENTE. E sul tavolo con le amministrazioni, per tornare alla domanda del collega Piglionica?
GENNARO CORONELLA. Perché poi vengono da noi, a sfotterci...
PRESIDENTE. Semmai sollecitano le nostre sensibilità.
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Al momento sono in corso le conferenze di servizi in commissariato...
DONATO PIGLIONICA. Ma chi era commissariato?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. L'emergenza rifiuti è commissariata nella regione Campania, quindi in sede...
DONATO PIGLIONICA. Posso apparire un ingenuo ma non sempre i commissariamenti riguardano tutta la sfera dei rifiuti.
GIANCARLO CARRIERO, presidente di Piattaforma Spa. Sì, ha ragione.
DONATO PIGLIONICA. I rifiuti industriali sono fuori del commissariamento, che riguarda solo i rifiuti solidi urbani.
PRESIDENTE. Nella fattispecie si trattava del subcommissario Vanoli.
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Nel 2000.
PRESIDENTE. Veniamo a noi, non vorrei lasciare le cose in sospeso. Sono state richiamate due questioni di criticità. Una, espressa mirabilmente dal collega Sodano, riguarda un problema di logistica: si deve attraversare il comune di Vairano. Il secondo problema, espresso dai colleghi Coronella e Piglionica, riguarda il coinvolgimento delle realtà locali.
Credete che su questi due fronti si possa fare uno sforzo?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Assolutamente sì. Sul secondo, anche se tardivamente, abbiamo cominciato ad attivarci. Sul primo, esaminiamo le possibili soluzioni insieme alle amministrazione locali.
Vorrei fare una proposta: per carità, si fa per dire, in quanto sicuramente conosco meno bene la zona, ma si potrebbe pensare alla realizzazione di un apposito asse stradale che bypassi il centro. Comunque si tratta di un abitacolo piccolo: non stiamo parlando di una superstrada o della tangenziale di una megacittà, le soluzioni tecniche si possono trovare se c'è volontà di risolvere il problema.
PRESIDENTE. C'è un tavolo per un accordo di programma?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Sì, certo.
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Per Tora e Piccilli la prima riunione è stata il...
LUCIANO MORELLI, Consigliere di Piattaforma Spa. Il tavolo dell'accordo di programma ha generato una commissione di vigilanza con membri di ciascuno dei contraenti, che è operativa e penso che si riunisca mediamente una volta al mese. Una volta siamo stati chiamati anche noi...
PRESIDENTE. Quella che si riunisce il 27 dicembre?
LUCIANO MORELLI, Consigliere di Piattaforma Spa. No, questa è la conferenza dei servizi. L'accordo di programma sta funzionando: è di più ampio respiro rispetto a questa iniziativa e comunque c'è questa commissione. Inoltre, stanno andando avanti le valutazioni della commissione in sede di commissariato emergenza rifiuti sia su Tora e Piccilli sia su Pignataro.
PRESIDENTE. Però, per mia ignoranza, non ho capito a che punto stiamo.
LUCIANO MORELLI, Consigliere di Piattaforma Spa. Siamo in sede di conferenza dei servizi sia per Pignataro sia per Tora e Piccilli. L'accordo di programma, che poi ha generato le varie iniziative, vive e sta vigilando sulle iniziative stesse. Questa è la più concreta, al momento.
PRESIDENTE. Potete immaginare quanto interessi a questa Commissione che i sistemi e gli impianti vengano realizzati, tra l'altro a freddo, nell'ambito delle attività industriali in ogni parte d'Italia, in modo tale da rendere sereno il percorso dei rifiuti speciali, a maggior ragione nelle regioni meridionali e in particolare in Campania.
Detto questo, è interesse di questa Commissione essere attentissima alla sollecitazione su questo fronte, anche sul piano della celerità di percorsi che mi sembra siano partiti da troppo tempo: sono passati ormai sei o sette anni. Ma tante volte questa Commissione ha registrato che un motivo di ritardo risiede nell'accelerazione: se ad Acerra avessero fatto la valutazione di impatto ambientale in maniera adeguata, probabilmente avremmo avuto qualche difficoltà in meno per l'impianto di termovalorizzazione, ovviamente con riguardo ai rifiuti urbani. Quindi, le scorciatoie talvolta allungano la strada.
La questione che questa Commissione si permette di porre con il garbo dovuto è la seguente: rapporto territoriale e sistema logistico. Credo che siano due criticità che obiettivamente esistono e il coinvolgimento
delle amministrazioni locali diventa assolutamente essenziale, indispensabile per un percorso che sia il più celere possibile.
TOMMASO SODANO. Avevo posto una domanda sul valore.
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. L'ordine di grandezza è di circa un milione e mezzo di euro.
TOMMASO SODANO. Per quanti ettari?
ALESSANDRO VISALLI, Consulente di Piattaforma Spa. Credo che siano circa 130-140 mila metri quadrati, se non ricordo male.
TOMMASO SODANO. Quindi si tratta di 14-15 ettari, che hanno un valore di mercato che non supera i 10 mila euro. Perché pagate cento volte tanto? Trattandosi di un'area agricola non certo di eccellenza, siamo all'incirca sui 30 milioni di lire a ettaro.
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. No, assolutamente: stiamo parlando di un valore di mercato. Forse c'è qualcosa che non funziona nei numeri che abbiamo fornito. Mi scusi, mi permetta di consultare la relativa documentazione.
LUCIANO MORELLI, Consigliere di Piattaforma Spa. Se sono 140.000 metri quadrati, a dieci euro al metro quadrato, fanno 1.400.000 mila euro.
TOMMASO SODANO. Dieci euro al metro quadrato è tantissimo per un'area agricola: si tratta di terreni agricoli che vengono convertiti con un accordo di programma. Spesso in questa Commissione ritorna il tema della lievitazione dei costi...
LUCIANO MORELLI, Consigliere di Piattaforma Spa. Non credo che ci faranno fessi: i soldi dobbiamo cacciarli noi. La sua domanda è molto trasparente, è chiarissima. Siamo assolutamente un presidio di legalità: i nostri soldi non andranno in tasche in cui non devono andare.
PRESIDENTE. Su questo argomento sollecitiamo una particolare attenzione, che ovviamente è nei confronti dei vostri interessi ma anche di quelli del territorio.
DONATO PIGLIONICA. Dei soggetti coinvolti, uno è Fineco e, senza ombra di dubbio, è la finanziatrice, o vi è dell'altro? Insomma, ha lo stesso nome di una banca.
DONATO PIGLIONICA. Allora, chiedo scusa. Quali di questi soggetti hanno precedenti esperienze nel campo della gestione di piattaforme per il trattamento di rifiuti industriali?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Fineco ha al suo interno delle società che si occupano del trattamento di rifiuti industriali, poi ci sono alcune società...
DONATO PIGLIONICA. Insomma, chi porta il know-how?
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Sicuramente Fineco.
LUCIANO MORELLI, Consigliere di Piattaforma Spa. Mi scusi, ma Fineco è la finanziaria della EMIT (Ercole Marelli Impianti Tecnologici).
PRESIDENTE. Poi c'è anche la Erreplast...
GIANCARLO CARRIERO, Presidente di Piattaforma Spa. Sì, la Erreplast è una società che si occupa in particolare di riciclo di materiali. Poi ve ne sono altre come la Archimede, società di ingegneria.
PRESIDENTE. Torneremo su questa vicenda, seppur in scadenza di legislatura, e non approvando più nessun documento: ovviamente li avremo già approvati con
riguardo alla relazione al Parlamento. Ma vi ritorneremo perché quella dei rifiuti speciali, come sapete, è una questione centrale nell'ambito delle attività anche illecite connesse al ciclo integrale dei rifiuti.
Vi ringraziamo per la cortesia di essere intervenuti e anche per le utili sollecitazioni che ci avete fornito. Grazie e buon lavoro. Dichiaro conclusa l'audizione.
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