XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4957
Onorevoli Colleghi! - E' ampiamente riconosciuto che il
trasporto pubblico locale è un settore a rilevanza economica,
una componente essenziale per le attività produttive e,
soprattutto, è l'unica possibile soluzione reale ai problemi
della congestione del traffico, dell'inquinamento ambientale,
dell'incidentalità, dello sviluppo urbano sostenibile, e che
costituisce, inoltre, il fattore determinante per una
significativa e drastica riduzione di tutti i costi indotti
dal traffico.
Le città italiane sono segnate da congestione,
inquinamento, incidenti provenienti dalla circolazione
stradale. Siamo ormai prossimi ad una emergenza sanitaria e
ambientale nelle aree urbane che comporta ricorrenti blocchi
della circolazione.
La mobilità sostenibile è una priorità di rilevanza
nazionale. Per questo nella passata legislatura è stata
avviata la riforma del trasporto pubblico locale con il
decreto legislativo n. 422 del 1997. I punti essenziali della
riforma possono essere così sintetizzati:
1) l'unificazione delle competenze prima disperse tra
vari Ministeri e tra le modalità di trasporto e l'unificazione
delle risorse, prima disperse in mille rivoli, in capo alle
regioni cui è affidato il compito di programmazione;
2) il superamento del regime di monopolio pubblico o
privato aprendo alla concorrenza (gare) per un mercato
regolato;
3) la spinta ad aumentare l'efficienza delle aziende
tese a diventare vere e proprie imprese di trasporto pubblico
capaci di fornire un servizio di qualità, confortevole,
accessibile, puntuale e meglio organizzato;
4) la separazione del ruolo di programmazione e di
controllo del servizio (ente locale o regione) dal ruolo di
chi fornisce il servizio (impresa di trasporto pubblico);
5) l'individuazione di un congruo periodo transitorio
(dal 1997 al 2003) per portare a regime la riforma: sia
rispetto alle trasformazioni societarie delle aziende, sia per
adottare le leggi regionali e i piani di bacino, sia per
avviare la concorrenza con l'affidamento del servizio
attraverso gara ad evidenza pubblica (per un periodo fino a
nove anni).
I dati del settore del trasporto pubblico locale sono i
seguenti: il personale addetto è di circa 117.000 addetti; le
vetture/KM, ovvero circolanti, sono pari a 1,8 miliardi; i
passeggeri trasportati sono 5,5 miliardi. Gli autobus sono
43.500; il costo totale è di 6,5 miliardi di euro; i ricavi da
traffico sono pari a 2 miliardi di euro; i contributi
regionali sono pari a 3,1 miliardi di euro; i contributi
statali (risorse trasferite alle ferrovie locali) sono pari a
0,6 miliardi di euro.
La quota degli enti locali è di 0,5 miliardi di euro;
altri ricavi sono pari a 0,3 miliardi di euro.
Dal 1996 ad oggi le risorse destinate al trasporto
pubblico locale per il finanziamento del servizio hanno subìto
una diminuzione in termini reali del 12 per cento. I
contributi sono aumentati del 6 per cento mentre il costo
della vita è cresciuto del 18 per cento. Le stesse entrate
tariffarie sono al di sotto del livello di crescita
dell'inflazione.
La questione delle risorse è quindi diventata un problema
vitale per un comparto che altrimenti rischia una implosione a
breve termine con crack di aziende, diminuzione del
servizio, blocco della circolazione nelle città.
Le indicazioni previste nel Documento di programmazione
economico-finanziaria 2004-2007 non sono state attuate
nonostante il sostegno delle regioni, degli enti locali, delle
aziende e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori.
Risorse aggiuntive e permanenti per il trasporto pubblico
locale da attribuire alle regioni per i contratti di servizio
e per gli investimenti nel rinnovo del parco autobus devono
essere immediatamente attivate.
L'articolo 1 della proposta di legge prevede le risorse
necessarie agli interventi per il risanamento e lo sviluppo
del trasporto pubblico locale.
L'articolo 2 prevede la copertura finanziaria.