XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 4866




        Onorevoli Colleghi! - La città di Anagni insiste in un territorio ricco di vestigia antiche e nel quale i resti delle mura poligonali sono numerosi. Esiste già, infatti, una proposta di legge tesa alla tutela ed alla valorizzazione delle mura poligonali di Alatri, Ferentino, Veroli, Atina e Arpino.
        Ma per Anagni il problema è diverso giacché le mura poligonali vanno ad inserirsi in un contesto storico-architettonico-culturale di vasto respiro, come si dirà più avanti, e da ciò nasce la necessità di una proposta di legge autonoma, sia pure congiunta alla precedente.
        Anagni (l'antica "Anagnia"), città sacra e capitale della confederazione degli Ernici, rivestì, durante il periodo ernico, un importante ruolo religioso e politico; la città era completamente cinta dalle mura in opera poligonale di cui oggi sono visibili alcune tracce lungo il versante settentrionale dell'antica acropoli (nello sperone di porta Tufoli) databili tra il V e IV secolo avanti Cristo.
        Con la conquista della città da parte dei Romani seguirono (IV-II secolo avanti Cristo) una ristrutturazione e un ampliamento delle mura, fino a comprendere la zona degli "Arcazzi" di Piscina, probabili terrazzamenti di una costruzione termale alla fine del III - inizio II secolo avanti Cristo. Gli Arcazzi sono costituiti da tre massicci pilastri di materiale calcareo, di notevole altezza, distanti l'uno dall'altro 4 metri e collegati al retrostante muro di sostegno mediante quattro volte; tutta la struttura costituisce un'opera di notevole interesse archeologico e ingegneristico.
        Dello stesso periodo della costruzione degli Arcazzi sono presenti nella parte meridionale della città tratti imponenti di mura della lunghezza di centinaia di metri e di altezza superiore a 10 metri.
        Le mura sono ben visibili e imponenti sia nel tratto meridionale sia in quello settentrionale; dalla sommità di esse si può godere un ampio panorama rispettivamente sulla valle del Sacco e sui Monti Ernici.
        Le mura furono oggetto di restauri nel periodo medioevale come testimonia il fontanile ad arco ogivale del XIII secolo ricavato nello spessore delle mura in località Bagno e successivamente furono estese nel XVI secolo secondo le fortificazioni militari dell'epoca.
        Considerando la ricchezza e la quantità di ritrovamenti (anche recenti nella zona della cattedrale), la tutela e la valorizzazione delle mura potrebbero costituire trampolino di lancio per una organica campagna di ricerche archeologiche, andando a creare un quadro completo delle testimonianze storiche di cui è ricca la città (la superba cattedrale romanica di Santa Maria, con la sua cripta affrescata, il duecentesco palazzo di Bonifacio VIII, teatro del celebre "schiaffo di Anagni", l'ardita architettura della sala della Ragione del palazzo comunale, piazza Innocenzo III).




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