XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4852
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge si
prefigge di attribuire una specifica competenza al Presidente
del Consiglio dei ministri in tema di politiche spaziali e
aerospaziali, che consenta di portare in un'unica sede tutti i
processi decisionali relativi alle delicate problematiche ad
esse correlate, al fine di operare con maggiore incisività e
competenza anche all'interno del sistema europeo.
Soprattutto con riferimento ai programmi satellitari va
rilevato che si tratta di un settore in grande evoluzione,
dalle enormi potenzialità e, per questo, bisognoso di una
corretta e appropriata gestione, data la strategicità delle
informazioni acquisibili. Appare ormai evidente, infatti, come
la messa in orbita dei satelliti artificiali abbia comportato
un radicale cambiamento nella gran parte dei servizi che
utilizziamo quotidianamente e permetta un utilizzo strategico
- militare e civile - delle tecnologie satellitari. In un
mondo in cui gli sviluppi del digitale consentono lo scambio
di enormi quantità di dati e di informazioni in tempo reale,
la possibilità o meno di disporre di satelliti, sia per
comunicazioni, sia adibiti all'osservazione della terra, sia
per localizzazione, costituisce un fattore di discrimine tra
grandi potenze globali e Paesi condannati ad uno sviluppo
limitato.
I satelliti artificiali sono impiegati nelle
telecomunicazioni, permettendo di effettuare telefonate
intercontinentali, di trasmettere programmi televisivi da
continenti diversi, di usare telefoni portatili e la rete
INTERNET. I satelliti assicurano la copertura dell'intero
territorio, rendendo di fatto possibile il collegamento con
luoghi
altrimenti irraggiungibili. La trasmissione satellitare di
immagini, suoni e dati permette così di offrire pari
opportunità di sviluppo all'intero pianeta.
L'occhio del satellite permette inoltre di osservare il
nostro pianeta da un punto di vista totalmente diverso:
l'attuale generazione di satelliti trasmette in tempo reale
immagini della Terra ad un elevatissimo grado di precisione e
dettaglio.
I molteplici settori di applicazione dell'osservazione
dallo spazio vanno da agricoltura e foreste ad ambiente e
territorio, protezione civile, viabilità, attività militari e
di sicurezza. Nel settore agricolo è possibile sia
controllare, sia prevedere, non solo i raccolti, ma anche i
danni provocati da parassiti, siccità e altre calamità
naturali; si possono tracciare carte che indicano le zone più
ricche e fertili. Lo stesso genere di dati viene utilizzato
anche da chi svolge attività di pesca, per individuare le zone
più ricche di plancton e di fauna ittica.
Per la realizzazione di mappe ed immagini, la possibilità
offertaci dai satelliti consente di riprodurre nel dettaglio
anche aree inaccessibili a causa della conformazione del
terreno. L'estrema precisione delle immagini trasmesse
consente la realizzazione e il continuo aggiornamento di
cartografia - con precisione praticamente assoluta - come
strumento urbanistico per i diversi enti locali. I satelliti
possono monitorare l'intera gamma delle infrastrutture sia
urbane e residenziali, sia extraurbane. Può essere realizzato
un programma di verifica per documentare il puntuale rispetto
dei vincoli di carattere urbanistico/ambientale, garantendo il
rigoroso rispetto dei termini previsti dalla legge e
assicurando la tutela del patrimonio culturale e ambientale
del Paese, nonché il perseguimento degli autori degli abusi
commessi.
Per l'attività di protezione dagli eventi naturali più
catastrofici, l'utilizzo dei satelliti è molto vantaggioso in
caso di alluvioni, terremoti o eruzioni vulcaniche. Nel caso
degli incendi boschivi, l'attività di monitoraggio delle
emergenze ha sia funzione preventiva che di controllo, per
tracciare le mappe della vegetazione che potrebbe alimentare
incendi ed evidenziarne la vicinanza con i centri abitati,
individuare le possibili cause, i potenziali combustibili
nonché l'estensione dei danni sia materiali che finanziari. Le
immagini satellitari possono delineare accuratamente le
perdite forestali dovute ad abbattimenti illegali, ed
eventualmente il progresso di rimboschimento.
Per una sempre più efficace tutela ambientale anche sotto
il profilo dell'inquinamento, le immagini satellitari sono in
grado di individuare le contaminazioni dei terreni causate
dalla rottura di serbatoi contenenti agenti chimici
pericolosi, valutare i danni e controllare le operazioni di
recupero e di bonifica dell'area inquinata. Lo stesso vale per
i problemi provocati dall'inquinamento dell'aria o dallo
sversamento di inquinanti nei corsi d'acqua; indispensabile
supporto per le operazioni di contenimento della marea nera,
nei casi purtroppo non infrequenti di gravi incidenti a
petroliere. I satelliti possono anche essere utilizzati per il
monitoraggio del territorio ai fini della localizzazione delle
discariche autorizzate, ma soprattutto per individuare quelle
abusive.
Un ulteriore settore di grandissima importanza strategica
è quello della sicurezza, sia civile che militare. Le alte
tecnologie attualmente utilizzate sui costosissimi e
sofisticati satelliti militari, consentono di ottenere
immagini della Terra con un grado di definizione tale da
rendere verosimile l'affermazione secondo cui si possono
distinguere i titoli dei quotidiani letti dai cittadini. E'
evidente perciò quale importanza possano avere queste
osservazioni per il controllo del territorio, nella lotta alla
criminalità, per il mantenimento dell'ordine pubblico e nelle
operazioni legate alla difesa.
Infine, i satelliti artificiali vengono utilizzati
quotidianamente per il controllo della viabilità e della
navigazione. In questo campo è possibile non solo monitorare
il traffico di terra, aria e mare, ma anche localizzare
qualsiasi veicolo mediante i sistemi di posizionamento globale
grazie ai
quali, interfacciandosi da terra con una rete di satelliti,
si può determinare la posizione sulla Terra con grande
accuratezza.
Questi sistemi - fondamentali e altamente strategici, sia
per usi civili che per impieghi militari - che sono stati fino
ad oggi esclusiva degli USA per mezzo del sistema Global
Positioning System-GPS, saranno presto anche autonomamente
gestiti dal nostro continente. L'Europa infatti, con il
programma comune Galileo, si avvia a realizzare un
proprio sistema di posizionamento globale. La strategica
importanza di questo programma è del tutto evidente, rendendo
il nostro continente autonomo per un servizio che - utile per
usi civili - rappresenta un indispensabile supporto all'azione
militare, fondamentale quindi per consentire realmente al
nostro continente la capacità autonoma di difesa.
Si impone oggi infatti come priorità l'autosufficienza
europea nelle attività satellitari e di accesso indipendente
allo Spazio, come chiaramente tracciato nel Libro Bianco sullo
Spazio che la Comunità europea ha recentemente emesso. Nello
stesso documento si considera il settore tanto strategico da
ritenere ormai irrinunciabile una politica spaziale
continentale pienamente integrata, così da prefigurare
l'istituzione di un Commissario europeo espressamente delegato
allo Spazio. L'Agenzia spaziale europea (ESA) assumerà perciò
ancor maggiore centralità, a scapito delle agenzie nazionali,
il cui autonomo spazio di manovra dovrà necessariamente
contrarsi: è condivisibile la rinuncia di parte dell'autonomia
nazionale in un settore dove la competizione internazionale si
gioca su progetti di dimensioni e costi tali da richiedere
finanziamenti così ingenti da non lasciare spazio ad una
gestione autarchica.
Fino ad allora rimarrà fondamentale l'attività
dell'Agenzia spaziale italiana (ASI), da anni protagonista
dello sviluppo delle tecnologie spaziali nel nostro Paese.
L'ASI è sostegno indispensabile ad un settore che in tutti i
Paesi del mondo necessita dell'intervento statale, in attesa
che l'auspicabile sviluppo della domanda pubblica o privata
dei servizi possa in futuro consentirne l'autonoma
sostenibilità.
L'ASI - che non è solo un fondamentale motore per la
ricerca e l'innovazione del settore - è soggetto gestore di
grandi programmi nazionali e internazionali, ed è supporto
alle aziende nazionali mediante l'assegnazione di contributi
statali per nuovi progetti. La recente riforma degli enti di
ricerca ha di fatto posto l'Agenzia sotto il controllo del
Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca,
tuttavia, la descritta molteplicità dei settori di
applicazione e l'importanza delle potenzialità connesse,
richiederebbero una regia di livello superiore, come già
avviene nelle nazioni ad alta tradizione spaziale, ad esempio
negli Stati Uniti, dove le politiche spaziali sono delegate al
Vicepresidente.
Inoltre, in questo momento di grave crisi della nostra
industria nazionale - che necessita anche di una coraggiosa
ristrutturazione - è auspicabile che il Governo dedichi a
questo settore una particolare attenzione, che consenta
un'azione sinergica di tutti i Ministeri competenti.
In questo quadro, la presente proposta di legge intende
quindi attribuire - come previsto dall'articolo 1 - al
Presidente del Consiglio dei ministri, il quale ha facoltà di
delegare questa competenza al Vicepresidente del Consiglio dei
ministri, la direzione, la responsabilità politica generale e
il coordinamento delle politiche relative ai programmi
spaziali e aerospaziali. L'articolo 2 prevede l'istituzione di
un Comitato interministeriale per le politiche relative allo
spazio, presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri -
o per sua delega dal Vicepresidente del Consiglio dei ministri
- e composto dai Ministri dell'interno, delle attività
produttive, della difesa, dell'istruzione, dell'università e
della ricerca, dell'ambiente e della tutela del territorio,
degli affari esteri, delle comunicazioni, delle infrastrutture
e dei trasporti, dell'economia e delle finanze, della salute e
delle politiche agricole e forestali. Il Comitato, che
nell'espletamento della sua attività si potrà avvalere di un
nucleo di esperti, fornirà al Presidente del Consiglio
dei ministri il supporto tecnico e politico necessario alla
più compiuta gestione e attività decisionale in tema di
politiche spaziali. Il Comitato avrà, tra l'altro, la
responsabilità della gestione e della certificazione dei dati
acquisiti tramite le riprese da satellite. Infine, l'articolo
3 reca le modifiche al decreto legislativo 4 giugno 2003, n.
128, recante il riordino dell'ASI, necessarie a rendere
effettivo l'indirizzo dell'attività dell'ente stesso da parte
del Presidente del Consiglio dei ministri.