XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 4651




        Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge prende le mosse dalla necessità di fare chiarezza sulle cause che hanno generato il dissesto finanziario del gruppo Parmalat nelle colossali proporzioni che gli addetti ai lavori comunicano in aumento ogni giorno e, di conseguenza, sulle azioni che sarà necessario intraprendere, nel più breve tempo possibile e senza "guardare in faccia nessuno", per evitare che si ripetano situazioni con le stesse caratteristiche, nonché per dare più compiuta attuazione all'articolo 47 della Costituzione. Infatti l'insolvenza del gruppo Parmalat dimostra, con la crudezza delle cifre, che oggi nessuno è autorizzato ad affermare che "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito". Gli avvenimenti di questi giorni dimostrano che purtroppo si può affermare che è vero esattamente il contrario.
        In realtà le cronache nere, non solo italiane, della finanza non riportano solo l'insolvenza del gruppo Parmalat, perché abbiamo assistito, nel corso degli ultimi mesi, ad una serie di scandali finanziari (e non è per niente detto che si sia giunti alla fine di questo drammatico elenco) che hanno pesantemente minato la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni bancarie, della borsa e delle autorità che dovrebbero vigilare sulla trasparenza dei mercati finanziari e sul corretto funzionamento delle imprese.
        Lo scandalo del gruppo Parmalat rappresenta un danno di dimensioni incomparabili per il sistema Italia; la continuità aziendale di numerose società e la stessa credibilità del Paese dipendono dagli interventi con cui sapremo fronteggiare l'attuale stato di crisi e garantire in futuro al sistema Paese un mercato serio ed onesto nel quale potranno essere fatte scelte oculate e consapevoli sulla base di dati realmente attendibili.
        Pur nella consapevolezza che si tratta di una truffa fondamentalmente internazionale (due terzi dei creditori e degli investitori sono americani, o comunque internazionali), lo scopo della Commissione parlamentare d'inchiesta che proponiamo di istituire sarà quello di accertare le responsabilità ed individuare i soggetti che hanno contribuito a provocare uno dei più gravi dissesti nella storia del capitalismo moderno. La Commissione dovrà rivolgere la sua indagine a tutti gli organismi di controllo, interni ed esterni all'azienda, che hanno fallito il proprio compito e la cui complicità con la direzione del gruppo Parmalat risulta manifesta.
        Sarà compito della Commissione investigare approfonditamente sui comportamenti dei membri dei consigli di amministrazione e sui collegi dei sindaci (che avrebbero dovuto vigilare per evitare le irregolarità e gli inadempimenti apparentemente commessi dagli amministratori delle varie società del gruppo), sulle società di revisione (che avrebbero dovuto esprimere i loro giudizi professionali sull'attendibilità dei bilanci civilistici delle società del gruppo e sul bilancio consolidato), sulle società di rating e sugli analisti finanziari (il rapporto debito-fatturato dei bilanci ufficiali, poi risultati falsi, era del 44,3 per cento a fronte del 24,8 per cento del gruppo Danone, del 7,2 per cento di Unilever e del 16 per cento di Nestlé: dunque non era difficile intuire che il gruppo aveva dei problemi e la Commissione dovrà capire per quali reali motivi numerosi intermediari finanziari ne hanno raccomandato l'acquisto), nonché sul Corpo della guardia di finanza, sulla Commissione nazionale per le società e la Borsa e sulla Banca d'Italia (la Commissione dovrà valutare i motivi per i quali la Banca d'Italia non ha ritenuto di dover bloccare la diffusione dei bond del gruppo Parmalat e non ha ritenuto di dover intervenire per impedire che le banche riducessero la loro esposizione verso il gruppo spostando cinicamente i loro crediti sui risparmiatori).
        Per non parlare del sistema bancario, il cui comportamento dovrà essere molto attentamente analizzato e valutato dalla Commissione parlamentare di inchiesta, per stabilire se sia vero che alcune banche prima abbiano concesso alle società del gruppo Parmalat credito senza prudenza né criterio e poi, accortesi dell'errore, abbiano surrettiziamente spostato il rischio su soggetti più vulnerabili sfruttando la propria posizione di predominio nell'informazione e in spregio dei conflitti d'interesse.
        Auspichiamo, per ovvi motivi, che l'iter di approvazione della presente proposta di legge avvenga in tempi brevi: infatti i risultati dei suoi lavori potrebbero impedire lo sviluppo di casi analoghi, ovvero potrebbero ridurne l'impatto e le conseguenze.




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