XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4622
Onorevoli Colleghi! - Il gravissimo dissesto
finanziario che ha coinvolto il grande gruppo industriale
Parmalat ha assunto una dimensione sociale di grande
importanza avendo travolto nel suo incessante e rovinoso
tracollo circa 120.000 risparmiatori e molte migliaia di
lavoratori che rischiano la disoccupazione, a fronte di un
capitale economico che ammonta a circa 24 miliardi di euro, e
ha riproposto la necessitā da un lato di una verifica puntuale
e rigorosa, non solo da parte della magistratura, di tutti i
punti deboli del sistema finanziario, e dall'altro quella di
approfondire le modalitā e la efficacia del sistema di
controlli esterni alle imprese operati dagli organismi
istituzionali preposti, anche al fine di ristabilire fiducia e
credibilitā tra il pubblico dei risparmiatori.
Infatti in questo momento di grave sfiducia da parte di
consumatori e risparmiatori č necessario difendere le
istituzioni pubbliche, e per farlo bisogna dare un segnale di
chiarezza e trasparenza sulla Banca d'Italia, organismo
istituzionale che insieme alla Commissione nazionale per le
societā e la borsa (CONSOB), č deputato al controllo
sull'attivitā di raccolta dei capitali e del risparmio.
A tale fine il Parlamento ha ritenuto opportuno avviare
immediatamente una indagine conoscitiva sui rapporti tra il
sistema delle imprese ed i mercati finanziari che, al di lā
dell'acquisizione di utili elementi di conoscenza in materia,
conducesse alla assunzione di iniziative legislative che,
oltre a riformare il profilo civilistico e penale della
materia, intervenissero sulla misura dei controlli e sul
riparto delle competenze tra Banca d'Italia e la CONSOB.
L'intreccio tra contabilitā "creativa" e truffa, che ha
aperto la spaventosa voragine finanziaria del gruppo Parmalat,
ha innescato all'indomani della crisi finanziaria dell'azienda
una vera e propria "caccia alle streghe", su chi aveva
l'obbligo di effettuare i controlli e su cosa avrebbe dovuto
fare per evitare il crack, un esercizio indubbiamente
utile, soprattutto per evitare il ripetersi di situazioni
analoghe, ma non del tutto soddisfacente.
Gli sviluppi del caso Parmalat chiamano pertanto in causa
il sistema vigente dei controlli sui mercati finanziari,
disciplinato dal testo unico delle leggi in materia bancaria e
creditizia, di cui al decreto legislativo 1^ settembre 1993,
n. 385, che ha dimostrato di non tutelare sufficientemente il
pubblico dei risparmiatori, e pongono al Parlamento il
problema di una puntuale riforma degli stessi.
Con la presente proposta di legge, all'articolo 1,
prevediamo che per il Governatore della Banca d'Italia il
mandato sia a termine e che scada dopo nove anni dalla sua
nomina, partendo dall'assunto che in nessun altro Paese civile
il mandato del Governatore della Banca centrale č a vita,
com'č invece nel nostro Paese ove lo esercita come un monarca
assoluto.
E' inoltre nello spirito dell'articolo 2 della proposta di
legge aumentare i poteri di controllo della Banca d'Italia,
estendendoli all'intero assetto del sistema bancario
nazionale, nel rispetto della sua piena autonomia quale
istituzione di garanzia per la tutela dell'ordinamento
costituzionale.