XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4575
Onorevoli Colleghi! - Aiuti al Terzo mondo. Ma anche
aiuti alle imprese, agli avvocati, alla burocrazia in senso
generale. A tutti, meno che a coloro che in quelle terre
muoiono di fame. Fino a far finire in fumo per beghe e ritardi
una cifra compresa tra i 100 e i 150 miliardi di vecchie lire.
A firmare tutto questo è lo Stato italiano o meglio il
Ministero degli affari esteri che, a prescindere dai
finanziamenti a progetti meritevoli nei Paesi più bisognosi,
negli ultimi tre anni è stato costretto a deliberare l'esborso
di 150 miliardi aggiuntivi per chiudere contenziosi aperti
negli anni '90.
La presente proposta di legge si propone di istituire una
apposita Commissione di inchiesta per fare luce su quanto
accaduto, dato che la maggior parte dei contratti che il
Ministero degli affari esteri ha stipulato con le società
Emit, Cmc, Cotecno, Mediacoop, Salini, Castoro, Nomisma, Gilco
ha finito con il concludersi in pagamenti di ingenti somme di
denaro per spese relative a liti, interessi legali, interessi
di mora e "anatocismo". Sarebbe opportuno accertare i motivi
che hanno provocato il sorgere di tali controversie facendo sì
che una ingente parte dei finanziamenti, anziché raggiungere i
bisognosi destinatari, venisse sprecata in processi
burocratici e costose consulenze.
Aiutare i Paesi del Terzo mondo è un imperativo morale! Il
mondo occidentale e industrializzato ha la necessità di
conquistare sempre nuovi mercati sia al proprio interno, con
l'immissione di prodotti nuovi spesso inutili e che
costituiscono delle semplici variazioni dei precedenti, sia
all'esterno, soprattutto oggi dato che i suoi mercati sono
abbondantemente saturi. Insomma abbiamo un bisogno vitale di
vendere le nostre merci anche alle popolazioni del Terzo e
Quarto mondo, ma così facendo, anziché aiutarle, le roviniamo
trasformando della gente povera in miserabile.