XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4568
Onorevoli Colleghi! - La vicenda del cross default
dei bond Cirio e delle obbligazioni Parmalat
rappresenta un fatto estremamente grave per come si è
determinato e perché ha portato alla probabile totale perdita
da parte di oltre 30.000 investitori di una somma pari a
1.150.000.000 euro circa.
Tale circostanza, che si aggiunge altresì alla grave
perdita finanziaria sopportata dai risparmiatori italiani sui
titoli argentini, indica chiaramente non soltanto che il
nostro sistema finanziario non è in grado di fornire adeguate
garanzie ai risparmiatori in ordine alla conoscenza dei rischi
potenziali dei loro investimenti ma evidenzia, anche, pesanti
falle nel nostro ordinamento nell'ambito di tale materia oltre
che comportamenti discutibili da parte delle istituzioni di
garanzia e controllo del risparmio con particolare riferimento
alla Banca d'Italia e alla Commissione nazionale per le
società e la borsa (CONSOB).
Anche il sistema bancario, nel caso Parmalat e dei Cirio
bond, si è comportato in modo sicuramente non
trasparente e non a caso risulta, allo stato, sotto inchiesta
da parte di diverse procure della Repubblica cui si sono
rivolte i risparmiatori a seguito della dichiarazione di
insolvenza delle stesse Cirio e Parmalat.
A ciò va aggiunto che, a fronte di un mercato di capitali
di rischio ancora poco sviluppato, gli istituti di credito
svolgono un ruolo fondamentale nella trasformazione del
risparmio dei singoli cittadini in veri e propri prestiti alle
imprese.
Non è chiaro, in particolare, il ruolo propulsivo svolto
da molti istituti di credito nel collocare presso la propria
clientela numerosi bond privi di rating pur
essendo ben a conoscenza delle gravi difficoltà patrimoniali e
gestionali del gruppo Cirio.
Non è chiaro, inoltre, se tale solerzia sia derivata dal
fatto che, attraverso la collocazione di numerosi titoli, sia
stato consentito a molte banche di rientrare dei loro crediti
nei confronti della stessa Cirio.
Queste obbligazioni prive di rating, tra l'altro,
sono comunemente dirette al mondo degli investitori cosiddetti
"professionali", poiché più in grado di valutare i reali
rischi dell'investimento stesso. Invece, in questo caso, sono
state vendute ai singoli risparmiatori realizzando, in tale
modo, una evidente forzatura.
A questo punto, l'obiettivo di questa Commissione di
inchiesta non si deve limitare ad accertare le responsabilità
ma soprattutto le disfunzioni e carenze normative onde poter
suggerire le correzioni sistematiche necessarie a rendere più
trasparente ed efficiente il nostro mercato finanziario e
mettere al riparo i risparmiatori da altre brutte sorprese a
seguito di una puntuale e rigorosa analisi dell'intero sistema
di finanziamento delle imprese nonché dei rapporti tra le
banche e le imprese stesse.
Dovranno, in seguito, essere individuati i modi per poter
meglio coordinare i poteri di tutela del risparmio attualmente
in capo alla Banca d'Italia ed alla CONSOB, affinché non si
assista più ad un indecoroso palleggiamento delle
responsabilità.
Quanto sopra non fa che rispondere all'intento di
rafforzare il nostro sistema finanziario, che rappresenta
l'elemento primario ed essenziale per la crescita economica
del Paese, restituendo fiducia ai risparmiatori che devono
poter tornare ad investire con serenità in strumenti
finanziari assolutamente trasparenti.