XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 4539




        Onorevoli Colleghi! - L'istituzione in Sassari di una sezione distaccata del tribunale amministrativo regionale (TAR) della Sardegna non può più essere rinviata.
        Si tratta di una necessità evidente, i cui motivi sono individuabili da un lato nella crescente crisi di accumulo che appesantisce l'arretrato del TAR della Sardegna, e dall'altro nell'esigenza di contenere i costi degli utenti.
        I dati statistici degli ultimi decenni mostrano infatti un aumento esponenziale dell'ammontare dei ricorsi depositati, dai 1.000 del 1979, ai 3.552 del 1996, passando per i 2.000 del 1992.
        Come evidenziato dal presidente del TAR della Sardegna Paolo Turco nella relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2003 nella regione, la lieve diminuzione dell'ammontare dei ricorsi depositati che si registra tra il 2001 e il 2002 (da 1.644 a 1.566) non sembra tuttavia significativa di una curva destinata a restare discendente in modo stabile. Essa è, infatti, in massima parte ascrivibile alle modifiche sulla giurisdizione di cui alla legge n. 205 del 2000, ed è più sensibile tra il 2000 e il 2001 e marginale tra il 2001 e il 2002.
        Il punto dolente, per il cittadino, è comunque ancora rappresentato dal numero degli affari pendenti (passati da 14.941 nel 2001 a 14.547 nel 2002), e lo stesso presidente del TAR sardo rileva come, ad un'osservazione puramente statistica, il tempo necessario ad azzerare l'arretrato si attesta intorno ai 40 anni, nella ottimistica ipotesi che la riduzione delle giacenze segua un andamento annuo di 350 ricorsi.
        Infatti, a fronte di un contenzioso più che raddoppiato, si pone il dato di una sostanziale invarianza dell'ammontare dell'organico dei magistrati, e il rapporto tra tali grandezze comporta inevitabilmente un incremento della giacenza.
        D'altra parte l'incremento numerico dei magistrati appare problematico, sia perché non è facile reperire aspiranti con adeguata competenza tecnica (l'ultimo concorso si è concluso con l'assunzione di dodici referendari sui trentacinque posti da ricoprire), sia perché l'aumento dei giudici risulterebbe inutile senza il potenziamento delle strutture (personale ausiliario, edifici, attrezzature tecniche ed informatiche).
        Per la particolare situazione della regione, pertanto, molti problemi sarebbero risolti di un decentramento, del quale si parla da anni, e che sembrava attuabile all'epoca in cui venne costituita, con la legge n. 219 del 1990, la sezione della corte di appello a Sassari.
        La nuova sezione del TAR consentirebbe ai cittadini che risiedono nella parte centro-settentrionale dell'isola di accedere alla giustizia amministrativa senza i notevoli costi aggiuntivi dovuti alla distanza dalla sede centrale, costi sui quali incidono pesantemente anche quelli della difesa, poiché la lontananza comporta spesso l'onere, per il difensore in trasferta, del dispendio di intere giornate lavorative nell'attesa del processo, ovvero la necessità, non sempre in assoluta alternativa, di nominare altro difensore in loco.
        Tale più agevole accesso alla giustizia potrebbe realizzarsi con una nuova sezione, lasciando l'attuale sistemazione degli uffici di Cagliari.
        Auspichiamo, pertanto, che possa celermente giungersi all'approvazione di una misura che appare ormai indifferibile per la piena tutela dei diritti dei cittadini.




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