XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 4538




        Onorevoli Colleghi! - Giacomo Matteotti nacque il 22 maggio 1885 a Fratta Polesine. Egli compì i suoi primi studi al liceo classico di Rovigo, poi all'università di Bologna, ove si laureò in giurisprudenza con una tesi su "La recidiva". Dopo la laurea intraprese parecchi viaggi in Europa per il completamento della sua istruzione universitaria. Tornato a Fratta Polesine fu preso dall'amore per la politica e il suo primo incarico pubblico fu nei consigli comunali ove poteva essere eletto, così allora diceva la legge, avendo delle proprietà terriere. In seguito divenne sindaco di Villamarzana, un piccolo paese dei dintorni e il suo primo atto fu quello di diminuire il carico fiscale dei fittavoli aumentandolo ai proprietari, compreso se stesso.
        Nel contempo organizzò una serie di rivendicazioni operaie che turbarono profondamente la categoria dei latifondisti e dei piccoli proprietari terrieri scossi nella loro coscienza, inoltre costituì per i meno abbienti e per gli analfabeti rudimenti culturali, tra i quali alcune tecniche amministrative per impedire alle autorità centrali lo scioglimento delle amministrazioni locali.
        Come consigliere della provincia si fece apprezzare non solo per la serietà e l'impegno che profondeva ma anche per la sua indipendenza di giudizio.
        Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale così come per quella di Libia, Giacomo Matteotti si batté dapprima per scongiurare il conflitto, poi apertamente si dichiarò fermamente contrario nel corso di un suo discorso tenuto all'interno di un consiglio provinciale del 1916. Per le sue prese di posizione pubbliche si guadagnò un processo e la condanna a trenta giorni di carcere, poi annullata dalla Cassazione; tuttavia venne richiamato alle armi, nonostante l'esonero, e confinato in Sicilia. Egli dimostrò di essere sempre un democratico aperto e convinto.
        Alla fine della guerra, Giacomo Matteotti sì dedicò a tempo pieno alla politica. Fu eletto deputato e quindi nominato segretario del partito socialista unitario. Il partito era guidato da Filippo Turati, Claudio Treves e Emanuele Modigliani.
        Giacomo Matteotti percorse tutto il territorio nazionale, fece comizi, fondò sezioni e continuò a scrivere articoli di fondo su "La Giustizia", l'organo ufficiale dei socialisti unitari.
        Scrisse, in quel periodo, il libro "Un anno di dominazione fascista" che costituì la spina nel fianco dei fascisti. Nelle prime due parti del libro vi era un approfondito esame della situazione economica del Paese e nella terza un puntiglioso elenco, con tanto di nomi, cognomi e località, delle violenze perpetrate dagli uomini di Mussolini.
        La sua attività parlamentare fu altrettanto intensa e partecipata e sempre mise al primo punto la necessità di intervenire a favore delle condizioni di vita dei lavoratori. Tra i tanti interventi tenuti nell'Aula di Montecitorio vale la pena di ricordare, quello storico pronunziato il 30 maggio 1924 allorché denunciò il Governo e il suo capo di brogli elettorali e violenze contro gli italiani. Questo gli costò la vita per mano dei sicari fascisti al servizio di Mussolini.
        Durante la sua battaglia a favore della giustizia sociale, Matteotti fu lasciato spesso solo a causa delle sue convinzioni non violente anche perché rifiutava i metodi di un certo massimalismo di stampo bolscevico e totalitario.
        Il 10 giugno 1924, mentre come sua abitudine usciva di casa per recarsi alla Camera dei deputati, Matteotti fu rapito e ucciso, come si seppe in seguito, da alcuni sicari fascisti denominati "banda del Vicinale".
        I successivi processi, quello di Chieti nel 1926 e quello di Roma nel 1947, non chiarirono mai le responsabilità politiche del delitto, ma la figura di Giacomo Matteotti è rimasta stampata nella memoria e nella coscienza democratica del nostro Paese in maniera indelebile.
        Abbiamo qui voluto ricordare, in breve, la storia e le vicende umane di Giacomo Matteotti per illustrare il senso della presente proposta di legge, tesa a istituire il Museo nazionale di storia contemporanea "Giacomo Matteotti". Tale Museo avrà la funzione di conservare e valorizzare la memoria di quanto accaduto nei secoli XIX e XX nel territorio polesano.
        Proprio per il ruolo nazionale e internazionale assunto da Giacomo Matteotti, che ha incarnato e incarna ancora oggi il senso morale e civico del Polesine, l'istituzione del Museo di storia contemporanea avrà come finalità quella di raccogliere le immagini, le parole, la letteratura e la critica riguardante questa storica figura del novecento italiano.
        Un'opera di "memoria" e di stimolo per la ricerca e l'analisi storica e storiografica di un periodo e di un'area geografica che non manca di momenti storici fondamentali per la formazione del pensiero contemporaneo.
        Il Museo avrà inoltre il compito di documentare un mondo contadino molto vivace intellettualmente, ricco di folclore e tradizioni, non esente dall'esperienza della carboneria, attore di aspre lotte sociali e di rivendicazioni, protagonista della resistenza partigiana e vittima di drammatiche tragedie come l'alluvione del Po nel 1951. Momenti storici che hanno segnato non solo il pensiero dei polesani ma anche la loro vita sociale, ad esempio durante il periodo del bracciantato oppure durante l'esodo del dopo alluvione.
        Fenomeni collettivi, ma anche individuali. Giacomo Matteotti, l'italiano delle coraggiose denunce che, in pieno conflitto mondiale, alzò la sua voce contro le barbarie della guerra rappresenta l'uomo del Polesine, legato al bene della propria terra ma allo stesso tempo capace di una visione più collettiva e generale.
        L'articolo 1 della proposta di legge prevede l'istituzione del Museo di storia contemporanea "Giacomo Matteotti".
        L'articolo 2 definisce le finalità del Museo.
        L'articolo 3 definisce l'organizzazione del Museo.
        L'articolo 4 stabilisce la copertura finanziaria.
        Ci auguriamo, per concludere, che questa proposta di legge possa avere, per l'importanza culturale e storica che rappresenta, la necessaria attenzione e un iter parlamentare il più veloce possibile.




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