XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 4473




        Onorevoli Colleghi! - La crisi sismica iniziata il 31 ottobre 2002 ha prodotto non solo la dolorosa perdita di vite umane ma ha lacerato profondamente il tessuto sociale, economico, ambientale e storico-artistico delle aree colpite nelle regioni Molise e Puglia.
        Dopo più di un anno, da parte di moltissimi sindaci locali è stato lanciato un grido di allarme sia per il ritardo con il quale stanno arrivando i primi stanziamenti previsti in fase di emergenza, sia per la scarsa organizzazione.
        Come è noto, per la prima emergenza sono stati stanziati 50 milioni di euro, gestiti dalla Protezione civile. Per la costruzione sono stati previsti 94 milioni di euro per il 2003 e altri 16 milioni per il 2004.
        I rappresentanti delle regioni, i sindaci dei comuni coinvolti e lo stesso responsabile della Protezione civile hanno lanciato un messaggio chiaro sull'esiguità dei fondi finora stanziati; il rischio concreto è che si realizzi una massiccia evacuazione dal territorio interessato dagli eventi sismici.
        In soccorso alle popolazioni colpite sono accorse non solo le autorità preposte ma vi è stata una gara di solidarietà che ha investito sia il semplice cittadino che organizzazioni di volontariato, sindacati, aziende private e pubbliche, ma tutto ciò, che evidenzia la generosità insita nel popolo italiano, non è certo sufficiente a determinare la ricostruzione dei territori colpiti e il rilancio delle attività economiche e sociali dell'intera area.
        Non va dimenticata, inoltre, la specificità dell'area interessata dal fenomeno sismico. Un territorio che ha sempre puntato il suo sviluppo sull'agricoltura, sulle piccole e medie imprese, sulla ricchezza del proprio patrimonio artistico e ambientale. Un territorio, quindi, come gran parte del Mezzogiorno d'Italia, capace di puntare sulle proprie forze per trovare un'autonoma via allo sviluppo. Oggi tutto ciò è messo in discussione e se non vi sarà un intervento programmato e puntuale da parte dello Stato le aree colpite dagli eventi sismici rischiano, dopo avere vissuto la perdita di propri cari o la distruzione più o meno parziale dei beni propri o collettivi, di non riuscire più a riprendersi.
        Per questo, ritengo che vada raccolto il grido d'allarme lanciato dalle popolazioni e dai suoi rappresentanti istituzionali locali affinché, con la proposta di legge, in maniera organica, si restituisca dignità e voglia di vivere a chi è stato così duramente colpito.




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