XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 4437




        Onorevoli Colleghi! - La presente iniziativa legislativa nasce per valorizzare tradizioni del comune di Lavagna, in provincia di Genova.
        Lavagna è sede del maggior ormeggio diportistico del Mediterraneo, ma, contrariamente ad altre realtà portuali turistiche, non ha potuto, per varie vicende, legare, soprattutto sul piano culturale, questa presenza alla città.
        Al contrario, la tradizione di approdo commerciale è assai antica e poco basterebbe a ricostruire un legame assolutamente necessario ad una concezione più armonica del territorio e a ricreare una forte occasione di sviluppo in un'ottica di turismo più volto ad un approccio anche culturale, cui il potenziale lavagnino può dare risposte diverse attraverso le risorse del suo entroterra legato alla cavatura dell'ardesia, alla storia fliscana, alla cultura marinara. Il "leudo" è una barca che potrebbe derivare da una consimile di origine catalana chiamata "lau", alla quale, oltre al nome, somiglia molto anche nelle forme, e cioè: cavallino, bolzone, linee d'acqua, piano velico e caratteristico albero inclinato verso prora.
        L'unica propulsione è quella a vela.
        Ne esistono di tre tipi, e cioè il "vinacciere" adibito al trasporto del vino, con due ampie tanche chiamate "fie", costruite appositamente nelle stive e con botti sistemate in coperta, il "formaggiaio" che veniva stivato di prelibate forme di formaggio sardo "sciaccu" con i grilli, e il "surairu", che veniva adottato per viaggi alla busca, cioè caricando sabbia dalle spiagge di Deiva Marina, Riva Trigoso e Sestri Levante, venduta per costruzioni edili nei lidi delle due riviere.
        E' un tipo d'imbarcazione nata negli anni alla fine del settecento per scopi puramente commerciali.
        Gli equipaggi erano formati dai componenti della famiglia che erano anche "armatori".
        Il traffico era particolarmente destinato all'Elba e alla Sardegna e, pertanto, la rotta era unica ed immutabile per tutti, e a volte si seguivano per farsi compagnia lungo il tragitto. Così il leudo che partiva da Lavagna per arrivare all'isola d'Elba doveva percorrere circa 110 miglia con rotta diretta se il tempo e il vento erano favorevoli, mentre se il tempo era cattivo si effettuava rotta costiera rasentando Viareggio, Livorno, Piombino, attraversando il canale e arrivando a Marciana Marina, per 125 miglia circa.
        Identica navigazione per i leudi che intendevano raggiungere la Sardegna, cioè passavano a levante della Corsica con vento di maestrale, a ponente con vento di tramontana.
        Si lavorava in proprio e non per gli altri.
        Si andava a caricare nelle isole grani, orzi, vini, lane, formaggi.
        Il carico veniva venduto a Livorno, a Civitavecchia, ad Aiaccio, alla darsena di Genova e anche a Marsiglia.
        Neppure il golfo Leone intimoriva gli equipaggi dei leudi.
        Da Genova si caricavano per la Corsica, la Sardegna e l'Elba prodotti alimentari, ferramenta, tessuti, cotonina di Cicagna e di Moconesi, fustaie, cemento e, da Lavagna, le ardesie.
        Ora, dopo il 2001, di "leudi" ne sono rimasti quattro, e precisamente: il "Nuovo aiuto di Dio", del capitano Mosè Bordero, che attualmente fa bella mostra di sé sull'arenile della Baia delle favole di Sestri Levante; il "San Marco" dell'armatore genovese Armando Passigli, il quale, con lodevole spirito di abnegazione, lo sta riportando ai passati splendori presso il famoso cantiere Sangermani di Lavagna; il "Felice Manin" costruito a San Michele di Pagana nel 1891 per gli armatori rivani Teresa Lena e Teresa Stagnaro, che attualmente si trova a La Spezia dove, sotto il patrocinio del comune, verranno eseguite operazioni di restauro presso l'arsenale della Marina militare italiana; infine il "Ferdinando Bregante", costruito nel 1921 a Lavagna dal cantiere Figallo Lorenzo per la famiglia Bregante che commercializzava vino, è stato acquistato dal comune di Lavagna e, dopo un accurato restauro, è attualmente l'unico leudo navigante.
        Affidato al locale circolo nautico, il "Ferdinando Bregante" da due anni svolge attività di promozione turistico-culturale del territorio del Tigullio nonché di recupero della memoria e delle tradizioni marinare liguri.
        Si rivolge principalmente ai giovani studenti e ai turisti che amano fare piccole crociere lungo la costa del Tigullio, durante le quali vengono descritte le principali caratteristiche, anche storiche, dei vari paesi.
        Viene proposta, se le condizioni metereologico lo consentono, una sosta per il bagno in punti particolarmente suggestivi per quanto attiene il paesaggio e la qualità del mare.
        Altre attività sono la presenza al Salone nautico internazionale di Genova e il supporto logistico per attività sportive quali regate a vela e il record mondiale di immersione in apnea realizzato nel 2002 dall'atleta Gianluca Genoni.
        Il successo dell'iniziativa è stato tale da suggerire l'istituzione nel comune di Lavagna (Genova) del Museo del leudo e della vela latina, con annessa sede di rappresentanza per una istituenda scuola per maestri velai e maestri d'ascia, unitamente ad un centro di accoglienza per turisti in grado di offrire sia agli utenti del porto che al pubblico una serie di servizi specifici.




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