XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4357
Onorevoli Colleghi! - La legge 24 gennaio 1979, n. 18,
recante "Elezione dei rappresentanti dell'Italia al Parlamento
europeo" necessità di alcune modifiche al fine di recepire la
decisione 2002/772/CE Euratom del Consiglio, del 25 giugno
2002 e del 23 settembre 2002 che prevede, tra l'altro,
l'incompatibilità tra la carica di parlamentare nazionale e
quella di parlamentare europeo.
L'occasione è pertanto propizia - oltre che per recepire
tale incompatibilità ed estenderla anche ai consiglieri
regionali e altre figure che ricoprono cariche istituzionali
nei comuni capoluogo e con popolazione superiore 100.000
abitanti nonché nelle province, visto il nuovo rilievo assunto
dalle regioni e dagli enti locali a seguito della riforma del
titolo V della parte seconda della Costituzione - per
affrontare anche il problema del voto di preferenza, peraltro
plurimo, per l'elezione della rappresentanza italiana a
Strasburgo, in quanto i grandi Paesi, con elevato numero di
seggi, ricorrono al sistema plurinominale con lista bloccata
in grado di innalzare la qualità della rappresentanza ed
abbassare il costo delle campagne elettorali, sempre
altissimo, quando a prevalere è, invece, la personalizzazione
connessa alla ricerca del voto individuale di preferenza.
Con la presente proposta di legge non si assume a
riferimento il sistema uninominale, anche se compatibile con
il metodo proporzionale di assegnazione dei seggi, come invece
altri Paesi fanno, ma si propongono liste plurinominali
bloccate in ogni circoscrizione.
Si intende, perciò, eliminare il sistema delle preferenze,
che divide le forze politiche al loro interno, ed avvicinare
elettori ed eletti. La lista bloccata può prestarsi
all'obiezione di ridurre il potere degli elettori e delle
elettrici e di accrescere quello delle segreterie di partito.
Riteniamo, però, che la gara delle preferenze sia un debole
surrogato della partecipazione attiva dell'elettorato nella
selezione delle candidature e che la questione debba essere
affrontata stabilendo, con legge, procedure certe e
trasparenti di selezione delle candidature (in Parlamento vi
sono proposte che vanno in questa direzione) o, almeno,
attraverso i regolamenti dei partiti e delle coalizioni.
Infine, in attuazione della recente riforma dell'articolo
51 della Costituzione, riteniamo opportuno prevedere la parità
di rappresenta dei sessi nelle liste elettorali.