XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 4341




        Onorevoli Colleghi! - Oramai da troppo tempo la domenica mattina ci si è rassegnati a dover ascoltare "i bollettini di guerra" che annunciano il numero delle giovani vittime che nella notte tra il sabato e la domenica perdono la vita in incidenti stradali e nei giorni a venire, come in un gioco virtuale e distaccato, se ne ricercano le cause e le responsabilità.
        Se guardiamo ai numeri dei morti sulle strade scopriamo poi che, in due mesi, nel Paese, il numero delle vittime è paragonabile a quelle della guerra in Iraq!
        Il silenzio che le circonda è assordante; il grido di dolore dei parenti non può rimanere inascoltato e deve portare anche cambiamenti e riflessioni culturali e sociali. La legge, da sola, non può risolvere ma può ridurre il fenomeno e dare, quanto meno, un forte segnale di attenzione alla vita e alla sicurezza soprattutto dei nostri giovani. Il peggiore errore è andare alla ricerca di un colpevole: da una parte si possono incolpare i gestori, dall'altra i genitori che, a loro volta figli della cultura del "vietato vietare", non sanno più imporre la cultura del limite o del no, oppure accusare tout court i giovani di incoscienza.
        Il problema non può, ovviamente, essere sottovalutato o semplificato, ma non ci si può neanche lasciare trasportare dagli eventi proponendo soluzioni drasticamente repressive e apparentemente facili.
        Credere di poter affrontare il rischio connesso al modus vivendi imposto dalla società moderna, agendo esclusivamente sull'orario di chiusura delle discoteche, è un tentativo parziale di risolvere i problemi.
        La violenza, la droga, l'alcolismo, gli incidenti stradali sono problemi che affliggono la nostra società ed è certamente un errore gravissimo attribuire l'origine di questi mali alle discoteche. I problemi sono di tipo sociale e per fortuna coinvolgono una percentuale minima dei giovani; bisogna quindi continuare a lavorare ed impegnarsi per rimuovere alla radice le ragioni che inducono a certi comportamenti.
        E' necessario ricercare un dialogo con i giovani improntato sulla riscoperta del valore della vita e della cultura della sicurezza. Ogni iniziativa che non passi dalla loro mediazione sarà considerata una imposizione dall'alto e automaticamente rifiutata. Vogliamo evitare uno scontro generazionale che contribuirebbe ad alimentare il senso di ribellione e di estraneità, proprio dei giovani.
        Occorre invece un patto "federativo" tra genitori, gestori, giovani e Stato nelle sue componenti.
        Una attenzione ed una valorizzazione delle ragioni di ognuno che portino anche ad atti di volontà e a sacrifici economici.
        Anche i gestori, magari genitori a loro volta, hanno convenienza ad avere avventori giovani e in salute.
        La ratio della presente proposta di legge è quella di stabilire delle disposizioni equilibrate per dare una risposta concreta al problema.
        Le disposizioni elencate nell'articolato, sono, quindi, volte: a non discriminare la maggioranza dei giovani, che dopo una settimana di lavoro o di studio vogliono usufruire di un sano divertimento in un locale pubblico; a tutelare le imprese che lavorano nel settore sviluppando con le stesse una collaborazione attiva finalizzata ad arginare i comportamenti a rischio offrendo massima disponibilità per eventuali campagne di informazione e di prevenzione per la sicurezza e anche attraverso la previsione di incentivi a favore dei clienti che astenendosi dall'assunzione di bevande alcoliche prestano la loro opera per accompagnare le persone il cui tasso alcolemico risulta superiore alla soglia di tolleranza consentita; a perseguire una politica improntata sulla prevenzione e sull'educazione alla cultura della sicurezza.
        E' inoltre necessario arginare il fenomeno dei trattenimenti danzanti non autorizzati, fonte di evasione fiscale e di mancato controllo dal punto di vista della sicurezza.
        La proposta di legge passa attraverso quattro punti fondamentali: la tutela della sicurezza dei giovani nei luoghi di divertimento, la lotta all'alcolismo come fattore determinante di tutti gli incidenti stradali, la sicurezza nei locali e la lotta alle sostanze stupefacenti.
        Viene inoltre specificato nell'articolato che spetta alle regioni legiferare riguardo alla regolamentazione degli orari di apertura e di chiusura dei trattenimenti danzanti. Secondo quanto disposto dall'articolo 117 della Costituzione, la regolamentazione degli orari di apertura e di chiusura dei locali rientra tra quelle materie, in questo caso il "commercio", la cui potestà legislativa è affidata alle regioni in via esclusiva.
        Non sembra, del resto, plausibile invocare la tutela dell'ordine pubblico per fondare la competenza legislativa statale in ordine alla regolamentazione degli orari delle discoteche. Infatti una regolamentazione di tale genere non riguarderebbe direttamente la tutela di interessi pubblici primari, quali l'integrità fisica delle persone e l'ordinata e civile convivenza della comunità nazionale. Va evidenziato che non esiste alcun motivo oggettivo per ritenere che la chiusura anticipata delle discoteche tolga i giovani dalle strade, incentivi la prudenza nella guida, escluda la presenza di altri luoghi di ritrovo da frequentare nelle ore notturne.
        Le regioni, infatti, avendo una maggiore conoscenza del territorio e delle abitudini della popolazione residente, profondamente diverse, ad esempio, tra nord e sud, possono affrontare il problema legato alla chiusura anticipata dei locali con una maggiore competenza, impegnandosi per modificare i costumi al fine di anticipare gli orari di chiusura e giungere ad un consumo di alcolici più responsabile. Alla luce di quanto detto auspichiamo che si possa arrivare in tempi brevi alla approvazione della proposta di legge che affronta, una volta per tutte, in modo concreto ed equilibrato il problema delle cosiddette "stragi del sabato sera".




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