XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4320
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge si
inserisce a pieno titolo nell'alveo programmatico tracciato
dal Governo di centro-destra all'atto del suo insediamento
relativamente alle politiche in favore delle categorie più
deboli e disagiate.
Quanto proposto nel presente provvedimento costituisce,
infatti, un ulteriore passo in avanti verso l'obiettivo dello
sviluppo coniugato alla coesione sociale: rilanciare
l'economia senza dimenticare le esigenze di coloro che sono
meno fortunati.
Il primo passo in tale direzione è stato fatto due anni fa
nella legge finanziaria per il 2002, come preannunciato nel
programma di governo. Infatti, con l'articolo 38 della legge
n. 488 del 2001 è stato disposto l'aumento delle pensioni
minime, facendo sì che oltre un milione ed ottocentomila
cittadini in condizioni disagiate hanno beneficiato
dell'incremento delle maggiorazioni sociali che ha garantito
loro un importo di pensione pari ad un milione, di vecchie
lire, al mese e per tredici mensilità.
Il programma di governo aveva previsto, altresì, una
realizzazione graduale dell'obiettivo dell'innalzamento ad un
milione di lire al mese per i trattamenti previdenziali e
assistenziali che non raggiungevano tale livello; a questo
proposito era già stato anticipato che nel raggiungimento
dell'obiettivo si sarebbe tenuto conto delle condizioni
reddituali e dell'età anagrafica.
La legge finanziaria per il 2002 ha, dunque, disposto
l'incremento delle maggiorazioni sociali per i soggetti da
settanta anni in su e con un reddito non superiore a tredici
milioni di vecchie lire, esclusa la casa di abitazione.
La presente proposta di legge compie un ulteriore passo
verso la realizzazione di una sempre maggiore equità sociale;
l'Italia deve, infatti, diventare un Paese dove nessuno deve
sentirsi un "cittadino di serie B", dove nessuno deve sentirsi
abbandonato nella vecchiaia, nella malattia e nella
povertà.
Per fare ciò il presente provvedimento - tenuto, altresì,
conto della crescita dei prezzi al consumo alla quale si è
assistito negli ultimi due anni in concomitanza con l'adozione
della moneta unica e del conseguente divario tra inflazione e
salari - dispone l'abbassamento del limite di età previsto
dalla legge per l'accesso all'aumento delle pensioni minime da
70 anni a 65 anni, determinando in tale modo l'allargamento
della platea dei beneficiari dell'incremento pensionistico.