XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4290
Onorevoli Colleghi! - Il nostro sistema sanitario
continua ad essere caratterizzato da una grave e consistente
carenza di personale nell'ambito della professione
infermieristica, il cui ruolo è decisivo ed essenziale per una
compiuta e satisfattiva tutela del diritto alla salute,
oggetto di pregnante riconoscimento costituzionale e, quindi,
per una adeguata erogazione delle prestazioni sanitarie ai
cittadini.
Permane la notevole difficoltà nel ricoprire i numerosi posti
vacanti in tempi rapidi e certi.
Infatti il ricorso a procedure concorsuali, per così dire
ordinarie, è reso complicato sia dai tempi di espletamento
sicuramente non brevi, sia dalla onerosità in termini
finanziari di tali concorsi, sia dall'utilizzazione, sovente
preferita dalla Amministrazione, di modalità più celeri ai
fini del reclutamento del personale, quali la mobilità o
assunzioni a tempo determinato.
Va rilevato che condizioni di preoccupante carenza di
personale si registrano anche per le professioni di tecnico
sanitario.
La necessità innegabile di fronteggiare e di superare
questa situazione, che pregiudica il più adeguato
funzionamento dei sevizi sanitari con forte e pesante
nocumento per gli utenti e per i cittadini, induce a
presentare la proposta di legge, di cui si raccomanda la
celere approvazione.
Del resto anche lo sforzo del Governo e del Parlamento di
avviare a soddisfacente soluzione questa condizione negativa,
ormai strutturale, del servizio sanitario nazionale con il
decreto legge 12 novembre 2001 n. 402, convertito con
modificazioni nella legge 8 gennaio 2002 n. 1, non ha prodotto
i risultati sperati.
Invero con tale decreto-legge - recante disposizioni
urgenti in materia di personale sanitario - è stata prevista
la possibilità di riammettere in servizio infermieri e tecnici
sanitari di radiologia medica che abbiano volontariamente
risolto il rapporto di lavoro da non oltre cinque anni
(articolo 1, comma 1, lettera a).
Tale recente normativa, con il previsto richiamo in
servizio di soggetti già in stato di quiescenza, non si è
affatto dimostrata risolutiva, producendo esiti del tutto
trascurabili. Né sino ad oggi è stata applicata la legge 16
gennaio 2003 n. 3, che (articolo 9) ha previsto la possibilità
di ricoprire i posti disponibili nelle dotazioni organiche,
utilizzando gli idonei delle graduatorie di pubblici concorsi,
approvate da altre amministrazioni del medesimo comparto di
contrattazione.
Con la presente proposta di legge si affronta il problema
in discorso, proponendo una soluzione diversa, per poter
migliorare con rapidità la situazione.
A tal fine si ipotizzano concorsi riservati per titoli ed
esami-colloquio da parte delle diverse istituzioni operanti
nell'ambito sanitario - aziende sanitarie locali, aziende
ospedaliere, policlinici universitari, istituti di ricovero e
cura a carattere scientifico (IRCCS) - per poter coprire il 50
per cento dei posti vacanti appartenenti ai profili delle
professioni sanitarie infermieristiche e di tecnico
sanitario.
I predetti concorsi sarebbero riservati ai soggetti
risultati idonei in precedenti concorsi pubblici e ai soggetti
che, nei cinque anni precedenti alla data di entrata in vigore
della legge, abbiano già prestato servizio (con contratto a
tempo determinato) per un periodo complessivo non inferiore ai
ventiquattro mesi, per sostituire personale assente o per la
temporanea copertura di posti vacanti di infermiere o tecnico
sanitario presso strutture sanitarie pubbliche.
Con questa soluzione si va incontro alle primarie e
fondamentali esigenze del Servizio sanitario nazionale, con la
possibilità di coprire con rapidità i vuoti di organico
sopraevidenziati, valorizzando la qualificata esperienza e la
professionalità acquisita sul campo da operatori professionali
che da troppo tempo sono tenuti in una situazione di
precariato e di incertezza, o che abbiano già preso parte a
procedure concorsuali, risultando idonei e dimostrando, così,
la loro affidabilità professionale.
Si contribuisce, così, alla stabilizzazione del personale
infermieristico in tutto il Paese, eliminando condizioni di
precarietà che si registrano in tante realtà e consentendo di
migliorare la qualità e il livello delle prestazioni sanitarie
erogate ai cittadini.
La riserva del 50 per cento dei posti vacanti, infine, non
pregiudica le legittime aspettative degli operatori
professionali neo-diplomati.
Si propone, di conseguenza, di introdurre nella legge 29
dicembre 2000 n. 401 ("Norme sull'organizzazione e sul
personale del settore sanitario") e, precisamente,
nell'articolo 2 - che prevede concorsi riservati in favore del
personale sanitario laureato cui sia stato conferito un
incarico provvisorio e che abbia prestato servizio per almeno
sedici mesi - due nuovi commi (1-bis e 1-ter).
A seguito di tale modifica si rende altresì necessario
integrare la rubrica del medesimo articolo 2.