XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4286
Onorevoli Colleghi! - Le isole minori della laguna di
Venezia rappresentano un patrimonio straordinario che
l'umanità intera ha il dovere di conservare.
Le isole della laguna di Venezia sono lo scrigno che
custodisce tesori d'arte e bellezze naturalistiche, insieme ad
attività umane, segni di saggezza e di cultura antica.
Nelle isole della laguna continuano a permanere produzioni
artigianali e industriali di assoluta qualità e di grande
storia.
Il vetro artistico di Murano, il merletto di Burano, la
produzione di imbarcazioni tipiche in legno - per tutte la
gondola - sono il risultato del sommarsi della conoscenza,
dell'arte, della cultura che migliaia di uomini hanno profuso
ed accumulato nel corso dei secoli.
Annualmente si svolgono manifestazioni culturali, sportive
e religiose, che attirano migliaia di residenti e di turisti;
manifestazioni che trovano la loro radice culturale nel credo
religioso, come nell'evento laico e civile.
Durante la millenaria storia della Repubblica di Venezia
le isole minori della laguna di Venezia hanno fornito alla
città di Venezia le verdure, le primizie, introvabili, nella
loro tipicità, in altra parte d'Italia.
Questo mondo, se non si interverrà con decisione, è
destinato ad un costante declino demografico, economico e
sociale, ambientale, disperdendo così una parte importante
della civiltà e della cultura della città di Venezia, di
Chioggia, di Cavallino-Treporti.
E' pure vero che la legislazione speciale per Venezia
prevede la possibilità per i comuni di intervenire, è tuttavia
necessario attivare risorse straordinarie ed una specifica
normativa che consenta di salvare questo mondo che custodisce
valori antichi.
Lo scopo della presente proposta di legge è quello di
richiamare costantemente l'attenzione dei comuni e dello Stato
sulla vita e sulle attività delle comunità che ancora vivono
nelle isole della laguna di Venezia.
Esistono, inoltre, nella laguna, isole che custodiscono i
segni della storia religiosa e civile di Venezia.
Isole come San Giorgio in Alga, San Giacomo in Paludo, il
Lazzaretto Nuovo, il Lazzaretto Vecchio, Santo Spirito,
Poveglia sono state per secoli la sede di attive comunità
religiose, se non addirittura luoghi fortificati (come
testimoniano recenti ricerche archeologiche) fin da quando
l'impero bizantino estendeva la sua influenza commerciale e
militare da Ravenna alla laguna di Venezia.
Oggi queste isole sono disabitate, oggetto dello scempio e
della rapina da parte dell'uomo, minacciate, nella loro stessa
integrità fisica, dal moto ondoso, dal dissesto idraulico cui
è soggetta la laguna. Queste isole corrono il rischio di
scomparire tra le acque della laguna, di essere dimenticate
dalla memoria umana come anticamente avvenne per Ammiana o per
Costanziaca.
Esistono progetti autorevoli per il recupero di queste
isole da parte di istituzioni nazionali ed internazionali,
civili e religiose. L'entità delle spese da sostenere ha
bloccato ogni iniziativa di recupero di queste isole.
Va segnalato, infine, come in isole come Torcello o San
Francesco del Deserto, entrambe dalla storia millenaria,
vivano ormai poche decine di abitanti privi di ogni servizio
elementare, o una laboriosa comunità di monaci.
Ci sono quindi tutte le motivazioni perché sia
giustificata la richiesta contenuta all'articolo 1 della
proposta di legge: lo Stato riconosce le isole della laguna
come poli di sviluppo sostenibile.
La sostenibilità ambientale è la scelta culturale,
economica e sociale verso la quale deve indirizzarsi l'umanità
intera per non compromettere definitivamente l'ecosistema in
cui viviamo. E' il più grande atto di responsabilità che
dobbiamo fare nei confronti delle generazioni future.
Le isole della laguna di Venezia sono state, nella storia,
esempio di convivenza tra uomo ed equilibrio naturale. La loro
rinascita passa necessariamente attraverso un nuovo patto tra
un nuovo modello di sviluppo e di vita e gli equilibri
naturali che, nei secoli, fino all'epoca
dell'industrializzazione, si erano consolidati nella
laguna.
Ciò potrà avvenire se si sosterranno le condizioni per
l'insediamento umano, se si adotteranno misure atte a
contenere il turismo invasivo e devastante, a rilanciare,
adottando tecnologie e metodi di produzione a basso impatto
ambientale, le produzioni vetrarie e cantieristiche, ad
incentivare lo spirito imprenditoriale, ad incentivare le
attività legate alla pesca che rispetta l'ambiente
lagunare.
All'articolo 1 sono indicate le finalità della legge e si
individua nei comuni di Venezia, di Chioggia, di
Cavallino-Treporti i soggetti attuatori. Lo Stato riconosce,
inoltre, le isole minori della laguna di Venezia come poli di
sviluppo sostenibile. Lo Stato finanzia i comuni sulla base di
specifici progetti.
All'articolo 2 sono indicate le modalità di finanziamento
della legge. Si introduce il principio secondo il quale le
finalità della legge possono essere perseguite anche
attraverso la legislazione ordinaria, evitando così di
sovraccaricare la legislazione speciale per Venezia. Inoltre,
si sottraggono così gli enti locali agli obblighi nella
destinazione dei fondi sanciti dalla legislazione speciale.
Annualmente i comuni presenteranno alla Presidenza del
Consiglio dei ministri, che li trasmetterà al Parlamento, i
progetti da finanziare, nonché la relazione illustrativa delle
finalità e dei risultati raggiunti o raggiungibili.
Agli articoli 3 e 4 sono contemplate le norme per regolare
il trasferimento ai comuni di beni già destinati a funzioni di
difesa nazionale. Va segnalato, infatti come alcune delle
isole di cui all'allegato A, annesso alla legge, siano tuttora
di proprietà del demanio militare dello Stato. Fin dall'epoca
napoleonica, infatti, alcune isole sono state destinate a
funzioni militari accentuandone, così, il declino. Oggi,
venute meno le ragioni e le destinazioni militari tali isole
possono essere recuperate a funzioni civili.
Il compendio costituito dall'Idroscalo G. Miraglia e dal
Forte di Sant'Andrea Vignole costituisce un unicum che
può essere utilizzato per insediamenti produttivi legati alla
nautica da diporto e alle attività legate al mare. Si
tratterebbe di una iniziativa attesa a Venezia da decenni.
Per facilitare un migliore rapporto tra le comunità
isolane e le funzioni amministrative, all'articolo 5 si
prevede la realizzazione di progetti di e-government.
Infine, all'articolo 6, si prevede l'istituzione dei
marchi di qualità ambientale.