XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4225
Onorevoli Colleghi! - La situazione del reclutamento
dei docenti e del precariato deve essere analizzata con
riferimento alle principali scelte legislative operate fino ad
oggi dal Governo Berlusconi:
a) il decreto-legge n. 255 del 2001, convertito,
con modificazioni, dalla legge n. 333 del 2001;
b) le leggi finanziarie per il 2002 e per il 2003
(leggi n. 448 del 2001 e n. 289 del 2002);
c) la legge n. 53 del 2003 recante "Delega al
Governo per la definizione delle norme generali
sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in
materia di istruzione e di formazione professionale".
La situazione nel settore, dopo l'approvazione della legge
n. 124 del 1999 e la riattivazione del sistema concorsuale che
ha portato negli anni 2001 e 2002 alla nomina di oltre 60.000
operatori scolastici, è stata caratterizzata dai seguenti
avvenimenti:
1) il decreto-legge 28 agosto 2000, n. 240, convertito,
con modificazioni, dalla legge n. 306 del 2000, ha sancito il
principio di un punteggio aggiuntivo per l'abilitazione delle
scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario
(SISS), rinviando la quantificazione dello stesso ad un
successivo decreto interministeriale;
2) il regolamento di cui al decreto del Ministro della
pubblica istruzione e del Ministro dell'università e della
ricerca scientifica e tecnologica 4 giugno 2001, n. 269, ha
individuato in trenta punti tale punteggio aggiuntivo;
3) nel luglio 2001 il Governo Berlusconi con il citato
decreto-legge n. 255 del 2001, convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 333 del 2001, in un quadro di modifiche del
sistema delle graduatorie, ha eliminato la quinta fascia e
unificato la terza e la quarta, prevedendo, tra l'altro,
l'equiparazione dei punteggi per i servizi prestati nelle
scuole paritarie a quelli statali;
4) il decreto direttoriale 12 febbraio 2002, pubblicato
nella ˆâ1Gazzetta Ufficiale, 4^ serie speciale, n. 14
del 19 febbraio 2002, ha confermato tale punteggio
aggiungendo, per i candidati provenienti dalle SISS, la
contestuale valutazione dei servizi prestati durante lo
svolgimento del corso di specializzazione. Tale doppia
valutazione è stata poi eliminata in seguito ai ricorsi
presentati;
5) il Governo Berlusconi, che ha dovuto procedere alle
nomine previste dalla legge n. 124 del 1999 nella misura di 60
mila unità stabilita nei contingenti (2000-2001; 2001-2002)
deliberati dal governo di centro-sinistra, per l'anno
scolastico 2002-2003, ha bloccato totalmente il sistema delle
nomine in ruolo omettendo di individuare il contingente
previsto dalla legge.
E', dunque, del tutto evidente che la modifica del sistema
delle fasce operata dal citato decreto-legge n. 255 del 2001
ha finito con il creare un inaccettabile sovvertimento di un
sistema regolamentato, dalla legge n. 124 del 1999, sulla base
di diritti acquisiti, in primo luogo quello della priorità di
nomina conseguente al requisito di aver svolto servizi di
insegnamento nella scuola statale, cioè con procedure
concorsuali e in condizioni spesso disagiate.
Alimentare la guerra tra le varie categorie di precari
finisce, infatti, con il far perdere di vista la scelta
essenziale dell'attuale Governo: la riduzione del numero degli
insegnanti prevista dalla legge finanziaria per il 2002 e
ribadita dalla legge finanziaria per il 2003 e la mancata
immissione in ruolo degli aventi diritto.
Il Governo, che nella prima fase aveva fatto intendere di
privilegiare i frequentanti le SISS, anche perché sembravano
costituire il terreno strategico favorevole alle ipotesi di
chiamata diretta, sotto la pressione esercitata dai precari in
servizio e dai vincitori di concorso ordinario, ha cambiato
improvvisamente linea, sconfessando la tesi del punteggio
aggiuntivo attribuito in esclusiva alla frequenza delle
SISS.
Tale manovra era iniziata nella seduta della Commissione
cultura del Senato della Repubblica, del 16 ottobre 2002,
quando era stato approvato un ordine del giorno, proposto
dalla maggioranza di centro-destra, con il quale il Senato
stesso, in sede di conversione del decreto-legge 25 settembre
2002, n. 212, recante "Misure urgenti per la scuola,
l'università e la ricerca scientifica e tecnologica e l'alta
formazione artistica e musicale", impegnava il Governo, ai
fini della formazione delle graduatorie permanenti previste
dall'articolo 401 del testo unico di cui al decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive
modificazioni, ad assicurare parità di trattamento
nell'attribuzione del punteggio a coloro che avessero
conseguito la specifica abilitazione a seguito di
partecipazione a procedure concorsuali o abilitanti e a coloro
che avessero conseguito l'abilitazione a seguito di
superamento dell'esame di Stato al termine delle SISS.
Anche alla Camera dei deputati, in sede di conversione del
citato decreto-legge 25 settembre 2002, n. 212, era stato
approvato un ordine del giorno che impegnava il Governo a
rivedere i criteri di inclusione nelle graduatorie permanenti
riconoscendo un valore aggiuntivo ai servizi prestati,
valutando tutti i titoli di studio e di cultura e valorizzando
i percorsi di formazione e di specializzazione
universitarie.
La presente proposta di legge vuole disciplinare
correttamente la materia: prevede, tra l'altro, il raddoppio
del punteggio per i servizi prestati nelle scuole statali e la
messa a disposizione di un contingente di posti ai futuri
specializzati in sede universitaria, per opporre
un'alternativa valida alla aberrante ipotesi di chiamata
diretta stabilita dall'articolo 5 della legge n. 53 del
2003.
Tra i numerosi ordini del giorno presentati e accolti
dalla Camera dei deputati in occasione dell'approvazione della
citata legge delega n. 53 del 2003, ve ne sono alcuni che
prevedono di fatto l'annullamento del punteggio aggiuntivo ai
candidati provenienti dalle SISS. Si tratta con tutta evidenza
solo dell'ultimo atto di questo balletto poco edificante
compiuto dal Governo e dalla maggioranza parlamentare.
Noi confermiamo la validità delle scelte compiute con la
legge n. 124 del 1999 che si propongono di tutelare in maniera
equilibrata gli interessi delle diverse categorie e
stigmatizziamo la scelta del Governo di ridimensionare
l'organico per privatizzare più agevolmente il servizio
scolastico.
Infatti agli 8.500 posti tagliati nell'anno scolastico in
corso si aggiungeranno i 12.000 del prossimo anno e i 12.000
di quello successivo. Occorre, a nostro avviso, riconoscere
chiaramente che contro l'attacco all'integrità della scuola
pubblica, in atto anche attraverso le forme di precarizzazione
di massa che si vogliono cronicizzare, l'unico obiettivo
veramente unificante le varie categorie di aspiranti docenti e
produttivo di risultati concreti è quello di ripristinare
l'automatismo annuale nell'individuazione dei posti destinati
alle nomine a tempo indeterminato.
E' evidente che non possiamo fornire alcun sostegno a
posizioni ciecamente corporative che ignorano gli obiettivi di
politica scolastica perseguiti dalla destra e che cercano
unicamente di far prevalere la logica del più forte.
La legge n. 124 del 1999, contro cui si è battuto il
centro destra quando era all'opposizione, si poneva proprio
l'obiettivo di eliminare il fenomeno del precariato che
dequalifica e penalizza la scuola pubblica.
La presente proposta di legge, prevede, quindi, il
superamento del filtro governativo sulle nomine, frutto della
politica di austerità necessaria per l'ingresso dell'Italia
nell'Europa, oltre che la realizzazione di ulteriori
specifiche misure. Si tratta di un progetto aperto al
confronto parlamentare, convinti come siamo che la qualità
della scuola pubblica si gioca, anche e soprattutto, sulla
qualità delle politiche di formazione e di reclutamento dei
docenti.
Gli obiettivi che si propone la presente proposta di legge
sono, pertanto, i seguenti:
1) incarichi a tempo indeterminato su tutti i posti
vacanti ripristinando il sistema dell'automatismo nella messa
a disposizione annuale dei posti vacanti. Tali obiettivi sono
ignorati negli ordini del giorno presentati in materia dalla
maggioranza di Governo (articolo 1, comma 1);
2) rifiuto di ogni ipotesi di chiamata diretta, e
trasformazione graduale delle graduatorie permanenti in
graduatorie ad esaurimento (articolo 2, comma 3);
3) raddoppio della valutazione dei servizi prestati
nelle scuole statali, per riequilibrare la collocazione in
graduatoria dei precari storici sia rispetto agli aspiranti
provenienti dalle SISS sia rispetto a quelli provenienti dalle
scuole private (articolo 1, comma 2);
4) messa a disposizione di una percentuale dei posti dei
concorsi ordinari per gli abilitati in sede di formazione
universitaria (articolo 2, comma 1);
5) inserimento degli attuali idonei, con il rispettivo
punteggio, nelle prossime graduatorie dei concorsi ordinari
(articolo 2, comma 2);
6) blocco dell'operazione di smantellamento
dell'organico della scuola pubblica (articolo 2, comma 3).