XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4182
Onorevoli Colleghi! - In ambito maxillo-odontostomatologico
e, più in generale, in ambito odontoiatrico si sta diffondendo
l'utilizzo della tecnologia laser per molteplici
procedure, dalla rimozione della carie, all'escissione di
lesioni tumorali, dalla sterilizzazione dei canali radicolari
infetti al trattamento delle discromie dentarie, con risultati
senza dubbio più soddisfacenti in paragone alle tradizionali
metodiche, come la recente letteratura internazionale ci
comunica.
L'avvento di questa tecnologia ha determinato un
accresciuto interesse al riguardo e contemporaneamente si è
assistito in questi ultimi anni ad un notevole incremento
delle vendite di attrezzature laser agli studi
dentistici.
Pur valutando positivamente la validità di tali
attrezzature, non possiamo non osservare che, ad oggi, non vi
è alcuna preparazione specifica all'uso di esse, né l'autorità
amministrativa impone corsi di aggiornamento o specifiche
nozioni nel corso di studi; l'apprendimento è affidato
esclusivamente ai dimostratori scientifici delle varie aziende
produttrici, i quali non possono avere una preparazione
esaustiva in merito.
Ad oggi i laser sono inseriti nella categoria degli
"apparecchi elettromedicali"; indubbiamente una dimensione
restrittiva e limitativa se si considera che rispetto ad essi
i laser presentano peculiari caratteristiche di
interazione con i tessuti umani.
Sul mercato sono presenti diverse tipologie di laser,
ognuna con la sua specifica lunghezza d'onda e con
specifiche interazioni. La fabbricazione, la distribuzione ed
il marketing sono disciplinati dalla normativa
comunitaria (ulteriori specifiche di prodotto sono previste in
Germania); questa normativa però ha ad oggetto la qualità di
fabbricazione, ma non regolamenta l'uso da parte dei
professionisti, né tutela la salute del paziente da un punto
di vista medico-legale. Si consideri inoltre che la mancanza
di una normativa in materia consente l'utilizzo delle
apparecchiature anche a personale non specializzato e non
laureato, mentre d'altro canto i campi in cui è in grado di
spaziare questa tecnologia, le cui prime applicazioni
risalgono agli anni '80, si vanno sempre più ampliando.
Pertanto, il senso della presente proposta di legge
consiste nel prevedere una preparazione di tipo universitario
per coloro che seguiranno o stanno seguendo i corsi di laurea
o li hanno appena conclusi e consente l'utilizzo delle
apparecchiature laser ai circa 46.000 professionisti
odontoiatri oggi esistenti a fronte di un attestato di livello
universitario.
L'articolo 1 classifica le apparecchiature laser
utilizzate in odontoiatria quali strumentazioni
medico-chirurgiche. Se ne ammette l'utilizzo a fronte di un
attestato di natura universitaria. L'Ordine nazionale dei
medici chirurgici ed odontoiatri collabora con il Ministero
della salute alla stesura delle linee guida per l'utilizzo di
questa particolare attrezzatura, coinvolgendo le diverse
associazioni odontoiatriche che la utilizzano sul campo. Nel
decreto contenente le linee guida d'utilizzo sono stabilite
anche le sanzioni per la violazione delle disposizioni della
legge.
Il comma 3 detta le tematiche sulle quali dovranno essere
indicate le linee guida; di particolare interesse è la
istituzione di una banca dati centralizzata, che viene
alimentata mediante informatizzazione delle schede-paziente
rilevate sul campo. Sostanzialmente si tratta della
comunicazione e dell'informatizzazione ai fini statistici e
statistico-epidemiologici della scheda (cartacea o
informatizzata) che il professionista già redige.
Il comma 4 prevede azioni in sede comunitaria per il
riconoscimento delle norme di utilizzo del laser e dei
relativi attestati professionali.
Con l'articolo 2 si determina il percorso legale tramite
il quale viene riconosciuta la capacità professionale
all'utilizzo della tecnologia laser: corsi universitari
che gli atenei, nell'ambito della propria autonomia,
organizzano come meglio reputano (esame teorico-pratico, esame
pluriennale, tirocinio, perfezionamento, specializzazione);
individuazione di centri di eccellenza cui affidare i corsi.
La norma valorizza il ricchissimo patrimonio di associazioni
odontoiatriche italiane, riconoscendone le alte funzioni sia
per quel che riguarda l'aggiornamento professionale sia per
quel che riguarda la ricerca e l'innovazione, in sostanza
equiparandole, in questo ambito, ai centri di eccellenza.
L'attivazione dei corsi universitari è a carico dei
bilanci degli atenei, mentre i corsi post-universitari possono
essere posti a carico degli utenti.
Un'ultima osservazione riguarda gli igienisti dentali la
cui collocazione giuridica è incerta, potendo essi a tutt'oggi
usufruire di un attestato universitario dopo tre anni di
corso, ma non di una laurea e dell'iscrizione all'ordine dei
medici chirurgici ed odontoiatri; va segnalato che da circa
due anni è stato istituito il corso di laurea di igienista
dentale della durata di cinque anni, per cui vedremo i primi
laureati dopo il 2005. In ogni caso un divieto di utilizzo del
laser da parte di questa figura professionale sembra
eccessivo, potendo essa attualmente intervenire direttamente
nei confronti dei pazienti per talune tipologie abbastanza
semplici di interventi, quali ad esempio la pulizia o lo
sbiancamento dei denti.
In attesa di una migliore configurazione giuridica sia
delle varie figure professionali in campo odontoiatrico, sia
del profilo degli igienisti dentali, si prevede per questi
ultimi, l'utilizzo delle apparecchiature laser soltanto
nella modalità "a bassa potenza" secondo le limitate
competenze che la legge ad essi attualmente affida.
Con l'articolo 3, infine, si dettano le disposizioni
transitorie e si disciplinano le sanzioni.
Da ultimo si ringraziano il dottor Manlio Curti,
Presidente dell'Accademia italiana odontoiatria laser
(AIOLA) ed il dottor Mauro Orefici, Presidente della
Società italiana maxillo odontostomatologica (SIMO), operante
presso l'istituto Eastman, senza la cui preparazione e
determinazione non sarebbe stato possibile predisporre la
presente proposta di legge, che si raccomanda all'approvazione
dei colleghi.