XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4153
Onorevoli Colleghi! - Le modifiche introdotte al titolo
V della parte seconda della Costituzione ed in particolare
all'articolo 117 (legge costituzionale n. 3 del 2001) hanno
suggerito un adeguamento della disciplina in materia di
spettacolo dal vivo ai princìpi ispiratori di tali modifiche.
L'orientamento federalista dell'articolo 117 ed il nuovo
assetto dei rapporti tra Stato e regioni trovano adeguato
riscontro nella formulazione con cui la proposta di legge si
presenta, avendo come obiettivo la semplificazione,
l'armonizzazione e la razionalizzazione del panorama
legislativo dello spettacolo dal vivo quale bene culturale e
strumento indispensabile di consociazione civile e di
affermazione dell'identità nazionale. Dopo l'emanazione della
legge "madre" del 1985 (legge n. 163), istitutiva del Fondo
unico per lo spettacolo, provvedimento di carattere economico
che rinviava a leggi "figlie", mai varate dal Parlamento, la
regolamentazione dei diversi settori dello spettacolo, la
presente proposta di legge rappresenta un organico e snello
strumento normativo, di princìpi e indirizzi, che pone al
centro dell'attenzione non più gli operatori culturali, bensì
la collettività, unica destinataria dell'intervento
pubblico.
La proposta di legge, che prevede il coinvolgimento di
diversi Ministeri per la valorizzazione dello spettacolo dal
vivo, dall'educazione alla formazione, dalla informazione alla
omogenea diffusione sia in Italia che all'estero, rappresenta
una prima concreta risposta al riformato articolo 117 della
Costituzione. Delinea infatti un modello istituzionale fondato
sulla pari dignità dello Stato, delle regioni, dei comuni e
delle province, chiamati a realizzare un modello di
"federalismo" sussidiario e solidale che trova applicazione
attraverso: l'accordo di programma, ovvero una convenzione
pluriennale tra lo Stato ed ogni singola regione, in cui
fissare gli obiettivi e le priorità, l'elenco di iniziative,
il livello di investimento economico statale e locale; la
introduzione di un fondo perequativo per la realizzazione di
interventi in favore di aree meno servite e per sostenere la
presenza omogenea delle attività dello spettacolo.
Altro elemento cardine della proposta di legge è quello
relativo alla sussidiarietà orizzontale, ovvero alla creazione
dei presupposti necessari per attrarre capitali privati e per
agevolare ed incentivare fiscalmente le attività dello
spettacolo. Particolare attenzione viene riservata alla
istituzione di un soggetto intermediario per la cultura, quale
strumento economico del Ministero per i beni e le attività
culturali per il sostegno e lo sviluppo dello spettacolo dal
vivo e volano per gli investitori, anche finanziari, che
vogliano destinare risorse al settore.
La proposta di legge persegue altresì l'obiettivo di
riformare e semplificare gli organi consultivi, la cui
funzione è quella di esprimere pareri sulle attività. Se ne
propone il drastico ridimensionamento e la istituzione di una
Consulta dello spettacolo dal vivo, presieduta dal Ministro
per i beni e le attività culturali e composta da ventuno
membri, cinque per ognuno dei settori, cinema, teatro, musica,
danza, circhi e spettacoli popolari, tra esperti dei diversi
ambiti dello spettacolo, previo parere delle Commissioni
parlamentari competenti.
Con gli interventi previsti dalla presente proposta di
legge si vuole perseguire l'obiettivo di riformulare il
sostegno pubblico allo spettacolo dal vivo, in base
all'efficacia conseguita in termini di valore aggiunto per la
collettività, per la valenza artistica dei progetti, per il
servizio sociale garantito e per i livelli occupazionali
assicurati.
Tra gli obiettivi che la proposta di legge intende altresì
conseguire vi è quello di prefigurare nuovi modelli
gestionali, nonché di riorganizzare, semplificare e
sburocratizzare gli enti, gli organismi e le istituzioni
pubblici nonché le iniziative la cui attività sia
prevalentemente sostenuta dalla mano pubblica, di cui si
ridefiniscono, altresì, le finalità.
La parte settoriale della proposta di legge è volutamente
scarna ed essenziale per l'intento di delineare princìpi di
carattere generale la cui esplicazione viene demandata ad
appositi regolamenti di attuazione che consentano
periodicamente la revisione delle disposizioni tecniche alla
luce delle incessanti modificazioni della realtà dello
spettacolo.
La presente proposta di legge rappresenta l'occasione
storica per il nostro Paese di colmare un disimpegno
riformatore e di proporsi in maniera moderna verso la
promozione culturale, per affermare lo spettacolo dal vivo
quale momento strategico di crescita artistica, sociale,
occupazionale ed economica della nazione, e riconoscere ai
beni culturali lo status di "industria pulita" in grado
di "disinquinare le menti".