XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4149
Onorevoli Colleghi! - I dati acquisiti dimostrano come
in Italia il fenomeno degli scomparsi sia in costante,
esponenziale crescita. Ogni anno arrivano agli uffici di
polizia almeno 20 mila segnalazioni che riguardano gli adulti
e circa 2 mila i minori.
Solo la trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?" ha
trattato, in quindici anni di attività, oltre 2.500 di questi
casi. Il 60 per cento delle scomparse è dovuto ad
allontanamenti volontari che 9 volte su 10 si risolvono o con
il ritorno della persona che si era allontanata o, comunque,
con un contatto di quest'ultima che ribadisce la volontarietà
della scelta; 40 volte su 100 si tratta, invece, di scomparse
non volontarie e purtroppo in tali casi è molto rara la
risoluzione del mistero che inevitabilmente le circonda.
A cominciare dal fisico Ettore Majorana, scomparso nel
1938, per continuare con Emanuela Orlandi e Mirella Gregori,
le due adolescenti sparite nel 1983, Federico Caffè,
l'economista che si eclissò nel 1987, Davide Cervia, il
tecnico di armi elettroniche sparito da Velletri nel 1990,
Paolo Adinolfi, il magistrato scomparso nel 1994.
Come non ricordare poi i casi di Cristina Golinucci,
scomparsa il 1^ settembre 1992, o di Simona Floridia,
scomparsa il 16 settembre dello stesso anno, o di Elisa Claps,
scomparsa il 12 settembre 1993, o di Letizia Teglia, di cui
non si ha più alcuna notizia dal 30 agosto 1995?
Ed ancora Angela Celentano, scomparsa nel 1996 durante una
gita sul monte Faito, e i 1.040 minori (366 italiani e 674
stranieri) che, secondo dati della Criminalpol, risultano
ancora da rintracciare. Tutti fascicoli aperti e tutto lavoro
ancora da fare per gli investigatori.
Gli accordi internazionali, il "Sistema di informazione
Schengen" (Sis) nonché i contatti in tempo reale con i 178
Paesi dove opera l'Interpol, aiutano molto la possibilità di
localizzare le persone che cercano di sparire. Permangono però
ancora molti casi avvolti nel mistero.
Negli ultimi anni vi sono stati, dentro e fuori i nostri
confini, alcuni tentativi di intervenire sul problema, ma
manca ancora, soprattutto nel nostro Paese, un coordinamento
centrale.
In rete ci sono alcuni siti di questure, comuni e
province, con uno spazio apposito dedicato a persone di cui
nessuno ha più notizie e un alcuni casi, come la questura di
Torino, indicano a chi rivolgersi per formalizzare la
denuncia. In questi siti, come in quelli delle questure di
Reggio Emilia o di Cosenza, si trovano fotografie e schede
delle persone da ritrovare.
In lingua inglese e spagnola è il National Centerfor
missing and exploited children (NCMEC), un'organizzazione
no-profit riconosciuta dal Dipartimento di giustizia
statunitense, che dal 1984 si occupa in modo intensivo di
abusi e sparizioni di minori. Ha lavorato su oltre 62.000 casi
di bambini scomparsi, di cui 44.000 sono stati ritrovati. Si
può aiutare il NCMEC mettendo un banner sul proprio
sito, diventando uno dei volontari o facendo circolare le foto
delle persone scomparse. Nel sito del NCMEC sono anche
presenti una serie di link per la prevenzione e un
quiz per valutare il grado di sicurezza della condotta
di genitori e figli.
Solo per la parte che riguarda i casi di bambini e di
adolescenti, il sito europeo di "Persone scomparse" ha quattro
sezioni in ordine alfabetico e cliccando sulle fotografie si
possono leggere le schede informative. L'idea di base di
questa iniziativa è di sfruttare l'universalità della rete per
diffondere il più possibile informazioni riguardanti bambini e
adulti che si vorrebbero ritrovare e di cui spesso non si sa
neanche perché e come siano potuti scomparire. Il sito non è
riferito a individui maggiorenni che di propria volontà sono
voluti fuggire lontano.
Presto dovrebbe essere operante il sito
"www.missingkids.it", di matrice americana, al quale
collabora un pool di funzionari della Criminalpol e che
si aggiungerà alle diverse pagine web già aperte da
alcune procure della Repubblica. Obiettivo: mettere in rete,
facilitandone la diffusione e l'accesso, tutti i dati sulle
persone, adulti e bambini, scomparse in Italia.
Tra le varie esperienze poste in essere, va ricordata in
Svizzera la "Commissione intercantonale di Polizia giudiziaria
responsabile della ricerca delle persone scomparse" istituita
nel 1992 dalla Commissione svizzera contro la criminalità. La
Commissione, composta da rappresentanti di tutte le Forze di
polizia, si riunisce periodicamente per analizzare lo stato
delle indagini sui casi di scomparsa involontaria.
In Australia è stata istituita una banca dati di campioni
di DNA di persone scomparse, a seguito della soluzione di due
casi di persone scomparse grazie all'abbinamento da parte
della polizia scientifica di frammenti di osso con esemplari
di saliva ottenuti dai genitori delle due persone. I familiari
di oltre 400 persone scomparse nello Stato australiano del
Nuovo Galles del Sud sono stati così chiamati a fornire alla
polizia esemplari di DNA per aiutare ad identificare eventuali
resti.
In Italia, proprio perché non ci si rassegni, anche a
distanza di anni, all'accettazione di una burocratica
"archiviazione" dei casi di scomparsa, e si continui invece a
cercare e ad indagare, si è costituita a Potenza
l'associazione Penelope, aperta ai familiari e agli
amici di tutte le persone scomparse in Italia e delle quali
non si ha a tutt'oggi traccia. Le famiglie che hanno aderito a
Penelope hanno in comune legami spezzati, affetti persi
e mai più ritrovati, lacrime versate senza mai una spiegazione
valida, senza che nessuno abbia mai bussato alle loro porte
per dire dove sia finito quel volto, chi abbia incrociato
quello sguardo, che fine abbia fatto quella storia.
Ed è proprio per restituire una speranza a tali famiglie
che è stata redatta la presente proposta di legge, al fine di
creare un maggiore coordinamento tra le Forze dell'ordine e
garantire alle famiglie un maggiore sostegno da parte delle
istituzioni.
La proposta di legge si compone di nove articoli.
L'articolo 1 prevede l'istituzione, presso il Ministero
dell'interno, del Comitato nazionale interforze sulle persone
scomparse. Il Comitato ha il compito di monitorare i casi di
persone scomparse sul territorio, valutare lo stato delle
indagini ed assumere iniziative che possono favorire la
ricerca delle persone scomparse.
L'articolo 2 istituisce il comitato provinciale sulle
persone scomparse, presieduto dal prefetto. Questo Comitato
vuole essere una sorta di unità di crisi che si viene a
costituire nell'immediatezza della scomparsa della persona, al
fine di non disperdere elementi utili alle indagini.
L'articolo 3 istituisce presso il Casellario centrale di
identità del Ministero dell'interno una banca dati nazionale
sulle persone scomparse in modo da dotare il nostro Paese di
uno strumento indispensabile per diffondere foto e
segnalazioni relative alle persone scomparse.
L'articolo 4 istituisce, sul modello australiano, la banca
dati nazionale di campioni di DNA di persone scomparse.
L'articolo 5 prevede l'istituzione dell'Ufficio centrale
obitori, al fine di consentire una più rapida identificazione
di cadaveri non riconosciuti.
Con l'articolo 6 si vuole istituire il Fondo di
solidarietà per i familiari delle persone scomparse. Le spese
che i familiari di persone scomparse sostengono sono
estremamente onerose e, spesso, al profondo e drammatico
dolore per la scomparsa del proprio congiunto, si unisce anche
la disperazione di non avere risorse sufficienti per favorirne
il ritrovamento.
L'articolo 7 prevede l'istituzione, presso il Ministero
dell'interno, del numero verde sulle persone scomparse. La
duplice esperienza positiva del numero verde antiusura e di
quello antitratta attestano la validità dello strumento.
L'articolo 8 affronta il problema dei permessi dal lavoro
che spesso i familiari delle persone scomparse sono costretti
a chiedere. L'articolo prevede un monte ore complessivo di
permessi annuali retribuiti.
L'articolo 9, infine, reca la copertura finanziaria della
legge.
Dall'articolato si evince come la ratio della
proposta di legge è duplice: da un lato vi è la volontà di
creare un meccanismo di coordinamento tempestivo delle
indagini, dall'altro si vuole evitare che una tragedia come la
scomparsa di un congiunto pesi esclusivamente sulla sola
famiglia o sul buon cuore delle comunità di appartenenza.
Come è stato più volte affermato dalle famiglie aderenti a
Penelope, l'intero Paese ha una precisa responsabilità
nei confronti dei congiunti delle persone scomparse:
"sostenervi quando vi arrendete, incoraggiarvi quando vi
perdete d'animo, parlare e gridare quando le vostre bocche
ormai non hanno più niente da dire. A noi non è concessa la
resa, perché a nessuno è mai concesso l'indifferenza, l'apatia
e il disinteresse soprattutto quando in gioco c'è la vita
delle persone".
Ed è per le persone scomparse e per le loro famiglie che
ci si augura che la proposta di legge possa trovare sostegno
bipartisan e possa essere presto approvata
dall'Assemblea di Montecitorio.