XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 4113




        Onorevoli Colleghi! - Le protesi mammarie sono disciplinate da una apposita normativa dell'Unione europea, la direttiva 93/42/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, concernente i dispositivi medici, come modificata dalle direttive 98/79/CE del Parlamento europeo del Consiglio, del 27 ottobre 1998, 2000/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2000, e 2001/104/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 dicembre 2001, relative ai requisiti fondamentali in materia di qualità e sicurezza ai quali le protesi mammarie devono rispondere per garantire la sicurezza e la tutela della salute (la citata direttiva 93/42/CEE è stata recepita con decreto legislativo n. 46 del 1997). Nonostante la citata normativa comunitaria stabilisca obblighi, in materia di etichettatura e di informazione ai pazienti ed ai medici, che fanno capo ai produttori di protesi mammarie, sempre più frequentemente si verificano episodi sia di contenzioso tra pazienti e medici a causa di impianti protesici mammari, sia episodi che costringono i pazienti a frequenti interventi chirurgici di rimozione e di reimpianto delle protesi installate.
        E' noto che le protesi mammarie sono impiegate sia nella chirurgia ricostruttiva a seguito di neoplasie della mammella, sia nella chirurgia estetica.
        E' altresì noto che ne esistono diversi tipi a seconda del materiale di riempimento della protesi, che può variare in relazione alla consistenza, alla durata presunta, alla migrazione molecolare, e alla migliore biocompatibilità.
        Non esistono a tutt'oggi rilevazioni ufficiali o dati completi sul numero di pazienti che si sottopongono ad un intervento di chirurgia ricostruttiva o estetica al fine dell'impianto di protesi.
        Occorrerebbe provvedere alla disarticolazione, regione per regione, dei dati provenienti dalle schede di dimissione ospedaliera o dai DRGS pagati alle strutture private accreditate dal Servizio sanitario nazionale. Sarebbe inoltre opportuno analizzare il fenomeno e tenerlo sotto controllo poiché la protesizzazione, al pari di qualsiasi altro intervento chirurgico, può recare con sé importanti effetti collaterali.
        Occorre, insomma, che chi intende sottoporsi ad un intervento di impianto protesico mammario sia consapevole che le protesi hanno una durata variabile a seconda del tipo usato e che comunque dovranno essere sostituite; in sintesi, sia consapevole del rapporto globale costi-benefìci dell'intervento chirurgico protesico.
        L'Unione europea ha sollecitato gli Stati membri ad adottare provvedimenti a livello nazionale rivolti alla più completa informazione dei cittadini affinché essi, una volta informati, possano assumere la propria decisione attraverso un apposito atto scritto di consenso; e affrontino questi tipi di intervento avuto riguardo alla soglia minima di età consigliata per sottoporsi alla chirurgia protesica mammaria.
        E' dunque necessario che il nostro Paese, al pari di Belgio, Francia, Germania, Danimarca, Olanda, Spagna e Gran Bretagna, adegui la propria normativa alle esigenze di una corretta informazione, di una scelta consapevole, di tutela della qualità degli impianti protesici mammari al fine di garantire la salute dei cittadini nel rispetto della loro privacy, mettendo così le basi per una ricerca corretta in questo campo e per un attento monitoraggio del percorso "protesi-rimozione della protesi" sempre attuato a tutela della salute pubblica.
        La presente proposta di legge prevede l'istituzione del Registro nazionale degli impianti protesici mammari e dei relativi registri regionali, con la finalità di raccogliere i dati relativi a tempi, metodi e qualità delle protesi impiantate, finalità, modalità di controllo e tempi di rimozione e di reimpianto delle stesse al fine di monitorare i pazienti, nonché di attivare studi e ricerche sulle protesi stesse e sugli eventuali effetti collaterali derivanti dai loro impianti.




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