XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4112
Onorevoli Colleghi! - "Troppo giovani per la pensione,
troppo anziani per il lavoro": potrebbe essere questa, in
sintesi, la situazione paradossale in cui si trovano almeno
600.000 lavoratori nel nostro Paese. La presente proposta di
legge punta ad offrire una possibilità per il reinserimento di
questi soggetti espulsi ancora giovani dal mondo del
lavoro.
Solo nel corso dello scorso anno, infatti, sono stati
oltre 70.000 i lavoratori precocemente espulsi dal lavoro
(quarantacinque-sessantacinque anni), ai quali non viene
riconosciuto il diritto alla pensione, di cui 6.000 sono
dirigenti industriali. Dai dati forniti dalla Confindustria,
come risulta dall'indagine in corso da mesi presso la
Commissione Lavoro, previdenza sociale del Senato della
Repubblica, si ricava anche che solo uno su quattro di questi
lavoratori ha qualche reale possibilità di trovare una nuova
occupazione. Per queste persone è necessario, a nostro parere,
un intervento particolare, stante proprio la difficoltà del
loro reinserimento nel circuito del mercato del lavoro.
Occorre, inoltre, segnalare un dato significativo dal
punto di vista politico: mentre da più parti, ai fini del
risparmio della spesa pensionistica, si intendono adottare
iniziative per prolungare la vita lavorativa, è già accaduto
che l'80 per cento dei dirigenti industriali - negli ultimi
cinque anni - sia ricorso alla pensione d'anzianità, come
risulta dai dati dell'Istituto nazionale di previdenza per i
dirigenti di aziende industriali (INPDAI). In venti anni
l'INPDAI è passato da un rapporto da 6 a 1 fra lavoratori e
pensionati ad un rapporto di 0,8 a 1. Rispetto a questo
fenomeno di espulsione dalle attività lavorative in crescita
così rapida e con caratteristiche preoccupanti, visto anche
l'aumento dell'aspettativa media di vita (fra le più alte del
mondo), è necessario ricercare una soluzione in una
prospettiva a medio e a lungo termine, visto che l'età a
rischio di allontanamento dalle aziende - in particolare per
le professioni della fascia medio-alta - si sta
progressivamente abbassando.
Nel frattempo, occorre riflettere e agire anche sulla
condizione di quelle migliaia di ex-lavoratori che si trovano
privati di qualsiasi forma di reddito, dovendo attendere anni
per raggiungere il diritto alla pensione.
Siamo, peraltro, coscienti che il problema della
disoccupazione in età matura è oggi un aspetto inquietante in
tutto il mondo occidentale. La relazione introduttiva alla
Conferenza dell'Unione europea su occupazione e sistemi
pensionistici, del 4 febbraio 2002, a firma di Anna
Diamantopoulou, Commissario europeo responsabile per
l'occupazione e affari sociali, ha concentrato l'attenzione
sulla disoccupazione in età matura ed invita gli Stati membri
ad un maggiore impegno nell'individuare soluzioni idonee per
affrontare questa nuova emergenza sociale. Diversi studi
confermano questi dati: da una recentissima ricerca dell'ISFOL
dal titolo "Prolungamento della vita attiva e politiche del
lavoro", che fornisce dati ed analisi approfondite sulla
gravità di questo fenomeno in Europa e in Italia, a quella
prodotta dalla Adecco, una delle più quotate agenzie di lavoro
interinale, che afferma che un terzo dei disoccupati nella
Unione europea sono cittadini in età matura.
Si tratta, quindi, di un fenomeno che riguarda molti Paesi
e che non è riconducibile solo a motivazioni legate al costo
del lavoro o alla flessibilità. Un fattore determinante,
all'origine di questo trend, va ricercato nella diversa
organizzazione delle attività produttive, indotta da un
crescente livello di automazione, che porta a sminuire il
valore dell'esperienza lavorativa e dei criteri di
responsabilizzazione delle risorse; né va, infine, dimenticata
l'applicazione, acritica, di teorie dell'organizzazione del
lavoro (young-in, old-out), importate in occidente dai
modelli di sviluppo industriale del far east e degli
USA.
Oltre a ciò, questa categoria di lavoratori si trova,
dunque, fortemente penalizzata a causa dell'attuale
organizzazione del mercato del lavoro italiano, che non
consente loro un reinserimento nel mondo lavorativo. Il
problema è soprattutto di natura generazionale, in quanto per
i lavoratori ultraquarantacinquenni le prospettive di
occupazione sono ridotte a causa anche degli scarsi incentivi
e delle attuali tipologie contrattuali che minano
continuamente la loro quota di mercato, continuando a farli
soffrire di una difficile condizione di accesso e di
permanenza sul mercato del lavoro.
La proposta di legge intende proporre soluzioni "a
ventaglio", che consentano il rientro di queste persone nel
mondo del lavoro, attraverso una serie di possibilità:
incentivi per le assunzioni, percorsi formativi specifici,
previsioni di favore per l'affidamento di appalti da parte
delle pubbliche amministrazioni e benefìci per favorire la
formazione di imprese individuali o societarie e cooperative,
con l'estensione a questi soggetti delle norme già esistenti,
come, ad esempio, quelle per le cooperative sociali e i
contratti di formazione e lavoro.
Il problema dei lavoratori in età matura espulsi
precocemente dal lavoro e che si trovano soli ad affrontare il
dramma della disoccupazione è ormai all'attenzione da anni. Il
problema, poi, si pone in modo più accentuato per i lavoratori
in età matura espulsi individualmente rispetto a quelli che
hanno subìto la stessa sorte, ma con grandi gruppi
industriali. Questi ultimi, grazie all'attenzione dei media
e dalla loro numerosità sono riusciti ad ottenere
condizioni di uscita maggiormente protette. I primi, invece,
sono totalmente indifesi e soggetti spesso a condizioni di
uscita non tutelate o fortemente "concordate". Per questi si
vengono a creare anche disagi per via della non riconosciuta
condizione di disoccupati, che precludono l'accesso alle varie
forme di protezione sociale.
E' dunque ora di compiere un primo passo: la proposta di
legge intende fornire soluzioni - anche se parziali - alle
difficoltà vissute da una parte importante del mondo del
lavoro, che costituisce una risorsa dimenticata per il nostro
Paese.
Per questi motivi i presentatori si augurano un esame e
un'approvazione in tempi rapidi della proposta di legge.