XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4061
Onorevoli Colleghi! - Diverse argomentazioni hanno
impedito, per lungo tempo, l'apertura di nuove case da gioco
sul territorio nazionale. Impedimenti pseudomoralistici hanno
ignorato, deliberatamente, forme di presunto gioco d'azzardo
istituzionalizzate, mentre nulla impediva l'apertura e il
funzionamento di quattro case da gioco a Sanremo, Campione
d'Italia, Saint Vincent e Venezia. Tali strutture hanno,
attualmente, utili per milioni di euro, danno lavoro a
migliaia di persone e favoriscono l'incremento del reddito e
l'attrazione turistica in tali località. Non a caso, essendo
le uniche ad essere autorizzate, per entrare in queste case da
gioco, occorrono tempi lunghissimi e all'interno l'ambiente è
affollatissimo; inconvenienti che tolgono al momento
ricreativo qualsiasi motivazione mentre gli ospiti, senza
dubbio, gradirebbero momenti di serena amenità di cui è
portatrice l'attività ludica. Per non parlare dell'enorme
flusso di italiani che si trasferiscono all'estero proprio per
dedicarsi alla frequentazione di case da gioco con tutto ciò
che ne consegue in termini di spesa.
Non si può continuare a nascondere la testa sotto la
sabbia adducendo motivi di opportunità a sostegno del divieto
di apertura di nuove case da gioco, quasi che ciò potrebbe
essere inteso come un incoraggiamento dello Stato al gioco
d'azzardo; mentre si fa finta di niente quando, ormai, oggi,
il gioco è legalizzato è autorizzato in molte sue forme.
L'apertura di nuove case da gioco non deve implicare
motivi di ordine morale.
La collocazione attuale delle case da gioco nel nord
Italia non ha certamente fatto in modo che questa parte
dell'Italia divenisse particolarmente immorale o subisse,
comunque, conseguenze deleterie per la presenza di quei
complessi. Non si può non constatare come, storicamente, il
gioco ha origine in maniera naturale con la stessa nascita
dell'uomo e che lo stesso nostro ordinamento consente,
ovunque, il gioco del lotto, lotterie e svariati concorsi
pronostici i cui proventi sono in gran parte incamerati dallo
Stato. Si aggiunga, inoltre, il fenomeno, già accennato dei
viaggi organizzati che, settimanalmente, portano un gran
numero di persone addirittura fuori dall'Italia; né può dirsi
che lo Stato abbia mai vietato questa specie di turismo
esaltando una inspiegabile contraddizione per la quale in
Italia non si agevola l'apertura di case da gioco ma si
consente tranquillamente di recarsi all'estero per
frequentarle. Sulla scia delle suesposte considerazioni sembra
quanto mai opportuno e coerente proporre l'apertura di nuove
case da gioco e, per quel che riguarda la presente proposta,
collocarne una nella splendida cornice del comune di Ostuni,
in provincia di Brindisi, perla del Mediterraneo, lambita da
un mare limpido e meraviglioso nota per essere una delle più
importanti mete turistiche del Sud Italia. Una casa da gioco a
Ostuni consentirebbe di dare all'intera provincia di Brindisi
un impulso sostanziale per il richiamo turistico e
rappresenterebbe il perno su cui far ruotare tutta la piccola
e media impresa della zona. L'individuazione di Ostuni come
sede di una casa da gioco non è assolutamente casuale
soprattutto dal punto di vista delle strutture ricettive.
Infatti, essendo meta di flussi turistici provenienti da tutta
Europa, Ostuni è provvista di numerosi alberghi di categoria
superiore; per non parlare di tutto il territorio circostante,
anch'esso a vocazione turistica e dotato di complessi
ricettivi di qualità.
Per queste ragioni Ostuni si troverebbe nelle condizioni
di accogliere nel migliore dei modi, anche un turismo
d'elite legato alla presenza di una casa da gioco. Tale
occasione di richiamo turistico avvierebbe senza alcuna ombra
di dubbio, un flusso turistico annuale non più legato alla
sola stagione estiva, con immaginabili benefici sull'intera
economia dell'area, ponendosi quale occasione di crescita
fortemente attesa da tutta la collettività ostunese e
brindisina.