XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4056
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge ha
lo scopo di prevedere che chiunque sia privato della potestà
genitoriale venga automaticamente privato dei diritti
successori verso il figlio.
E' infatti manifestatamente iniquo che il genitore che
abbia tenuto nei confronti del figlio un comportamento così
grave da comportarne la decadenza dalla potestà possa poi
beneficiare di vantaggi economici all'atto della sua
successione.
Per ottenere il predetto risultato è sufficiente estendere
l'ambito di applicazione di un istituto già noto al nostro
ordinamento: quello dell'indegnità, previsto tra le
disposizioni generali delle successioni di cui al libro II,
titolo I, del codice civile in un apposito capo (capo III,
articoli 463 e seguenti).
L'indegnità a succedere già oggi opera per i casi in cui
un soggetto ha commesso fatti che costituiscono attentato alla
personalità fisica o morale del de cuius o di un suo
stretto congiunto <articolo 463, numeri 1), 2) e 3)>, nonché
fatti che costituiscono attentato alla libertà di testare
<articolo 463, numeri 4), 5) e 6)>.
L'istituto dell'indegnità a succedere rientra nel concetto
di incapacità a succedere in senso lato in quanto, secondo la
tesi prevalente, l'indegno più che un incapace a succedere è
un soggetto nei cui confronti, dopo l'accertamento giudiziale
dell'indegnità, opera una esclusione dalla successione
(indignus potest capere sed non potest retinere).
Nel caso che qui si intende nuovamente disciplinare
tuttavia pare più equo prevedere che l'esclusione dalla
successione non debba essere specificamente pronunciata ma
consegua automaticamente al provvedimento giudiziale che
sancisce la decadenza dalla potestà. E' trasparente ed
evidente la necessità di una norma che tuteli la dignità della
persona, la sua memoria ed eventuali altri componenti il
nucleo familiare dallo scempio che comporta il riaffiorare
sulla scena di un genitore decaduto da potestà al decesso del
figlio per meri motivi di interesse economico. Si ritiene
pertanto che l'approvazione urgente di questo provvedimento
rappresenti un fatto di altissima civiltà giuridica. Pensiamo
ai minori abusati, ai minori abbandonati, a coloro che sono
stati oggetto di violenza sessuale. Per tutti questi motivi
risulta inconcepibile che se un genitore è stato giudicato
decaduto dalla potestà sul figlio, sia considerato dal nostro
ordinamento giuridico degno di succedere agli eventuali beni
posseduti dal figlio stesso.