XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4019
Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge ha
la finalità di sostenere il recupero delle tecniche
costruttive in terra cruda.
Il miglioramento generale della qualità della vita umana
nel rispetto sempre maggiore dell'ambiente e della natura è
uno degli obiettivi fondamentali che una civiltà post
industriale come la nostra deve perseguire. Il superamento di
una fase di sviluppo rapido e disordinato delle città moderne
e delle loro periferie ha aperto il dibattito relativo alle
attività dell'abitare e del costruire, e ha portato ad una
valutazione sempre più attenta di tecniche edilizie
alternative a quelle attualmente più diffuse. Inoltre, oggi è
sempre più importante il tema del recupero dei centri storici
e del riuso di vecchie e centrali aree urbane rispetto alla
costruzione di quartieri nuovi.
Rispetto a queste nuove esigenze ci vengono in aiuto
tecniche edilizie che hanno origini antichissime e nascono in
tempi immemorabili, quando l'esigenza abitativa veniva risolta
dall'uomo edificando da sé il proprio ricovero con i materiali
più facilmente reperibili sul posto: terra, acqua, pietra,
legno e similari.
Fra tutti i materiali naturali la terra cruda, oltre ad
essere uno dei più diffusi e più anticamente usati, è anche
quello che oggi può rispondere meglio a esigenze di ecologia,
di sviluppo sostenibile nonché di qualità del costruire e
dell'abitare.
La costruzione in terra cruda è diffusa a livello mondiale
in regioni molto diverse fra loro per clima e per morfologia
oltre che per storia e per cultura.
In Italia, la diffusione di manufatti in terra cruda
riguarda buona parte del territorio nazionale e in particolare
le regioni Sardegna, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo,
Calabria, Piemonte, Lombardia, Friuli, Umbria e Basilicata.
Questo ha portato allo sviluppo di svariate tecniche a
seconda del tipo di terra utilizzabile, delle caratteristiche
climatiche, dei materiali accessori disponibili (inerti,
legno), e delle diverse tradizioni costruttive locali.
Il materiale impiegato per la realizzazione di manufatti
in terra cruda è composto fondamentalmente da argilla, talora
con presenza di sabbia o di inerti con dimensione superiore
(ghiaia fine) e, a seconda delle tecniche, da paglia.
Oggi le tecniche tradizionali più conosciute sono le
seguenti:
1) adobe: prevede la realizzazione di mattoni in terra
cruda senza compressione, seccati naturalmente;
2) pisè: prevede la realizzazione di murature continue
compattando la terra umida versata a strati in assi di legno
che fungono da casseri.
Vi sono inoltre altre tecniche, di nuova concezione, che
prevedono l'utilizzo della terra in forme diverse:
1) pannelli alleggeriti: pannelli di terra alleggerita
attraverso l'inserimento di materiali leggeri, quali paglia,
schegge di legno, pomice o altri, nell'impasto;
2) blocchi estrusi: prevede l'utilizzo di mattoni crudi
destinati alla produzione di mattoni cotti;
3) blocchi compressi: prevede l'utilizzo di blocchi di
terra cruda compressi meccanicamente per aumentarne la
resistenza.
A differenza delle altre tecniche edilizie, la terra cruda
non implica l'utilizzo di processi industriali per la
produzione dei materiali da costruzione ma procedure
artigianali o impianti a parziale meccanizzazione.
Per questo tipo di edilizia ciò rappresenta, assieme alla
scomparsa di manodopera specializzata, anche uno dei maggiori
limiti. Infatti, oggi sono sempre meno, diffuse manovalanze
capaci di fabbricare sul posto i materiali da costruzione in
terra di metterli in opera. D'altronde, sul mercato non è
facile reperire materiali da costruzione in terra cruda già
pronti a prezzi concorrenziali rispetto a quelli dei laterizi
e del cemento armato.
Queste competenze e professionalità permangono tuttavia in
numerosi artigiani, che hanno dovuto riconvertire la loro
professionalità nella costruzione in cemento armato e
laterizio. Molti di essi sono ancora in attività e spesso al
culmine della loro maturità imprenditoriale e professionale:
sono quindi sollecitabili ad un avvio, con le loro imprese, di
una attività che può aprire nuovi interessanti spazi di
mercato.
Strutture di produzione meccanizzate dei mattoni in terra
cruda su scala più ampia oggi sono invece utilizzabili per
ottenere la ottimizzazione del prodotto e dei suoi costi di
produzione, aprendo rilevanti sbocchi occupazionali ad impatto
ambientale praticamente nullo. Sarebbe infatti necessaria
semplicemente l'installazione di impianti di produzione per
lavorare la terra con mezzi meccanici, impastatrici, impianti
di essiccazione e di conservazione del materiale lavorato.
Le dimensioni dell'attività di produzione sono quelle
proprie della piccola e media impresa: l'eventuale trasporto
del materiale lavorato in cantieri eccessivamente distanti
inciderebbe sui costi in misura tale da renderlo
sconsigliabile rispetto alla produzione in situ. Questo
avrebbe il vantaggio di imporre l'utilizzo di materiali
locali, creando una edificazione omogenea alla composizione
del sottosuolo.
La costruzione in terra cruda si presenta dunque come
strumento di sviluppo sostenibile senza costi per l'ambiente,
laddove la costruzione in cemento armato e laterizi ha invece
dimostrato tutto il suo impatto negativo sull'ambiente.
La produzione di questi materiali richiede infatti un
ingente dispendio di energia per il funzionamento degli
impianti, e la combustione che ciò comporta produce un peso di
anidride carbonica uguale al peso del cemento prodotto. Le
conseguenze sul clima della immissione di anidride carbonica
nell'atmosfera sono diventate una emergenza ecologica di
enormi dimensioni, e com'è ben noto la necessità della sua
riduzione rappresenta uno dei punti fondamentali del
Protocollo di Kyoto, reso esecutivo dalla legge n. 120 del
2002.
Vi è poi la scarsa inerzia termica dei fabbricati, che
impone un ulteriore dispendio di energia per il riscaldamento
o per il condizionamento degli ambienti. Con sempre maggiore
frequenza si parla inoltre della dubbia salubrità di diversi
materiali oggi utilizzati per gli intonaci e per la
tinteggiatura degli interni.
Non solo: le costruzioni in cemento armato diventano un
problema ambientale anche in fase di demolizione. Dopo più di
cinquant'anni di edificazione con tale tecnica, il problema
dello smaltimento dei materiali di risulta, già oggi
gravissimo, è destinato a peggiorare in misura
esponenziale.
Ben diverse considerazioni induce la costruzione in terra
cruda, il cui limitatissimo impatto con l'ambiente si registra
in tutte le fasi della sua esistenza: dalla costruzione alla
fruizione degli edifici e alla loro demolizione.
La cavatura dei materiali ha gli stessi costi di massima
della cavatura del materiale per la produzione del cemento, ma
è priva degli ulteriori costi energetici del restante processo
produttivo: essa non produce immissioni di anidride carbonica
o di altri elementi inquinanti nell'atmosfera.
I materiali usati sono presi dall'ambiente in fase di
costruzione e utilizzati direttamente. Tutte le diverse
tecniche di edificazione del settore prevedono l'utilizzo
esclusivo di terra cruda e di materiali accessori, quali
legno, inerti, intonaci a base di terra o di calce, o comunque
di altri materiali biologici. Il tempo e l'energia impiegati
per la posa in opera sono equivalenti per l'edificazione in
terra cruda o in cemento e in laterizi, con la differenza,
però, che questi ultimi comportano l'uso di materie prime
quantitativamente limitate, mentre i materiali naturali sono
inesauribili.
Inoltre, la particolare inerzia termica delle costruzioni
in terra consente ulteriori economie di energia per il
riscaldamento e per il condizionamento degli ambienti;
presentano una elevata resistenza al fuoco e un alto grado di
isolamento acustico.
In fase di demolizione tornano direttamente all'ambiente
senza processi ulteriori e senza ripercussioni future in
termini di smaltimento: la terra tornerebbe ad essere terra,
il legno andrebbe in decomposizione, gli impianti, facilmente
separabili e riciclabili, rientrerebbero nel ciclo
produttivo.
Insomma, i costi iniziali finalizzati al riavvio della
cultura della costruzione in terra cruda rappresenterebbero
solo un investimento per l'ambiente.
La presente proposta di legge stabilisce che il Governo,
nel rispetto del titolo V della parte seconda della
Costituzione, incentivi l'edificazione, il recupero e la
manutenzione degli edifici in terra cruda, anche prevedendo
appositi strumenti finanziari e agevolazioni fiscali; promuova
e finanzi attività di studio a livello delle problematiche
della edificazione in terra cruda; effettui un censimento e un
monitoraggio del patrimonio edilizio in terra cruda esistente
su base nazionale, e dei relativi livelli di incremento
annuale.
Stabilisce, inoltre, che mediante apposito provvedimento
del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su parere
del Consiglio superiore dei lavori pubblici, siano stabilite
le norme tecniche per la costruzione degli edifici in terra
cruda.
Incentiva, infine, la realizzazione in terra cruda di
edifici pubblici o destinati ad uso pubblico.
Di fondamentale importanza è il ruolo attribuito alle
regioni e agli enti locali, i quali, nel quadro del nuovo
ruolo ad essi riconosciuto dal titolo V della Costituzione,
possono disporre ulteriori strumenti di incentivazione per il
raggiungimento delle finalità individuate nella proposta di
legge.
In particolare, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano possono disporre, anche in concorso con lo
Stato e con l'Unione europea, incentivi finanziari ed altre
agevolazioni, anche di natura urbanistica, per la costruzione,
la ristrutturazione e la manutenzione del patrimonio abitativo
in terra cruda, attivare forme di collaborazione con soggetti
pubblici e privati che, per loro natura e competenza, possono
offrire un contributo nella divulgazione dell'edificazione e
del recupero degli edifici in terra cruda.
Con riferimento alla formazione professionale, le regioni
e le province autonome possono promuovere iniziative di
informazione e di aggiornamento tecnico-professionale nel
campo della edificazione in terra cruda, prevedere incentivi
per le imprese operanti nella produzione dei materiali, nella
costruzione o nella ristrutturazione di edifici in terra
cruda, prevedere incentivi e finanziamenti a favore delle
scuole edili e degli istituti di formazione professionale per
la realizzazione di corsi in materia di edificazione in terra
cruda.