XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4013
Onorevoli Colleghi! - Le provincie di Brindisi e
Taranto presentano entrambe un poco invidiabile primato; dal
confronto con le altre province italiane risulta che esse sono
contemporaneamente le aree con la maggior incidenza di tumori
dovuti a fattori ambientali e con i tassi di disoccupazione
più elevati. Anche la classifica della "vivibilità" delle due
città, redatta a cura de Il Sole 24 Ore, le colloca in
posizioni assai più basse di quelle in cui si trovavano anni
fa (tra le ultime venti) e di quelle in cui, sulla base delle
rispettive potenzialità, dovrebbero trovarsi.
I dati statistici pertanto rilevano un malessere sociale,
ambientale ed economico. Per la provincia di Taranto il tasso
di disoccupazione (anno 2000) era pari al 21,4 per cento a
fronte del 17,3 per cento della regione Puglia ed al 10,3 per
cento nazionale. A Brindisi invece il tasso di disoccupazione
si attesta attorno alla media pugliese.
Le statistiche epidemiologiche indicano un'incidenza di
tumori a fronte di un dato nazionale del 2,7 per mille
abitanti, superiore di tre o quattro volte. Numerose sono
state le denunzie di autorità cittadine e sindacali circa la
"vivibilità" delle zone industriali e delle aree urbane
limitrofe agli insediamenti industriali o a quelli di
produzione energetica.
Il declino dell'industria di Stato e le trasformazioni
dell'economia mondiale hanno posto in crisi un modello che
aveva consentito alla Puglia di primeggiare tra le regioni
meridionali.
La nostra scommessa consiste nel contrastare il declino di
questi sistemi proponendone di nuovi, più aderenti alla
moderna, interconnessa, flessibile realtà economica mondiale.
Pertanto la presente proposta di legge intende avviare una
serie di interventi tali da facilitare il rilancio economico e
da consentire il miglioramento delle condizioni di vita e di
lavoro delle popolazioni interessate.
In linea generale si osserva che gli interventi proposti
tentano di inserirsi, senza interferire, in un quadro già
programmato ed in via di sviluppo. L'operato del governo
regionale di centrodestra ha fatto confluire nella regione
tutte le possibili risorse di fonte statale e comunitaria,
proponendo anche soluzioni innovative, come si è, ad esempio,
verificato in materia di concessioni aeroportuali nelle quali,
oltre alla lunga durata, sono state coinvolte anche le realtà
produttive locali. Sono segnali incoraggianti l'incremento dei
traffici portuali e aeroportuali, la buona tenuta del comparto
agricolo, la vitalità delle piccole e medie imprese, l'accordo
con l'ILVA raggiunto dal presidente onorevole Fitto, e
finanche l'istituzione, primi in Italia, di un corso
universitario in materia di moda e di abbigliamento. Tuttavia
occorre tenere alta la guardia contro il degrado economico e
civile. Conclusivamente si osserva che gli interventi proposti
dovranno essere concordati con le autorità regionali e
coordinati con le loro attività, in ossequio al riformato
titolo V della parte seconda della Costituzione.
L'articolato.
Con l'articolo 1 si prevede la stipulazione di un accordo
di programma quadro, tra la regione Puglia e il Governo,
finalizzato alla salvaguardia dei livelli occupazionali
esistenti, nonché allo sviluppo del tessuto economico locale
sulla falsariga di quanto previsto dall'articolo 73, della
legge n. 289 del 2002 (finanziaria 2003). Le norme vigenti
sulle crisi del settore siderurgico (decreto-legge n. 120 del
1989, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 181 del
1989) sono state estese anche ad altre aree in crisi. Le
risorse devono integrarsi (per tali motivi è definito
"quadro") con l'accordo che il presidente della giunta
Regionale Puglia sta predisponendo, in particolare per
Taranto, con le realtà locali. Dette risorse rappresentano
l'apporto aggiuntivo dello Stato al piano di rilancio
regionale. L'applicazione dei commi 3 e 4 del citato articolo
73 della legge n. 289 del 2002, comporta il monitoraggio e il
controllo di Sviluppo Italia Spa sull'attività posta in
essere.
L'articolo 2 reca l'istituzione di due punti franchi nei
porti di Taranto e Brindisi. La delimitazione delle aree
riveste grande importanza perché ove fossero comprese le aree
industriali esse potrebbero costituire un forte volano di
sviluppo e di richiamo di capitali. La delimitazione,
pertanto, costituisce modifica ai piani regolatori generali
dei comuni interessati. Le spese di istituzione sono poste a
carico della regione Puglia.
Il comma 3 prevede l'autorizzazione di limiti di impegno
quindicennali per 6 milioni di euro, in grado di attivare
fondi per circa 50-60 milioni di euro, a valere sui fondi già
destinati alla portualità dalla legge n. 166 del 2002. Viene
soddisfatta la richiesta dell'autorità portuale di Taranto di
un potenziamento del terminal container, mentre per
Brindisi si interviene in previsione di un incremento del
traffico passeggeri e alla luce dell'intesa tra ENEL e
British gas per la creazione di un terminal per
idrocarburi. Va rammentato che Brindisi inoltre si trova,
quale punto di snodo fondamentale, lungo il "Corridoio n. 8"
sistema di collegamento che unisce le regioni
adriatico-ioniche con l'area balcanica e i Paesi del Mar
Nero.
L'articolo 3 eleva la classificazione degli aeroporti di
Brindisi e Taranto, che la regione di recente ha affidato in
gestione, assieme a tutti gli altri scali pugliesi, alla
società SEAP per quaranta anni. L'articolo 82 della legge n.
289 del 2002 estendeva la continuità territoriale (che in
genere si sostanzia in agevolazioni tariffarie) alla provincia
di Taranto; con la presente proposta di legge la si estende
anche a Brindisi. Va rammentato che entrambe gli scali hanno
avuto un incremento dei passeggeri e delle merci, in
particolare Brindisi ha registrato un aumento di oltre il 18
per cento del traffico passeggeri, segno in particolare della
crescente valenza turistica della provincia.
L'articolo 4 interviene nella crisi dell'arsenale militare
di Taranto, fonte di tensione negli scorsi mesi. In attesa che
il Governo eserciti la delega prevista dalla legge n. 137 del
2002, in scadenza nel 2004, si autorizza il Ministero della
difesa ad intervenire con l'accensione di mutui decennali per
2,5 milioni di euro, in grado di attivare fondi per circa
20-25 milioni di euro. Inoltre viene proposta una deroga del
blocco delle assunzioni del personale pubblico per gli
specifici profili professionali degli ingegneri direttori, dei
capi tecnici e degli assistenti tecnici destinati appunto agli
arsenali, che si attiverebbero in gran parte a Taranto.
L'articolo 5, infine, vincola ulteriori risorse alla
bonifica dei siti inquinati nelle aree urbane e industriali
delle due città, in sostanza almeno il 10 per cento del
complessivo intervento annuale dello Stato. Com'è noto con la
legge n. 426 del 1998, Brindisi e Taranto erano state
dichiarate siti inquinati di interesse nazionale; sulla base
della normativa nazionale sono stati programmati diversi
interventi. Da ultimo va segnalato l'accordo tra l'ILVA di
Taranto e il presidente della giunta regionale della Puglia,
onorevole Fitto, al fine del risanamento dell'area
siderurgica, intervento attualmente in fase di realizzazione.
Ai fini della tutela ambientale degli abitati civili si
prevede inoltre che i piani di intervento, ove necessario,
stabiliscano anche interventi in questo senso.