XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 4012
Onorevoli Colleghi! - L'agricoltura meridionale
attraversa una crisi profonda e a pesare negativamente come un
macigno sulle possibilità di ripresa dell'intero comparto vi è
il problema dei contributi previdenziali pregressi. Tale
situazione di pesante debito verso l'Istituto nazionale della
previdenza sociale (INPS) da parte delle aziende agricole è
stata determinata dalle serie difficoltà di interi comparti
che in questi anni hanno avuto crisi cicliche di mercato che
hanno richiesto profonde ristrutturazioni aziendali, dalle
ripetute avversità atmosferiche che hanno colpito
sistematicamente le colture mettendo sul lastrico gli
agricoltori, nonché dalla obiettiva insostenibilità degli
oneri contributivi che ha spinto le aziende alla sommersione e
al non pagamento dei contributi agricoli in tutto o in
parte.
Nella provincia di Lecce la crisi che ha colpito il
comparto tabacchicolo è stata devastante. Essa negli ultimi
anni si è drammaticamente aggravata e ha messo in discussione
il reddito di circa 10.000 famiglie, colpendo le aziende di
produzione e di trasformazione del prodotto.
Si tratta pertanto di un problema molto rilevante dal
punto di vista economico che, se non risolto, rischia di
compromettere, in molti casi, la sopravvivenza delle imprese
dell'intero comparto agricolo nel Mezzogiorno.
Tra l'altro sarebbe opportuno e necessario che, nelle more
dell'approvazione del presente progetto di legge, venissero
date indicazioni all'INPS di sospendere le procedure esecutive
e le ingiunzioni di pagamento delle cartelle esattoriali in
corso per evitare danni irreversibili alle aziende.
La presente proposta di legge propone una soluzione
realistica del problema dei contributi pregressi e consente di
guardare al futuro con fiducia e con concrete possibilità di
ripresa.
La soluzione che si prospetta è analoga a quella che il
Governo ha adottato in materia di quote latte e che prevede il
versamento degli importi imputati e non pagati nelle forme
rateali per un periodo non superiore ai trenta anni, senza
interessi (articolo 10, comma 34, del decreto-legge 28 marzo
2003, n. 49, convertito con modificazioni, dalla legge 30
maggio 2003, n. 119).
Ciò che si invoca, in sostanza, è l'applicazione del
principio di uniformità tra il nord e il sud del Paese, perché
è del tutto evidente, se non vogliamo essere ipocriti, che il
problema delle quote latte investe essenzialmente il nord
mentre quello della contribuzione agricola essenzialmente il
sud.
Non è infatti tollerabile, soprattutto dopo l'approvazione
del "condono" sulle quote latte, penalizzare ulteriormente
l'agricoltura meridionale abbandonandola al proprio
destino.
Una concreta soluzione può essere rappresentata
dall'attivazione della facoltà prevista dall'articolo 13,
comma 3, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, che, nel quadro
della cartolizzazione, ha confermato "le attribuzioni
dell'INPS quanto alle facoltà di concedere rateazioni e
dilazioni ai sensi della normativa vigente, compresi i crediti
oggetto della cessione, anche se iscritti a ruolo per la
riscossione".
Tale possibilità è stata d'altronde già attivata con la
legge finanziaria per il 2003 (legge n. 289 del 2002) per i
comuni della Sicilia colpiti da eventi calamitosi.
Sulla base di queste considerazioni, la presente proposta
di legge intende concedere ai datori di lavoro agricolo, agli
imprenditori agricoli e alle cooperative agricole, debitrici
di contributi e premi previdenziali maturati sino a tutto il
2002, il beneficio della rateizzazione dei debiti medesimi,
anche se oggetto di cessione alla società di
cartolarizzazione.
La regolarizzazione delle posizioni debitorie si effettua
in trenta rate annuali consecutive, senza interessi.