XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3946
Onorevoli Colleghi! - A conclusione di un discorso agli
studenti, in occasione di una relazione su "Costituzione e
Riforme" tenuta all'università di Parma il 26 aprile 1995,
un grande costituente, Giuseppe Dossetti, così entrava nel
cuore di quei giovani desiderosi di verità: "Non abbiate
prevenzioni rispetto alla Costituzione del '48 solo perché
opera di una generazione ormai trascorsa. La Costituzione
americana è in vigore da duecento anni e in questi due secoli
nessuna generazione l'ha rifiutata o ha proposto di
riscriverla integralmente (...) Cercate quindi di conoscerla,
di comprendere in profondità i suoi princìpi fondanti, e
quindi di farvela amica e compagna di strada. Essa, con le
revisioni possibili e opportune, può garantirvi effettivamente
tutti i diritti e tutte le libertà a cui potete
ragionevolmente aspirare; vi sarà presidio sicuro, nel vostro
futuro, contro ogni inganno e contro ogni asservimento, per
qualunque cammino vogliate procedere e per qualunque meta vi
prefissiate".
Certo, nel consegnare ai giovani questo messaggio di
fiducia e di speranza nella Suprema legge dello Stato,
nell'esaltare il contenuto di saggezza e di amore per lo
statuto inviolabile della persona che quella Carta custodisce
e consacra, nella mente di Giuseppe Dossetti saranno tornati,
vivi e commossi, i ricordi di quel freddo dicembre del 1947,
quando egli, insieme agli altri eletti del popolo, approvarono
la Costituzione della Repubblica italiana.
La nostra Costituzione infatti, che è, come sancisce la
sua XVIII disposizione finale, la Legge fondamentale della
Repubblica, è stata approvata a scrutinio segreto, con
votazione complessiva e finale, nella seduta pomeridiana del
22 dicembre 1947, dopo centosettanta sedute pubbliche a
partire dal solenne insediamento del 25 giugno 1946.
Affinché la Costituzione diventi guida sicura, per i
valori di libertà, di pace, di giustizia e di solidarietà che
esprime, è necessario che i giovani la conoscano e ne
approfondiscano il tessuto storico, morale, politico e sociale
dal quale ha tratto alimento.
A tale fine è opportuno ricordare, nella ricorrenza della
sua approvazione, le vicende storiche, a partire dalla
Resistenza al fascismo, che hanno reso possibile la nascita
delle istituzioni democratiche e lo statuto di libertà dei
cittadini italiani.
E' significativo dunque, per la nascita e per la
conservazione di questa memoria, istituire il "Giorno della
Costituzione" fissandolo proprio nel 22 dicembre, termine
dell'ultima seduta dell'Assemblea costituente.
In questa sessione solenne, infatti, gli eletti
consegnarono al popolo italiano la Costituzione come presidio
di democrazia e risposta al bisogno profondo dei cittadini di
legare la propria storia e il proprio avvenire ad un complesso
di princìpi irreversibili, che costituiscono la soglia
invalicabile del patto di libertà e di progresso che unisce le
donne e gli uomini del nostro Paese.
Da questa esigenza muove la presente proposta di legge che
affida alle autorità scolastiche, di intesa con le regioni, le
province e i comuni, tutte le opportune iniziative per
rinsaldare nelle coscienze delle nuove generazioni il culto
della pace, della libertà, dei diritti e della democrazia.
Accanto alla Costituzione vengono collocati gli statuti
delle regioni che, proprio per la Costituzione, all'articolo
5, la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove
insieme alle altre autonomie locali.
Prosecuzione naturale della Carta costituzionale è lo
statuto della cittadinanza dell'Unione europea, che,
profeticamente, i costituenti intuirono quando, all'articolo
11, nel sancire il rifiuto della guerra come strumento di
offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di
risoluzione delle controversie internazionali, stabilirono che
l'Italia consente, in condizioni di parità con gli altri
Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un
ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le
Nazioni.
Da questa visione unitaria scaturisce la proposta di
rievocare insieme Costituzione, statuti e Carta dei diritti
dell'Unione europea.