XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3940
Onorevoli Colleghi! - La proposta di legge mira alla
liberalizzazione del sistema sanitario italiano, che è ancora
bloccato dalla sostanziale persistenza del monopolio pubblico
soprattutto nel meccanismo di finanziamento del servizio. La
strada maestra seguita dalla proposta di legge è quella di
accrescere il potere selettivo della domanda, introducendo per
ogni cittadino la libertà di scegliere mutualità o
assicurazioni sostitutive dell'iscrizione al Servizio
sanitario nazionale, restando inteso che per quanti non
intendano avvalersi di tale facoltà scatta automaticamente
l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale stesso. Questo
meccanismo va inserito all'interno di un processo federalista
avanzato, in base al quale saranno le regioni (cui devono
competere le funzioni di legislazione, programmazione,
coordinamento e controllo, lasciando allo Stato la funzione di
indirizzo strategico) a raccogliere i contributi sanitari dei
cittadini, per poi restituire a ciascuno un "buono salute"
sufficiente a coprire il costo dell'assicurazione sociale
obbligatoria, spendibile presso una compagnia di assicurazione
pubblica o privata liberamente scelta. Le mutue o le
assicurazioni che intendano fornire la assicurazione sociale
obbligatoria dovranno preventivamente ottenere per i relativi
contratti il nulla osta da parte dell'Agenzia per i servizi
sanitari regionali. In particolare tale verifica sarà volta ad
accertare la previsione di una copertura minima identica a
quella del Servizio sanitario nazionale, a prevenire pratiche
quali la "scrematura del rischio" o comunque volte a
penalizzare quanti abbiano optato per il regime privatistico.
I cittadini che decidessero di dotarsi di una copertura
sanitaria integrativa di quella sociale obbligatoria
usufruiranno di deduzioni fiscali mirate.
Al fine di ridurre al minimo le asimmetrie informative
della domanda è prevista l'adozione di un sistema organico di
indicatori e la completa digitalizzazione del Servizio
sanitario nazionale (network sanitario).
Una rivoluzione di questo tipo mira ad accrescere
l'apertura del sistema sanitario italiano alla concorrenza
anche nella produzione dei servizi e a completare il processo
di aziendalizzazione delle strutture del Servizio sanitario
nazionale. Sul fronte pubblico, il passaggio fondamentale
resta la completa separazione fra i soggetti erogatori dei
servizi (Azienda sanitaria locale, assicurazioni, mutue) e i
soggetti produttori accreditati (pubblici, privati, non
profit), in modo da garantire l'effettiva parità degli
erogatori di tutti i provider in concorrenza fra loro
sulla base della qualità e dell'efficienza delle prestazioni
erogate. In questa prospettiva si collocano le proposte di
scorporare dalle ASL tutte le strutture ospedaliere, per
configurarle giuridicamente come società di capitali aperte
alla partecipazione di risorse di fondazioni e di privati, e
di privatizzare il rapporto di lavoro del personale sanitario
al fine di introdurre flessibilità, responsabilizzazione e
valorizzazione delle professionalità. L'obiettivo è anche
quello di ridurre il potere di conservazione dello status
quo delle lobby burocratiche, che governano la sanità
italiana a scapito dell'interesse generale.
L'accreditamento dei provider per la copertura dei
livelli essenziali e dei livelli complementari di assistenza
dovrà essere effettuato da soggetti terzi e indipendenti,
sulla base di criteri equi, oggettivi trasparenti e omogenei
su tutto il territorio nazionale, integrabili dalle
regioni.
Le caratteristiche emergenti della nuova domanda di salute
sono alla base della proposta di potenziare la funzione di
gatekeeper del medico di medicina generale, che deve
essere responsabilizzato attraverso l'assegnazione di un
budget di spesa individuale e un sistema di incentivi e
di sanzioni economiche. L'obiettivo è quello di garantire la
continuità assistenziale sul territorio e di ridurre il numero
delle ospedalizzazioni inappropriate.
Viene infine data particolare rilevanza alla ridefinizione
dei rapporti fra Servizio sanitario nazionale, università e
imprese soprattutto allo scopo di sviluppare la ricerca
scientifica, in particolare quella biotecnologica, e di
realizzare una formazione adeguata alla modernizzazione per
gli operatori del settore. Il risultato atteso della proposta
di legge è una riqualificazione complessiva dell'offerta di
assistenza sanitaria nel nostro Paese, per accrescere la
soddisfazione dei cittadini, e una razionalizzazione dei
flussi di spesa, in particolare di quella privata, che per la
maggior parte al momento copre servizi teoricamente già
garantiti dal servizio pubblico, con grave danno per il
bilancio dello Stato e per la parte più debole e bisognosa
della popolazione.
La proposta di legge fa parte del gruppo di 25 proposte di
legge di iniziativa popolare predisposto da "Radicali
italiani", per ciascuna delle quali sono state raccolte le
firme di decine di migliaia di cittadini elettori, malgrado
sia stato negato agli italiani il diritto di conoscerle, come
riconosciuto da 196 parlamentari di ogni schieramento politico
che si sono impegnati a depositarle - pur non condividendole
tutte nel merito - dopo 28 giorni di sciopero della fame
attuato da Daniele Capezzone, segretario dei "Radicali
italiani".