XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3932
Onorevoli Colleghi! - La depressione è un problema
sociale di grande importanza che, secondo le statistiche
dell'Organizzazione mondiale della sanità, coinvolge
direttamente come pazienti almeno 5 milioni di italiani e
indirettamente un numero assai maggiore di persone che hanno
vissuto o vivono nella loro famiglia questo problema.
L'impegno del Servizio sanitario nazionale verso i
pazienti affetti da depressione è molto modesto perché gran
parte delle risorse è oggi destinata al trattamento delle
psicosi. Il ricorso ai servizi pubblici viene anzi
scoraggiato, i tempi di attesa per una visita sono
eccessivamente lunghi (mediamente di trenta giorni), solo
pochi pazienti vengono ammessi al trattamento. Il risultato è
un'assoluta prevalenza dell'assistenza privata e una
condizione di particolare difficoltà per i cittadini meno
abbienti.
La depressione non viene facilmente riconosciuta perché
molti sintomi fisici vengono interpretati come derivanti da
altre patologie e questo comporta costi notevoli per esami
medici non motivati e un eccessivo ricorso alle strutture
ospedaliere.
La depressione rappresenta un fattore di rischio
indipendente per molte patologie. Di grande rilievo sono il
rischio di malattie cardiovascolari dei pazienti depressi, che
aumenta di 2,5 volte, e il rischio di mortalità per i pazienti
affetti da patologia coronarica acuta che aumenta di 3-4 volte
se è contemporaneamente presente anche una sintomatologia
depressiva.
La depressione limita grandemente le potenzialità
dell'individuo e, se non trattata, conduce ad una esistenza
marginale, perchè il paziente evita ogni situazione stressante
e rinuncia ad ogni situazione di vita sociale o di gruppo. Ciò
è particolarmente grave negli adolescenti che si trovano nella
impossibilità di utilizzare le risorse di cui potrebbero
disporre, per cui la loro crescita intellettiva ne risulta
compromessa e per di più si trovano in una situazione di
isolamento dal gruppo che aggrava la loro condizione di
depressione. Per questi motivi, Paesi come la Gran Bretagna e
la Germania hanno investito ingenti risorse nella prevenzione
della depressione in età adolescenziale.
La depressione comporta, altresì, un grave rischio di
suicidio.
L'Organizzazione mondiale della sanità nel "Rapporto sulla
salute mondiale del 2001" afferma che: "I costi indiretti per
mancata produttività hanno un peso di gran lunga maggiore dei
costi diretti di assistenza. I bassi costi di trattamento (per
trattamenti mancati) possono in realtà aumentare i costi
indiretti aumentando la durata delle patologie non trattate e
la associata disabilità".
L'Organizzazione mondiale della sanità afferma, inoltre
che nel 2020 la depressione sarà la seconda causa di costo
sociale dopo le malattie cardiovascolari.
Non esistono dati misurati sul peso sociale ed economico
della depressione in Italia. Per approssimazione e in mancanza
di dati precisi si può pensare che i costi sociali ed
economici connessi alla depressione rappresentino almeno l'1
per cento del prodotto interno lordo del nostro Paese.
La percezione comune e culturale sottovaluta il problema.
Si è portati a considerare la depressione come un disagio
psicologico, una debolezza, una incapacità e non una malattia
con precise basi biologiche e genetiche.
La diagnosi ritardata o errata e le cure inadeguate
allungano in maniera notevole il periodo di inabilità, portano
ad una cronicizzazione della depressione, favoriscono
l'insorgenza di patologie secondarie e di invalidità o,
addirittura, la morte prematura per suicidio. Questi problemi
ricadono sul paziente stesso ma anche sulle famiglie, sui
servizi sanitari e sullo Stato in generale.
Nonostante la distribuzione dei pazienti psichiatrici fra
depressi e psicotici sia molto disomogenea per numerosità, per
caratteristiche della patologia e per necessità di
trattamento, nei dipartimenti di salute mentale vengono
adottati un modello "unico" di trattamento e una
organizzazione non diversificata. Gli psicotici in Italia sono
500.000 contro 5 milioni di depressi. La cura degli psicotici
è complessa, richiede molte figure professionali che lavorino
in maniera integrata fra di loro, basata sulla presa in
carico, una modalità di trattamento a lungo termine in cui le
strutture assumono una parte della responsabilità del
trattamento per la inaffidabilità dei pazienti. Tale modalità
di trattamento, estremamente costosa, è superflua per il
paziente depresso che sa assumersi la responsabilità della sua
cura. L'atteggiamento culturale dei dipartimenti di salute
mentale considera marginale il trattamento della depressione
rispetto a quello della psicosi.
Il modello "unico" di trattamento è molto sgradito ai
pazienti depressi.
La depressione per la sua doppia natura biologica e
psicologica non può essere trattata se non con un approccio
integrato tra il medico di medicina in generale, lo psichiatra
e gli altri specialisti.
La presente proposta di legge presenta i seguenti aspetti
innovativi:
a) creazione di sistemi dedicati, gestiti da
professionisti esperti, per poter affrontare in maniera
competente ed efficiente il trattamento della depressione;
b) precoce riconoscimento della depressione;
c) trattamento scientificamente corretto per tutti
i cittadini, anche non abbienti;
d) trattamento della depressione tra gli
adolescenti.
Il modello proposto rappresenta inoltre il primo tentativo
di inserire, in un dettato di legge di argomento sanitario, un
sistema organico di monitoraggio dei costi indiretti di una
patologia. Questo è possibile grazie al capillare sistema di
rilevazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale
che vedrebbe valorizzato il suo apporto al Servizio sanitario
nazionale.
Questo afflusso di dati certi e in tempo reale
consentirebbe una valutazione puntuale e immediata di ogni
intervento di prevenzione e di ogni modifica organizzativa e
rappresenterebbe una modalità di assoluta avanguardia in campo
europeo. L'orientamento normativo delle convenzioni fra enti e
strutture sanitari con i medici di famiglia, già prevede la
promozione di sistemi innovativi di informatizzazione e di
trasmissione telematica dei dati.
Di importante rilievo è la ripartizione di competenze tra
Stato e regioni, in accordo con gli attuali criteri di
devoluzione, per cui all'istituenda Agenzia nazionale per la
depressione sono affidati compiti di tipo etico, normativo e
di definizione di standard e di procedure, mentre alle
agenzie regionali per la depressione sono demandati gli
aspetti organizzativi, di monitoraggio, di controllo e di
coordinamento delle sinergie.
L'esistenza, all'interno dell'Agenzia nazionale per la
depressione, di un meccanismo di adeguamento delle procedure e
dei trattamenti, attraverso le proposte degli operatori anche
privati, rappresenta uno strumento di gestione democratico,
innovativo e avanzato, che permette un adattamento dinamico
dei modelli di trattamento, in accordo con l'evoluzione del
sapere scientifico.
Viene introdotta la possibilità di convenzionare,
nell'ottica dell'integrazione pubblico-privato, dei
professionisti o delle strutture sanitarie private per
l'erogazione di trattamenti specifici, sia medici che
psicologici, secondo le direttive dell'Agenzia nazionale per
la depressione e in funzione delle necessità definite dalle
agenzie regionali per la depressione, introducendo criteri
normativi e sistemi di monitoraggio e di controllo di qualità
in un ambito in cui attualmente esiste una grande
confusione.
Viene affidata alle regioni una specifica competenza sul
problema della prevenzione della depressione.
Si individua una specifica attività di divulgazione
all'interno dell'Agenzia nazionale per la depressione.
In conclusione, la proposta di legge presenta i seguenti
caratteri peculiari:
a) intende andare incontro alle necessità di una
popolazione molto ampia di individui che attualmente non
ottengono una risposta adeguata dalle strutture pubbliche;
b) afferma il valore strategico del trattamento
della depressione, come si conviene ad una società evoluta;
c) propone un modello organizzativo di alta
efficienza e professionalità, dedicato al trattamento della
depressione, differenziato da quello della psicosi;
d) adotta il monitoraggio dei costi indiretti
della depressione, che è tecnicamente indispensabile,
grandemente innovativo, politicamente ed economicamente molto
rilevante;
e) non presenta costi aggiuntivi per il sistema
sociale.