XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3892




        Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge ha l'ambizione di voler portare in Parlamento una grande questione che nei prossimi anni diventerà impossibile eludere: il fenomeno della povertà e il divario crescente fra il nord e il sud del mondo.
        Le forti disuguaglianze e il rapido e aggressivo depauperamento delle risorse disponili rischiano di portare il pianeta ad un punto di non ritorno.
        In un mondo sempre più globalizzato occorre che il nostro Paese - in coerenza con ciò che si va configurando nell'ambito europeo - si faccia promotore di una "buona globalizzazione", non governata nell'esclusivo interesse di pochi, in forza di uno strapotere di organismi come la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale, ma che favorisca una dimensione etica dello sviluppo.
        In sostanza occorre incoraggiare una globalizzazione dei diritti che ripensi la compatibilità delle logiche economiche alla luce degli interessi generali, attenta alla coesione sociale e alla solidarietà degli individui e agli strati della popolazione più deboli, valorizzando una competizione globale basata sulla qualità sociale, ambientale, culturale e non solo economica.
        Il divario crescente fra nord e sud del mondo è un problema che ci riguarda. Non possiamo immaginare di sostenere gli attuali ritmi di crescita senza tenere conto delle conseguenze disastrose sul piano del collasso delle risorse e della tragica perdita di vite umane.
        E' evidente quanto le scelte dei Paesi occidentali a sviluppo avanzato siano caricate da una speciale responsabilità, sia verso le sorti del pianeta sia nei confronti del sud del mondo e dei Paesi in via di sviluppo.
        Non è più sufficiente un intervento dei governi in senso filantropico, non solo perché poco utile in prospettiva, ma soprattutto perché nasconde le vere cause di un progressivo impoverimento.
        Occorre intervenire affinché l'Italia e l'Europa diventino garanti e promotori di un processo di riequilibro e di uno sviluppo equo e solidale.
        Accogliendo il pensiero di Amartya Sen - secondo il quale il mercato non è in grado da solo di supplire alla "necessità vitale dei beni pubblici", come la salute, l'ambiente, l'integrità personale, da cui scaturiscono benefìci collettivi - è necessario promuovere politiche e interventi per riequilibrare le disparità dei livelli di sviluppo. Per queste ragioni la presente proposta di legge intende accogliere, valorizzare e premiare quell'approccio alternativo alla produzione e al commercio di tipo convenzionale, il cosiddetto "commercio equo e solidale", che negli ultimi anni si è fatto progressivamente strada e non solo nel nostro Paese; un approccio che tende a promuovere giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l'ambiente, attraverso la crescita della consapevolezza dei consumatori, l'educazione, l'informazione e l'azione politica.
        La produzione e la commercializzazione di prodotti "equo-solidali" si caratterizzano per il perseguimento di relazioni paritarie fra tutti i soggetti coinvolti nella catena di produzione e distribuzione: produttori, lavoratori, importatori, consumatori, botteghe del mondo. Il loro prezzo è totalmente trasparente, garantito da una specifica nell'etichetta di quanto va al produttore, quanto all'importatore e poi al rivenditore. In tale modo, seppur lentamente, colui che acquista non soltanto compie una scelta morale rispondente a sentimenti di giustizia ma concorre a indirizzare l'economia verso il rispetto della dignità della persona umana e dei diritti dei produttori, garantendo un reddito dignitoso agli agricoltori del Terzo mondo.
        La produzione e il commercio equo solidale sono ormai una realtà riconosciuta anche in sede europea. Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sul commercio equo e solidale (risoluzione 198/98/CE del Parlamento europeo, del 2 luglio 1998) che non solo riconosce il valore sociale del CES (commercio equo e solidale) quale "strumento per favorire lo sviluppo dell'uomo e promuovere regole internazionali in materia economica e commerciale ispirate a una maggiore giustizia ed equità tra nord e sud", ma invita la Commissione e il Consiglio d'Europa a utilizzare le risorse dedicate al CES, a prevedere una serie di misure volte a premiare prodotti certificati CES, incoraggiando la creazione di un marchio comune CES, e a fornire specifici incentivi commerciali.
        L'elaborazione di un modello di economia sociale non può prescindere dalla promozione di comportamenti contraddistinti da criteri di eticità con riferimento alla fabbricazione, alla produzione e al commercio e da un sistema premiale sia dal punto di vista dell'offerta che della domanda, che coinvolga i singoli, le famiglie e le imprese.
        Verso tale prospettiva la presente proposta di legge mira a introdurre nel nostro ordinamento princìpi improntati alla solidarietà e al sostegno di uno sviluppo sostenibile, mediante alcuni meccanismi premiali in favore di soggetti economici e sociali che intendano promuovere una politica innovativa a vantaggio dei Paesi poveri del mondo, in armonia e coerentemente a ciò che si va affermando in sede europea.
      La Commissione delle Comunità europee di recente ha infatti delineato un quadro di azione europeo volto a incoraggiare e a premiare la responsabilità sociale delle imprese, i marchi di qualità e gli investimenti socialmente responsabili verso i consumatori e l'ambiente, improntati a un sviluppo sostenibile, equo e solidale.
        La presente proposta di legge si compone di 13 articoli.
        L'articolo 1 definisce la finalità della legge. L'articolo 2 contiene interventi in favore dei Paesi in via di sviluppo. L'articolo 3 dispone per un diverso utilizzo dell'8 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, in favore della cooperazione internazionale. L'articolo 4 riguarda il regime fiscale agevolato e incentivi in favore del commercio di prodotti equo-solidali. I meccanismi premiali previsti per chi intraprende una nuova attività sono l'esclusione degli obblighi contabili e l'abbassamento dell'imposta sostitutiva sul reddito per le persone fisiche che esercitano individualmente o in forma societaria, per le società di capitali (con esclusione delle società per azioni) che abbiano un fatturato inferiore a 35 mila euro annui, e per gli enti non commerciali diversi dalle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS). Inoltre viene prevista l'erogazione di un contributo annuo in favore di centri commerciali di prodotti equo-solidali di nuova istituzione sul territorio nazionale.
        L'articolo 5 introduce una detrazione fiscale per le spese di prodotti equo-solidali, in favore dei singoli e delle famiglie.
        L'articolo 6 riduce l'aliquota IVA sui prodotti equo-solidali dal 20 al 4 per cento.
        L'articolo 7 istituisce un Fondo speciale, a copertura degli incentivi fiscali e dei contributi in favore del commercio equo e solidale.
        Con gli articoli 8, 9, 10 e 11 sono istituiti il marchio di conformità etico e sociale per i prodotti equo-solidali e l'Autorità di garanzia preposta alla sua certificazione, prevedendo le norme per la sua regolamentazione.
        L'articolo 12 prevede l'applicazione delle agevolazioni e degli incentivi vigenti in favore delle imprese, in via preferenziale, ai possessori del marchio etico sociale.
        L'articolo 13 estende gli incentivi vigenti per l'industria ad altri soggetti, quali le ONLUS le cooperative sociali e i possessori del marchio di conformità etico sociale.




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