XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3889




        Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge mira a ottenere, attraverso una integrazione alla legge 10 febbraio 1992, n. 164, concernente disposizioni in materia di disciplina delle denominazioni di origine, una attenta salvaguardia del vino passito che non ha goduto (neanche nell'attuale legislazione europea) della considerazione e della tutela che meriterebbe.
        Il vino passito, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, è considerato una delle testimonianze più importanti del nostro patrimonio enologico poiché, oltre ad essere presente su tutto il territorio nazionale, attribuisce all'Italia il primato, all'interno dell'Unione europea, di Paese che vanta la presenza più numerosa di Docg e Doc relativamente alla produzione di tale vino, ottenuto attraverso diverse modalità di appassimento delle uve.
        La presente proposta di legge permetterebbe di eliminare una situazione di confusione e di non chiarezza diffusa tra i consumatori che, non disponendo di sufficienti elementi conoscitivi, non riescono a percepire e apprezzare le differenze tra un vino passito naturale ed un vino liquoroso che, tra l'altro, portando il medesimo nome di "passito", finisce per arrecare danni al primo; oppure, come sovente accade, quando si parla di vino passito s'intende vino dolce, nonostante non manchino esempi di eccellenti vini secchi ottenuti con l'appassimento delle uve.
        Proprio in un momento, quale quello attuale, in cui si stanno riscoprendo i valori della coltivazione biologica (come si può riscontrare a livello legislativo, nonché dall'aumento della domanda sul mercato) apparirebbe singolare che l'estrema naturalezza del vino passito, ottenuto senza aggiunte di mosti concentrati, di alcool e senza applicazione di pratiche enologiche (quali la crioconcentrazione) capaci di sconvolgere la sua naturale evoluzione, non riesca ad ottenere il giusto riconoscimento.
        Mi preme sottolineare infine, onorevoli colleghi, che l'approvazione di tale proposta di legge contribuirebbe in modo sostanziale, oltre al citato riconoscimento normativo, all'incremento produttivo e commerciale di tale pregiato prodotto vinicolo, peraltro con importanti riflessi occupazionali.




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