XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3869
Onorevoli Colleghi! - Al fine di ripristinare il
rapporto di fiducia tra il collezionismo d'arte antica e lo
Stato, è nostra intenzione proporre una sanatoria. Procedendo
per questa strada verrebbe garantita ai collezionisti la
proprietà dei beni in loro possesso, mentre il Paese potrebbe
nuovamente disporre di un gran numero di opere d'arte oggi
praticamente sconosciute.
E' un grave errore punire il collezionismo e il mercato
dei beni archeologici, numismatici e delle opere d'arte di
proprietà privata con azioni di tipo quasi terroristico e
sovente confiscatorie. Ciò non solo comporta spese quasi
sempre inutili e frequenti perdite di tempo, ma incrina anche
il rapporto fra cittadino e istituzioni non essendo di
beneficio ad alcuno.
Peggio ancora, e l'esperienza lo dimostra, vengono così
inevitabilmente incoraggiate attività clandestine, fughe di
opere verso l'estero e, in alcuni casi, addirittura la
distruzione del materiale medesimo.
Procedendo verso una sanatoria verrebbero dunque risolti
in modo pragmatico ed efficace numerosi problemi.
Eliminando da parte dello Stato quell'aberrante
comportamento ove è unicamente la forza a dettar ragione, si
restituirebbero entusiasmo e fiducia a commercianti e
collezionisti sì da ripristinare, come avviene da sempre in
qualsiasi nazione civile, rapporti di collaborazione e scambio
tra il mondo del collezionismo privato e quello dei musei e
degli studiosi con il ben sperimentato risultato che
verrebbero volontariamente messe a disposizione delle autorità
competenti opere oggi totalmente sconosciute, o perché
occultate dai proprietari o, addirittura, perché trasferite
all'estero per essere sovente vendute a prezzi migliori.
E' tempo di rendersi conto che in un mondo sempre più
aperto nel quale quotidianamente si inneggia alla libertà dei
commerci, alla libera circolazione di persone capitali e
all'eliminazione dei dazi, sia perfettamente insulso - oltre
che controproduttivo - colpire in modo spesso arbitrario ed
indiscriminato settori di una società evoluta quali quelli del
collezionismo e dell'antiquariato.
E' importante tenere ben presente che nel nostro
ordinamento nessuna legge sancisce che lo Stato deve essere
proprietario di ogni bene culturale e che non possa essere
libera circolazione, commercio e collezionismo di beni d'arte
e di antichità.
Uno Stato previdente e giusto dovrebbe incoraggiare, oltre
che la conservazione, anche il rientro di opere antiche nonché
diffondere la loro conoscenza e favorire la loro eventuale
esposizione al pubblico. E proprio a tale fine ci proponiamo
di estendere la sanatoria non solo ai collezionisti che vivono
nel nostro Paese ma anche a coloro che si trovano ad avere
all'estero collezioni di beni culturali provenienti
dall'Italia.
In relazione alla conservazione di tali beni, non ci
troviamo minimamente preoccupati dato che nella maggioranza
dei casi il collezionista privato e l'antiquario sono migliori
tutori dei propri beni che non, spesso, lo Stato.
Per tali ragioni la presente proposta di legge disciplina
le modalità di una sanatoria relativa all'accertamento
dell'esistenza ovvero al rientro in Italia, in via definitiva
o temporanea, di opere d'arte e di antichità.