XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3850
Onorevoli Colleghi! - Riteniamo doveroso richiamare la
vostra specifica attenzione sul problema della continua
crescita dei furti d'auto e del lucroso e fiorente mercato che
da essi deriva. I dati e le percentuali di cui siamo in
possesso offrono un quadro decisamente preoccupante che impone
una meditata riflessione, non solo sulla incontenibile
crescita del fenomeno in sè, ma anche sull'elevato grado di
impunità che caratterizza il suddetto reato.
Ogni anno in Italia scompaiono oltre 300 mila auto, di cui
solo circa quattro su dieci vengono ritrovate e la maggior
parte degli autori dei furti resta ignota e presumibilmente
rimarrà sempre tale.
Il fenomeno in questione, inoltre, si inquadra nel più
ampio contesto europeo poiché coinvolge non solo l'Italia, che
con le sue province più popolose, come Roma, Napoli e Milano,
detiene un "ottimo" primato, ma anche l'Inghilterra, la
Francia, la Germania e l'Austria.
I motivi di questa inarrestabile crescita vanno
decisamente ricercati sia nella alta redditività che offre il
riciclaggio sia nella forte e costante richiesta del mercato.
Si tratta, insomma, di un vero e proprio business,
stimato in oltre 3 miliardi di euro annui che diventa un
affare colossale per ben definite categorie. Innanzitutto per
i ladri, poi per i demolitori "compiacenti", indi per i
riparatori disonesti che riciclano i pezzi facendoli pagare
come nuovi e, infine, pur se indirettamente, per gli stessi
concessionari favoriti dai necessari nuovi acquisti di
autovetture da parte dei derubati nonché, paradossalmente, per
le stesse compagnie di assicurazione che, ovviamente, elevano
i premi a fronte del continuo aumento del rischio. Negli
ultimi tempi, le società assicurative, a fronte del dilagare
di quella che ormai può essere definita una piaga sociale,
hanno inasprito i criteri assuntivi, disdetto le polizze
plurisinistrate attuato il blocco del rischio furto o,
addirittura, chiuso gli sportelli nelle aree più a rischio.
Tutto ciò, è evidente, a totale danno degli automobilisti.
In linea di estrema semplificazione, possono essere
individuate due principali categorie di ladri d'auto. Da un
lato i professionisti che, il più delle volte, agiscono su
commissione, e, dall'altro, gli occasionali che proliferano in
situazioni di degrado e di sottosviluppo sociale e
culturale.
In quest'ultima categoria rientrano i tossicodipendenti,
che dalla vendita della vettura o dei pezzi di ricambio
riescono, agevolmente, a ricavare la somma necessaria per le
loro dosi quotidiane. In merito va sottolineato che la
microdelinquenza è, a sua volta, decisamente e inesorabilmente
influenzata dalla tossicodipendenza.
Per quanto concerne la prima categoria di ladri d'auto, va
detto che quasi sempre sono organizzati secondo una struttura
piramidale, con contatti all'estero e l'indispensabile
appoggio di operatori del settore; spesso l'auto rubata viene
avviata al proprio destino ancor prima che il proprietario
abbia potuto denunciarne il furto, rendendo vana la già labile
speranza di un suo recupero. La strada del riciclaggio vale
più che altro per il mercato estero che assorbe le vetture di
grossa cilindrata. A queste autovetture viene cambiato il
numero di telaio e applicata una targa contraffatta, mentre
esperti falsari si occupano della preparazione del libretto di
circolazione e degli altri documenti. L'auto viene quindi
nascosta in un magazzino clandestino, in attesa di essere
caricata, con altre "consorelle", su una bisarca dotata
anch'essa di documenti falsi. Le auto di maggior valore hanno
come destinazione quasi "naturale" i Paesi del Medio Oriente,
ma lo sviluppo della motorizzazione nei Paesi dell'ex blocco
comunista, con un mercato in forte espansione, hanno dato
nuova linfa ai ladri d'auto di tutta Europa. In Polonia,
Boemia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria si sta
verificando un fenomeno molto simile a quello dei Paesi
dell'Europa occidentale nel primo dopoguerra: grande richiesta
da parte dei privati di mezzi di trasporto ma basse
disponibilità economiche.
Il riciclaggio all'interno del territorio nazionale,
invece, interessa di norma i modelli più diffusi. In questo
caso, i trafficanti si avvalgono della collaborazione di
demolitori "compiacenti", che forniscono targhe e documenti
perfettamente "legali", recuperati da vetture incidentate e
destinate alla demolizione. L'unica fatica che questo ladro
deve fare è quella di modificare il numero di telaio,
dopodiché l'auto è pronta per il mercato dell'usato e, molto
spesso, le auto rubate vengono utilizzate per compiere altri
reati, come rapine, contrabbando, se non anche sequestri di
persona.
Diverso, poi, è il caso delle auto cosiddette
"cannibalizzate", cioè utilizzate come serbatoio di pezzi di
ricambio. In genere, a questo fine, sono destinate le vetture
della fascia medio-bassa. Meccanici e carrozzieri disonesti se
le procurano direttamente dalle bande di ladri e ricettatori.
Dopo averle spogliate di tutte le parti riciclabili, il telaio
prende la via della pressa, e dell'auto rubata non rimane più
traccia.
Microcriminalità e professionisti rappresentano dunque le
due facce di un fenomeno che sta dando non pochi dispiaceri
agli automobilisti italiani. Si ritiene, pertanto,
estremamente necessaria e urgente una valida opera di
prevenzione, adottando specifici e nuovi accorgimenti come la
"marchiatura" della vettura.
Tale soluzione è già stata adottata in vari Paesi europei.
Dal 1^ marzo 1993 vige, ad esempio, in Francia una legge che
impone di incidere sul lunotto posteriore dell'auto il numero
di immatricolazione, e su tutti gli altri vetri quello di
serie, ed i risultati sono stati celeri e positivi.
La "marchiatura" che proponiamo è un deterrente più che
valido poiché i ladri, per poter piazzare le auto segnate,
sarebbero costretti a rubarne altre "pulite" dello stesso tipo
per sostituire i cristalli, i fanali, i paraurti, i cerchioni,
gli sportelli, i cofani marchiati elettronicamente. Con questo
accorgimento si renderebbe più difficile la vita anche ai
riciclatori divenendo economicamente poco conveniente il
"lavoro" a causa della necessaria "bonifica" delle parti
contrassegnate. Pertanto, la marchiatura del numero del telaio
andrebbe impressa almeno in una decina di punti
identificativi, eventualmente anche sotto vernice, e
rilevabile dalle Forze dell'ordine attraverso l'uso di lampade
a raggi ultravioletti.
Se nel Far West si marchiavano i bovini per
proteggerli dai ladri di bestiame, sarebbe più che auspicabile
applicare questo stesso sistema alla moderna motorizzazione,
non solo per rendere più difficili le imprese dei malavitosi,
ma soprattutto per non subirne l'incalzante presenza, ben
sapendo che ogni furto alimenta ulteriormente la
criminalità.