XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3836




        Onorevoli Colleghi! - Il 31 ottobre 2002 un gravissimo terremoto ha colpito la regione Molise nella provincia di Campobasso. Le immagini della scuola di S. Giuliano di Puglia, con la perdita di tanti piccoli bambini e della loro maestra hanno commosso il mondo intero e hanno portato all'attenzione dei media una regione fino ad allora sconosciuta ai più in circostanze che avremmo preferito non vivere. Io apprendevo la notizia mentre mi apprestavo ad intervenire in Aula nella discussione generale sulla legge finanziaria per il 2003, anche per sollecitare provvedimenti in favore di un altro terremoto forse più devastante sotto il profilo dei danni materiali del terremoto del 31 ottobre 2002, che aveva colpito l'altra provincia della regione Molise (Isernia) unitamente alle regioni Abruzzo, Lazio e Campania nei giorni 7 e 11 maggio 1984.
        Un terremoto di serie "B", perché aveva avuto poche vittime, anche se i danni materiali, come si è detto, erano stati notevolissimi. Con il decreto-legge 26 maggio 1984, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 1984, n. 363, e con le successive ordinanze del Ministro delegato per il coordinamento della protezione civile n. 230/FPC/ZA del 5 giugno 1984, e n. 905/FPC/ZA del 17 febbraio 1987, era stata finanziata l'opera di riparazione e di ricostruzione e di adeguamento igienico-sanitario degli immobili danneggiati. Ma i finanziamenti destinati alla scopo erano sempre modesti ed anzi si esaurivano del tutto agli inizi degli anni '90. Solo dal 1994, nella legge finanziaria per il 1995, si provvedeva al rifinanziamento della citata legge n. 363 del 1984. Da allora con opera certosina abbiamo ottenuto piccoli appostamenti annuali.
        Proprio con la legge finanziaria per il 2003 (legge 27 dicembre 2002, n. 289) si sperava di chiudere definitivamente le priorità A e B della citata ordinanza n. 905 del 1987, e nella peggiore delle ipotesi per la priorità B con eventuale limitazione alla priorità B equiparata alla priorità A.
        Con la presente proposta di legge abbiamo tentato di rispondere a queste necessità. Abbiamo così previsto il finanziamento delle priorità A e B della citata ordinanza n. 905 del 1987, lasciando fuori le priorità C. Con esse infatti si definiscono le situazioni emergenziali. Abbiamo anche tentato di dare un significato a quello che riteniamo dovrà essere il nuovo volto della protezione civile, che deve mirare a prevenire la fase emergenziale ed a limitare quindi gli effetti talvolta drammatici delle catastrofi.
        Accantonando per il momento l'ulteriore problema, costituito dalla individuazione delle aree e dal finanziamento delle strutture di emergenza in una provincia, delimitata ad ovest dal massiccio del Matese, purtroppo ritenuta dagli esperti come tra le zone a più elevato rischio sismico d'Italia, nel caso malaugurato del ripetersi di fenomeni tellurici o comunque calamitosi.




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