XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3831
Onorevoli Colleghi! - Subito dopo la fine della seconda
guerra mondiale, a Santa Maria al Bagno presso Nardò in
provincia di Lecce, si visse un fenomeno di rilevante
interesse storico. Tutto il territorio della marina, dal
gennaio 1944 alla fine del 1947 fu destinato a un campo di
profughi, prima per alcune migliaia di slavi e successivamente
per alcune migliaia di ebrei, prevalentemente polacchi, fra
cui Dov Shilansky, futuro deputato al Parlamento d'Israele
(Knesset) dal 1977 al 1996, di cui fu Presidente dal 1988 al
1992. Inoltre furono presenti anche personaggi di rilievo per
il futuro Stato d'Israele. Nel campo non mancava niente che
ricordasse ai profughi la loro religione e le loro tradizioni:
dalla sinagoga, alla mensa, al centro di preghiera per bambini
e orfani. Erano in sostanza assicurati tutti i complessi
necessari alla vita di una comunità di tali dimensioni.
Il campo fu definitivamente dismesso nel 1947, con la
partenza degli ultimi profughi. Non ci sono grandi
testimonianze della loro presenza se non nella memoria di chi
ha vissuto quella esperienza, ma tre "murales" ovvero una
serie di testimonianze grafico-artistiche della presenza degli
ebrei, che attualmente si trovano in una casa decadente e in
grave stato di abbandono situati a Santa Maria al Bagno,
rimangono molto interessanti. La presente proposta di legge
intende recuperare e restaurare i rimanenti "murales",
valorizzarli e trasferirli dall'attuale collocazione che non
ha alcuna valenza storica, all'interno di un Museo
dell'Accoglienza appositamente realizzato.
La creazione di questo significativo Museo, all'interno
del quale si prevede l'istituzione di un centro studi di
incontro tra associazioni culturali nazionali e
internazionali, ha lo scopo di salvaguardare questa importante
testimonianza storica e con essa il ricordo di solidarietà e
di amicizia tra due popolazioni: quella ebrea e quella
residente in Santa Maria al Bagno, che ancora oggi a distanza
di oltre cinquanta anni, testimoniano il loro affetto e la
loro amicizia. Il perseguimento di tale progetto diventa
sempre più urgente, viste le condizioni di degrado, in cui si
trovano i "murales" che costituiscono una valida testimonianza
degli ebrei salvati dall'efferatezza della Shoah, a Santa
Maria al Bagno.