XIV LEGISLATURA
PROGETTO DI LEGGE - N. 3802
Onorevoli Colleghi! - L'istituzione delle case da gioco
in Italia è avvenuta mediante una serie di provvedimenti
legislativi che, recando una deroga alle norme incriminatrici
generali del codice penale, hanno, di volta in volta,
riconosciuto a particolari organi amministrativi la facoltà di
autorizzare l'apertura di case da gioco in singoli comuni.
Un tentativo di introdurre un'organica regolamentazione
legislativa fu compiuto con il regio decreto-legge 27 aprile
1924, n. 636, che non fu però mai convertito in legge.
Il dibattito che da tempo si svolge in Parlamento è volto
a superare il citato regime restrittivo, in virtù del quale
sono solo quattro le case da gioco aperte in Italia: Venezia,
San Remo, Campione d'Italia e Saint Vincent.
Se si procedesse a un confronto con gli altri Paesi
europei risulterebbe evidente la disparità sia nel numero, sia
nella localizzazione su scala nazionale, facendo mancare al
nostro Paese uno strumento promozionale così efficace.
Riteniamo che, sulla scorta dell'esperienza europea che ha
incentivato e sviluppato centri turistici medio-piccoli, ogni
singola regione, ove esistano ragioni storiche o condizioni
ambientali favorevoli per l'esercizio di una casa da gioco,
debba concedere la relativa autorizzazione che consentirebbe
tanto un riequilibrio territoriale, quanto maggiori
possibilità di controllo dal punto di vista dell'ordine
pubblico rispetto ai centri turistici più congestionati.
Sarebbe, anzi, auspicabile l'approvazione rapida di una legge
organica che legittimi e stabilisca i limiti e le condizioni
dell'esercizio del gioco d'azzardo.
E' superfluo ricordare che il gioco d'azzardo clandestino
è una delle principali attività della criminalità organizzata,
specialmente in Campania, quale fonte di finanziamento e
strumento di riciclaggio di denaro proveniente da attività
illecite e pertanto comporta gravi rischi per tutti coloro che
lo praticano, senza avere alcuna garanzia.
L'apertura di una casa da gioco a Salerno aprirebbe nuovi
orizzonti anche sotto il profilo turistico e occupazionale
offrendo la possibilità di finanziare programmi nel settore
alberghiero e in quello delle opere pubbliche e divenendo un
volano per lo sviluppo della costiera amalfitana e della zona
cilentana.