XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 3782




        Onorevoli Colleghi! - Il nostro Paese è comunemente conosciuto nel mondo come la terra in cui la storia, l'arte, le lettere, la scienza, la tecnica e il pensiero politico, filosofico e religioso hanno costituito il giacimento culturale più vasto e significativo del cammino dell'umanità.
        In questo orizzonte, in Italia, più che in altri luoghi del pianeta, splendori e miserie, progresso e sofferenza, avanguardie e reazioni, popoli e culture si sono intrecciati a comporre lo sviluppo della civiltà universale.
        In questa dimensione, nella città di Reggio Emilia, nei secoli, intorno ad una istituzione sociale, sviluppata dalla sensibilità degli Estensi del ducato di Modena, denominata "Istituti psichiatrici di San Lazzaro", si è stratificato un singolare patrimonio di documentazione medica, di architettura sanitaria, di testimonianze umane, iconografiche, artistiche e artigianali, infine una struttura civile autonoma e distinta dalla organizzazione della vita della città, unico nel suo genere. Questo patrimonio è oggetto di attenzione, di studio e di ricerca di storici e di esperti, nelle scienze mediche e sociali, di ogni parte d'Europa e del mondo.
        Gli istituti manicomiali, sorti nella visione della separatezza e della segregazione del malato di mente dalla famiglia e dalla società fino alla riforma sanitaria, con la loro storia plurisecolare, sono rimasti integri nel loro aspetto archittettonico complessivo, con i vetusti "padiglioni" di ricovero e contenzione dei malati, le sue officine, le sue cucine, le sedi dei servizi amministrativi, la chiesa, le strutture di ritrovo per conferenze e iniziative didattiche, scientifiche e culturali e ricreative, la sua biblioteca, la casa colonica, l'immensa area destinata a giardini, verde e parco.
        Nel suo interno è custodita una documentazione tecnico-scientifica e sociale di valore incommensurabile, rappresentata da:

                a) dodicimila volumi, molti dei quali integranti il "Fondo antico protetto", di eccezionale valore storico e bibliografico, del XVIII e XIX secolo;

                b) una collezione di tutte le riviste e i periodici di psichiatria, pubblicati negli ultimi due secoli, fra i quali la rivista di freniatria, curata dagli Istituti di San Lazzaro, fondata nel 1875 e considerata la più importante rivista dell'epoca;

                c) una raccolta di oltre centomila cartelle cliniche, che raccontano, a decorrere dal 1854, la storia tragica degli ammalati di mente (o presunti tali) spesso sepolti a vita in questi istituti: nelle cartelle sono descritte le analisi mediche, le terapie praticate e, documenti umani di valore inestimabile, le testimonianze scritte o semplicemente grafiche degli ammalati;

                d) tutto il materiale archivistico e amministrativo della gestione degli Istituti, con i bilanci, i verbali delle amministrazioni, le iniziative di soccorso e di assistenza fino agli esperimenti di autogestione;

                e) una imponente mole di documentazione iconografica, artistica e artigianale, connessa soprattutto alla cosiddetta "ergoterapia" e cioè alla attività lavorativa manuale e artistica, che si riteneva, in alternativa alla contenzione, pratica terapeutica indispensabile alla gestione dei malati: l'attività dei ricoverati si svolgeva nei campi e nei giardini del parco ma anche e soprattutto nelle manifestazioni artistiche, disegni e quadri, e nella produzione di ceramiche e di tessuti confezionati secondo la migliore tradizione dell'ars canusina del luogo;

                f) un'ampia raccolta di documentazione fotografica sulle attività degli Istituti, i sistemi di cura, i singoli ricoverati, gli arredi degli edifici, le manifestazioni pubbliche connesse alla funzione svolta;

                g) una imponente raccolta degli oggetti di cura e di contenzione dei ricoverati (strumenti tradizionali come camicie di forza, collari, catene, lacci, e strumenti più "raffinati" come bagni di luce, caduta di acqua sul capo, elettrodotti), soprattutto in uso prima della scoperta e della produzione degli psicofarmaci: documenti e testimonianza della concezione della malattia mentale (reale o presunta) da contenere e contrastare soprattutto con la violenza sui malati;

                h) una raccolta degli arredi, degli oggetti di ricerca, dei cavi per lo "studio" della malattia e infine oggetti di uso comune per i lavori di tessitura, per la produzione delle scarpe, per i servizi di sartoria, per il lavoro dei campi: documentazione indispensabile per conoscere un frammento, non certo secondario, della storia del nostro popolo e del suo percorso verso forme più alte di civiltà.

        La soprintendenza competente per i beni culturali delle città di Modena e di Reggio Emilia ha provveduto a vincolare questo patrimonio.
        E' evidente dunque il dovere pubblico a che questo immenso e originale patrimonio storico, scientifico e culturale non vada disperso, ma anzi possa essere adeguatamente conservato e valorizzato per divenire oggetto di studio e di ricerca aperta agli studiosi dell'Italia e del mondo e fonte di informazione anche per i cittadini e per le giovani generazioni che dalla conoscenza del passato e dalla conservazione della memoria traggono alimento e forza per un ulteriore civile sviluppo.
        Al raggiungimento di questi fini vuole provvedere la presente proposta di legge, che impegna lo Stato a promuovere, unitamente alla libera scelta della regione Emilia Romagna e degli enti politici territoriali di Modena e Reggio Emilia (comuni e province), la istituzione della Fondazione "Istituti San Lazzaro per la storia della psichiatria".
        L'articolo 1 dispone la promozione, con la libera e autonoma partecipazione degli enti politici territoriali (regione Emilia Romagna, comune e provincia di Modena e di Reggio Emilia) della istituzione della Fondazione "Istituti San Lazzaro per la storia della psichiatria". Il rapporto di cooperazione Stato-enti politici territoriali è configurato nel rispetto della competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dei beni culturali e della sfera di legislazione concorrente Stato-regioni in materia di valorizzazione dei beni culturali, così come definite nel novellato all'articolo 117 della Costituzione.
        L'articolo 2 definisce la natura giuridica della Fondazione; l'articolo 3 determina la disciplina applicabile ai suoi organi, alla sua attività.
        L'articolo 4 individua i fini della Fondazione; l'articolo 5 definisce i suoi organi.
        L'articolo 6 regola le modalità di composizione nomina degli organi della Fondazione e i rapporti, attraverso l'istituto dell'intesa, con la regione e gli enti locali. L'articolo 7 prevede la partecipazione dello Stato agli oneri di funzionamento della Fondazione.




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